Presentazione/Varie


Il sommario de “I numeri del vino” di Maggio 2008

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Apro questo sommario con l’ultimo post: l’aggiornamento sul progetto “pubblicita’” del blog, che mira ad aiutare un asilo di bambini in Peru’. Ri-colgo l’occasione per ringraziare lettori e inserzionisti per il risultato raggiunto.

Durante il mese di maggio i temi dominanti del blog sono stati i mercati internazionali e, per l’Italia l’analisi dei dati della GDO.
Sul primo tema, abbiamo visto la struttura produttiva e del mercato spagnolo, le esportazioni di vino francese nel 2007, le vendite di vino in USA nel 2007 e la produzione di vino in Australia con le previsioni al 2009. Un tema interessante per internet e’ poi quello sulle statistiche di vendita diretta di vino in Francia, mentre riguardo alle esportazioni italiane abbiamo analizzato i dati a gennaio e febbraio 2008. Grazie alle statistiche dell’autorita’ spagnola, abbiamo analizzato l’evoluzione dei contributi per la distillazione e l’espianto della vite in Europa.

Sul secondo tema, abbiamo analizzato le vendite di vino in GDO a Gennaio 2008, la performance del vino rispetto alle altre categorie nel 2007 e abbiamo poi dato conto della presentazione IRI al Vinitaly. Sempre nel segno del mercato del vino, abbiamo analizzato le caratteristiche degli appassionati di vino in Italia.

ISTAT ha poi reso disponibili i dati definitivi di produzione di vino in Italia nel 2007, mentre Federdoc ha aggiornato i dati sulla penetrazione delle DOC/DOCG al 2006. Grazie alle informazioni ricevute dai rispettivi consorzi, abbiamo aggiornato al 2007 i dati sull’Asti spumante e al 2006 quelli per i vini di Montalcino.

Infine, in attesa di cominciare la disanima dei bilanci 2007 delle aziende italiane, ci siamo occupati dei risultati 2007 di Distell, Baron de Ley e Vranken Pommery.

Un anno di pubblicita' su I numeri del vino

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E’ passato esattamente un anno da quando e’ iniziato il progetto di sostenere la ONLUS Divina Provvidenza di Marisa attraverso la pubblicita’ sul blog “I numeri del vino”. E’ quindi il caso di fare il punto della situazione, di ringraziare voi che subite questa pubblicita’ e chi ha aiutato Marisa in nome del blog.

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Ma cominciamo, come sempre dai numeri. A un anno dall’inizio dell’attivita’ siamo arrivati a EUR684. Di questi, EUR500 sono stati devoluti da Merum, la rivista in lingua tedesca che ha pubblicato un ampio estratto delle statistiche del blog. A loro va il nostro piu’ sentito ringraziamento: hanno fatto quello che sogneremmo altri fare, cioe’ un contributo in cambio di un aiuto che personalmente o attraverso il blog vi abbiamo fornito. Sarebbe bello che chi beneficia del blog per la sua attivita’ professionale (o didattica) si senta debitore verso i bambini di Marisa. Il logo e il link di Merum campeggera’ d’ora in avanti nella barra laterale del blog.

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Nel totale che vedete non sono ricompresi circa USD70 che sono maturati attraverso le campagne Adsense e naturalmente il ricavato delle campagne Vinoclic del secondo trimestre. E qui mi corre ringraziare Filippo Ronco che si e’ adattato alla stranezza delle Onlus, che non sono soggetti IVA e non prevedono l’emissione di fatture pur consentendo la piena deducibilita’ dei contributi loro pagati.

Aldo e Marco

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PS questi sono i dettagli per contribuire a Divina Provvidenza Onlus:
– c/c postale 36647097, intestato a: Associazione Volontariato DIVINA PROVVIDENZA – ONLUS
– c/c bancario 010198357, banca d’appoggio: UNICREDIT – I 02008 01009, intestato a: Associazione di Volontariato DIVINA PROVVIDENZA – ONLUS – IBAN IT21 I 02008 01009 000010198357

Sommario de I numeri del vino – Aprile 2008

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Nel mese di Aprile abbiamo allargato un pochino la nostra selezione di aziende che teniamo sott’cchio presentando i dati principali di Concha y Toro e i suoi risultati 2007, e introducendo un piccolo produttore Borgognone quotato in borsa, Cottin Freres. Sempre relativamente ai dati finanziari abbiamo presentato i numeri del quarto trimestre di Campari, i risultati annuali di Constellation Brands e di LVMH.

