Italia


Masi – risultati 2014

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Masi ha avuto un anno difficile nel 2014, causato dal calo di vendite in due dei suoi principali mercati, Canada e Svezia, oltre all’impatto negativo dei cambi, che hanno determinato per due anni consecutivi un impatto negativo superiore al 2%. Nonostante questo, i margini si sono mantenuti su livelli molto elevati (tra i più elevati nel panorama italiano, e non solo, del settore) e l’azienda ha raggiunto l’obiettivo di quotazione in borsa. L’operazione, che ha consentito un incasso di oltre 30 milioni di euro, è stata per circa un terzo relativa alla vendita di azioni da parte dell’azionista Alcedo (private equity), mentre per i restanti due terzi (20 milioni circa) sono confluiti nella cassa dell’azienda, praticamente cancellando il debito aziendale, di circa 19 milioni a fine 2014. Il processo di quotazione, al quale ho partecipato, è culminato alla fine di giugno, quando le azioni sono state ammesse alla negoziazione, con un flottante del 20% e un prezzo di collocamento di 4.6 euro per azione, che determinano una capitalizzazione (e valore d’impresa) di circa poco meno di 150 milioni di euro, cioè circa 13 volte gli utili (rettificati per il goodwill e gli oneri di quotazione) previsti per il 2015, 2.2 volte le vendite, 8 volte il MOL e circa 9 volte l’utile operativo. Passiamo ad analizzare i dati 2014 e a discutere anche di cosa potrebbe fare Masi con questi soldi.

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Marche e Abruzzo – produzione vini DOC 2013

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Abruzzo e Marche, oltre a essere geograficamente vicine hanno anche in comune una struttura di produzioni DOC polarizzata intorno a un paio di nomi principali, uno bianco e uno rosso. Discorso valido soprattutto per l’Abruzzo, dove il Montepulciano e il Trebbiano da sempre rappresentano oltre il 90% della produzione totale e solo recentemente sono “affiancate” da una terza denominazione, il Cerasuolo, che però non è in concorrenza con le altre due denominazioni, essendo un vino rosato. Lo stesso può in parte dirsi nelle Marche, dove il Verdicchio dei Castelli di Iesi e il Rosso Piceno rappresentano oltre il 60% della produzione, per quanto si tratti di prodotti che non coprono la regione da un punto di vista di potenziale produttivo.

La produzione 2013 delle due regioni ha secondo Federdoc seguito trend differenti: in Abruzzo la vendemmia è calata del 3% nel 2013 a 1.1 milioni di ettolitri, il 2% sotto la media del quinquennio precedente. Nel caso delle Marche la produzione è invece andata meglio, +10% a 372mila ettolitri, ma proviene da due anni pessimi, talchè il livello produttivo rispetto alla media storica è ancora sotto del 5%. Passiamo ai dati di dettaglio, ricordandovi che all’interno del post trovate le tabelle dettagliate.

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Friuli Venezia Giulia – produzione di vino – aggiornamento 2014

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In uno degli anni meno proficui per la produzione vinicola italiana, il Friuli Venezia Giulia è stata una delle poche eccezioni, con dati non soltanto in forte controtendenza (+27%), ma anche eccellenti se confrontati con le medie storiche. La regione, famosa per i suoi vini bianchi (il 5% dei vini italiani) ha mantenuto un forte orientamento alla qualità, anche se in una annata così ricca ha ripreso la produzione di vini da tavola (apparentemente non presente negli ultimi 3-4 anni e ancora più rimarchevole, sembra aver spostato una parte della produzione DOC a IGT. Sono dati molto particolari, che prendo come sono, perchè qualche legittimo dubbio lo suscitano. Andiamo brevemente ad analizzare i dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento maggio 2015

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L’andamento a “scatti” delle esportazioni, all’interno di un trend chiaramente rialzista, è ben visibile nei dati di maggio 2015 del vino italiano, che ha messo a segno un timido +1% nel mese, dopo un paio di mesi di crescita a doppia cifra (+13%), a loro volta preceduti anche da un mese in negativo. Probabilmente, a guardare i dati di giugno 2015 per ora disponibili soltanto per il dato totale italiano di tutti i prodotti la situazione potrebbe essere decisamente migliore. E’ notizia di questi giorni, invece, la svalutazione (per ora tripla, e per il 5% circa) della valuta cinese. Una volta tanto, menzionare la parola “Cina” per i viticoltori italiani non fa venire i brividi lungo la schiena. L’impatto, infatti, sarà molto limitato dato che il grande paese asiatico rappresenta soltanto 80 milioni dei 5182 milioni di esportazioni di vino italiano. Passiamo ad analizzare in dettaglio i dati di maggio 2015.

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Calabria, Molise e Basilicata – produzione di vino – aggiornamento 2014

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Continuiamo il viaggio nelle regioni italiane per la produzione 2014, mettendo insieme in questo post Calabria, Molise e Basilicata. In tutte e tre le regioni la produzione è andata male, come nel resto del Mezzogiorno, soprattutto nel caso della Basilicata, dove il calo è stato superiore al 40% e la produzione è al minimo storico, il 30% sotto la media degli ultimi 5 anni. Sono invece molto più difficili da leggere i dati del Molise, che perde soltanto il 7% nel 2014 ed è in media con gli anni recenti, ma dove i dati sono evidentemente stimati in modo molto grossolano. La regione più rilevante delle tre, la Calabria, ha invece subito un calo del 15%, leggermente al di sotto della media del Mezziogiorno (-22% nel 2014). Andiamo ad esaminare i dati delle tre regioni.

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