Sicilia


Sicilia – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Oggi torniamo sull’argomento dei vitigni con il censimento ISTAT relativo alla Sicilia, dove prevalgono le superfici vitate non DOC e dove non c’è una vera vocazione univoca in termini di vitigni, soprattutto se escludiamo le superfici vitate adibite alla produzione di Marsala, che fanno parte di un mondo leggermente “spostato” rispetto a quello del vino tradizionale. Troviamo così che se il Nero d’Avola (qui chiamato calabrese nero) è il principale vitigno rosso, esiste una nutrita rappresentanza dei vitigni internazionali. Anzi, se restringiamo il confronto ai vini di qualità il Nero d’Avola resta il principale vitigno, ma Nerello Mascalese e altri vitigni sono meno lontani. Dopo il catarratto, ansonica e grillo sono i due vitigni bianchi più presenti. Addentriamoci nei numeri.

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Sicilia – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2012

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Comincio la rassegna estiva delle regioni italiane relativamente alla produzione di vino con la Sicilia per un motivo specifico: quest’anno per la prima volta ISTAT è in contraddizione con se stessa (non più soltanto con altri rilevatori). Infatti, per alcune regioni la somma della produzione regionale non combacia con quella delle province. L’unica maniera per ovviare a questo problema (che magari sarà risolto con un aggiornamento dei dati), è quello di riportare tutti e due i numeri. Noi, anche per coerenza con il dato nazionale, teniamo il dato della regione, perchè è quello dove si suddividono poi produzione per colore e per tipologia. Cominciamo dunque con la Sicilia, dove la produzione di vino è cresciuta leggermente nel 2012 dopo un calo pesantissimo dei due anni precedenti, presumibilmente da associare con gli espianti dei vigneti (non rilevati dalla superficie pubblicata da ISTAT…). In un quadro di produzione strutturalmente più bassa, la Sicilia si conferma grande utilizzatrice della IGT, che ormai rappresenta ben oltre il 50% della produzione totale di vino…

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Il consumo di vino nelle regioni italiane – dati ISTAT 2012

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Come promesso torno sull’argomento dei consumi di vino in Italia affrontando l’argomento dal punto di vista regionale. L’analisi che segue non solo cerca di identificare le regioni dove il modello di consumo non si è ancora adeguato alla moda del “consumo sporadico”, ma mette anche in luce quanto, ad oggi, il vino sta diventando un prodotto la cui penetrazione è fortemente correlata alla ricchezza delle persone: la correlazione che vedete nell’ultimo grafico vi indica chiaramente che le regioni più ricche sono quelle dove più persone sono consumatori di vino. Il centro Nord, cioè Marche, Emilia Romagna e Toscana sembrano essere le aree dove il consumo pesante di vino (qui identificato con “oltre 50cl di consumo giornaliero”) è ancora più marcato che nel resto d’Italia: il rischio di calo dei consumi sembra più importante. Invece, le regioni del Nord Est, prima tra tutti il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, ma anche in parte il Veneto, sono quelle dove il “mercato” si è già spostato sul modello di consumo sporadico e allontanato da quello giornaliero rilevante. Vediamo insieme qualche numero.

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Carlo Pellegrino – risultati 2011

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Avvertenza: Carlo Pellegrino sponsorizza “I numeri del vino” con una donazione a Divina Provvidenza ONLUS

Il bilancio 2011 di Pellegrino si chiude con un ulteriore marcato miglioramento della struttura finanziaria, grazie all’attenzione al capital e circolante e nonostante la ripresa degli investimenti, ma con un andamento delle vendite e degli utili rispettivamente stabile e in riduzione rispetto allo scorso anno. Carlo Pellegrino certamente paga l’elevata esposizione all’Italia e all’Europa, tra i mercati esteri e la ancora relativamente bassa penetrazione in Nord America e in Asia. Il 2012 sara’ difficilmente un anno migliore: le vendite del primo trimestre sono allineate a un mercato in calo, mentre la relazione degli amministratori lascia spazio a una speranza di miglioramento nel secondo semestre, anche grazie a una nuova linea di prodotti specifica per il canale degli hard discount: “Con questa nuova linea di prodotti, con un maggiore sostegno pubblicitario e incentivazione di tutti i prodotti si pensa di poter contenere il calo del fatturato complessivo del 2012” e’ la frase finale della relazione. Siamo quindi di fronte a un anno in cui probabilmente Carlo Pellegrino non sara’ in grado di crescere. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

 

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Sicilia – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2011

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La produzione di vino in Sicilia e’ crollata nel 2011 del 29% a 4 milioni di ettolitri, con un andamento sostanzialmente allineato nelle varie province, anche se il confronto e’ reso molto difficile dalla presenza fino al 2010 dei mosti che invece nel 2011 non erano piu’ inclusi. Il vigneto sta calando (il censimento parla di una riduzione del 10% circa tra il 2000 e il 2010, ma altri vigneti sono presumibilmente stati espiantati nel corso del 2011, ma a questo non corrisponde una vera e propria “riqualificazione del prodotto”: in altre parole, la produzione di mosto non e’ scomparsa (per quanto visibilmente copiata dal dato 2010), e anche la produzione di vini DOC scende del 12%. Sembra, come abbiamo visto lo scorso anno che i produttori siciliani siano molto affezionati alle IGT, che invece sono stabili a 2.3 milioni di ettolitri e rappresentano ormai quasi il 60% della produzione regionale (mosti esclusi).

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