E’ stato poi pubblicato il rapporto Mediobanca: per le prime 92 aziende vinicole italiane abbiamo quindi analizzato l’andamento del fatturato e dei margini, il livello degli investimenti e come stanno cambiando i canali di vendita. Sempre grazie agli studi di www.mbres.it, abbiamo fatto un confronto tra il settore vino e il settore bevande.

Nell’ambito del settore vino, abbiamo continuato la discussione sull’enoteca del futuro (secondo tempo), abbiamo delineato le tendenze demografiche dei consumatori di vino e i fattori che ne determinano le scelte.

Nell’ambito dei contributi esterni, abbiamo ospitato l’intervento del prof. Pomarici sulla dimensione ottimale delle aziende vinicole.

Passando al commercio estero, abbiamo analizzato le importazioni di vino in Italia nel 2007, le esportazioni di spumante e le esportazioni di vino americano. Sempre restando in USA, abbiamo esposto i dati della vendemmia 2007 in California.

Infine, ci siamo occupati dell’aggiornamento annuale della produzione di vino e delle superfici vitate in Emilia Romagna.

Sommario de I numeri del vino – primo trimestre 2008

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Mia colpa, ho interrotto questa buona abitudine di fare un sommario di quello che si e’ parlato. Siccome l’ultima volta era stato il sommario di Dicembre, ho da recuperare un trimestre e, settimana prossima, il mese di Aprile. Visto l’apprezzamento che questa iniziativa aveva avuto, lo riproponiamo.

Andiamo come sempre per grandi argomenti e partiamo con il mercato del vino. Per quanto riguarda l’Italia, abbiamo parlato molto dei canali di vendita, partendo un pochino dai risultati del sondaggio sull’enoteca del futuro (altra iniziativa interessante che ripristineremo presto). Aldo si e’ cosi’ focalizzato su questo argomento e ha fatto un gran lavoro per delineare le vendite di vino nella grande distribuzione: due puntate sulle bollicine (1 e 2), i vitigni piu’ venduti, ma anche una visione critica sulle difficolta’ di promuovere il vino in questo canale e un post sull’andamento nei mesi recenti. Non sono mancate le idee dagli USA e una visione a quello che sara’ il domani per il vino nell’iper del futuro.
Abbiamo poi guardato alle vendite di vino in Italia nel 2007 e ai canali di sbocco delle aziende vinicole.
Esportazioni di vino italiano. Abbiamo analizzato i dati di ottobre, novembre e totale del 2007.

Europa. Dallo studio del 2006 sull’UE sono usciti degli spunti interessanti sulla produttivita’ nel settore del vino (con il confronto per nazioni), sulle caratteristiche della forza lavoro, sul valore della produzione e ancora una volta sulla dimensione delle aziende.

Produzione. Abbiamo analizzato le scorte di vino in Europa e l’equilibrio del vino in Italia alla luce dei dati della vendemmia 2007 (qui i primi dati sbagliati Istat).
Abbiamo poi analizzato la struttura produttiva di tre regioni del nord: Piemonte, Lombardia e Veneto.

Uscendo dai confini nazionali abbiamo analizzato i mercati del vino in Germania (oltre alla produzione), il mercato in Canada e Inghilterra.
Un pochino di USA (prezzo uva per vitigni), e molta Francia nel trimestre: due post sulle vendite al dettaglio (1 e 2), l’analisi della Borgogna e delle sue produzioni, le vendite per fascia di eta’ e le esportazioni 2007 di Champagne.

Abbiamo poi ospitato due interventi di Angelo Gaja sulla riforma UE e sui 10 desideri per il vino italiano.

Analisi di bilancio. Il bilancio 2006-07 di Caviro (con le riflessioni di Aldo), della cantina di Soave e di CAVIT. I bilanci 2006 di Sartori, Gancia, Masi e La Versa. I primi 9 mesi di Campari e per l’estero il bilancio di Constellation Brands (con il commento di Aldo), Foster’s e Boizelle Chanoine.
Abbiamo parlato del debito delle aziende italiane, dei costi di produzione del vino e degli investimenti pubblicitari (in Francia).

Infine abbiamo parlato delle vostre abitudini di acquisto del vino (1 e 2 e commento ulteriore) e della relazione tra qualita’ del vino e temperature stagionali.

Aldo ha poi fatto un gran lavoro sul rapporto vitivinicolo: sei puntate… 1, 2, 3, 4, 5, 6. E ci ha proposto la segmentazione della clientela di Constellation Brands, il progetto genome (1 e 2).

2008. Dieci desideri per il vino italiano. Di Angelo Gaja

8 commenti

Ricevo e pubblico questo contributo di Angelo Gaja, che contiene una serie di auspici relativamente al mondo del vino italiano. Trovate le mie sensazioni su questi dieci desideri a commento del post.


1. Che il Ministro De Castro faccia il miracolo di darci il Catasto Viticolo Nazionale entro il 2008. Il primo a sollecitarlo fu Renato Ratti; il mondo del vino ne è rimasto in attesa per trent’anni.

2. Che ritorni con il 2008 una vendemmia abbondante, altrimenti i produttori italiani avrebbero ben ragione di sentirsi tristi.

3. Che i nostri sistemi di prevenzione stiano allertati. I soliti marpioni, vecchi e nuovi, sono pronti ad entrare in azione non appena la domanda interna insista a richiedere vini a prezzi più contenuti, che la scarsità dell’offerta non consentirà di praticare.

4. Che non si resti sgradevolmente sorpresi se tra i vini venduti nei supermercati italiani al di sotto di un euro e venti centesimi a bottiglia sempre di più saranno quelli in arrivo dai paesi dell’est. E’ l’Europa Unita bellezza, il vino italiano può ben procurarsi altri sbocchi.

5. Che il mercato USA continui a tirare. Altrimenti le cicale di casa nostra avrebbero ben modo di rimproverare i produttori italiani per avere troppo coltivato quel paese a scapito del mercato interno (?!).

6. Che le associazioni di categoria del comparto vinicolo sappiano PER UNA VOLTA mettersi attorno al tavolo per dare corpo entro il 31.12.2008 al progetto, da sottoporre agli assessori regionali all’agricoltura, che darà avvio al programma concordato con Bruxelles di estirpazione di 68.000 ettari di vigneti italiani, da completare entro il 2010. Risparmiandoci PER UNA VOLTA l’inettitudine e la furbizia italiana del rinvio.

7. Che si diventi tutti un po’ più smaliziati, un po’ più critici nel guardare ad enti ed associazioni varie che con la scusa di operare nell’interesse generale del TERRITORIO continuano invece a succhiare sovvenzioni da destinare al loro interesse particolare.

8. Che si restituisca dignità al vino. Troppi produttori si lasciano attirare a dare spettacolo con i loro vini, in ogni dove, in ogni luogo. A chi conviene lo spettacolo? Non certamente al vino, il cui consumo pro-capite continua inesorabilmente a calare.

9. Nella consapevolezza che quello del vino sia il comparto più fortunato dell’agricoltura, mostrare la capacità di assumere una regola che diventi d’esempio anche per gli altri. Che i presidenti delle associazioni no profit che svolgono attività in nome del vino e dei loro produttori, a condizione che queste abbiano beneficiato di sovvenzioni pubbliche con una certa regolarità, non possano ricoprire la carica per più di un mandato, non siano rieleggibili. E che i direttori delle stesse non possano ricoprire la carica per più di due lustri. Il mondo del vino ha bisogno di facce nuove; la non rieleggibilità aiuterebbe a rimuovere i fondi-schiena di pietra e darebbe ai giovani voglia di partecipare.

10. Nell’orgia di sondaggi che si fanno in Italia, ce ne sta un altro ancora. Individuare tra i quarantenni che fanno parte del mondo del vino italiano quelli che mostrano anche soltanto un pizzico della stoffa dei mai abbastanza rimpianti Giacomo Bologna, Paolo Desana, Renato Ratti, Gino Veronelli. Per aiutarli, tutti noi assieme, a crescere più rapidamente nell’interesse loro e nostro.

Angelo Gaja, Gennaio 2008