Esportazioni


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento marzo 2015

nessun commento
export spumanti q1 15 1

Mentre molti si chiedono che cosa succederà nel 2015 ai volumi esportati, data la vendemmia particolarmente scarsa, i dati del primo trimestre sugli spumanti continuano a stupire. Se da un lato è vero che i cambi stanno aiutando il nostro prodotto (Stati Uniti e Regno Unito in particolare), leggere un +54% nei volumi di marzo è abbastanza stupefacente. Va detto che la tempistica dalla Pasqua è molto importante per lo spumante e che la Pasqua 2015 è stata più “alta” del 2014. Comunque, anche a gennaio e febbraio i volumi crescevano dell’8-9%. I dati che leggiamo oggi indicano un incremento del valore dell’export nel trimestre del 23%, fatto di un calo del 26% per l’Asti (stabile in Marzo) e di un incremento del 30/35% degli altri prodotti. Conclusione: se è vero che il primo trimestre conta poco (circa il 20% dell’anno, di solito), i numeri otticamente eccellenti. Un problema è però dietro l’angolo. Se togliamo l’impatto cambi dalle esportazioni dei nostri spumanti DOP, ci accorgiamo che il prezzo medio di vendita espresso in valuta locale scende di oltre il 20% rispetto al -7% riportato nei dati ufficiali. Il che apre a una domanda: che cosa stiamo esportando? Siamo nella situazioni in cui quando i volumi non cresceranno più (per quello che dicevamo prima) le esportazioni torneranno indietro? Il rischio è più tangibile di quello che si possa immaginare. Andiamo a leggerne qualcuno insieme.
Continua a leggere »

Esportazioni di vino Italia – aggiornamento marzo 2015

nessun commento
expor trim 1 1

 

Dunque, quando giovedì scorso ho scaricato i dati ISTAT sulle esportazioni di marzo ho pensato di aver commesso un errore, presumibilmente derivante da diversi giorni fatti di 5 ore di sonno e 19 ore di corsa, che tipicamente capita quando la famiglia è al mare. Invece no. Ricontrollati i dati, è proprio stato un mese eccezionalmente positivo per l’export italiano di vino, come non se ne vedevano da un paio di anni. A marzo l’export cresce a 470 milioni di euro, +14%, con un incremento del 7% dei volumi esportati. Con un dato del genere, niente è andato male. L’Asti è rimasto stabile, i vini spumanti DOP sono esplosi, i vini fermi imbottigliati hanno fatto +9%, i vini sfusi hanno smesso di scendere, le esportazioni in Germania sono rimbalzate, quelle negli USA hanno accelerato. Persino le vendite di spumante in Russia sono salite.

Il balzo di Marzo porta il primo trimestre a chiudere con un più che dignitoso +4% per 1.2  miliardi di euro, con volumi in calo del 2% a 4.6 milioni di ettolitri e un prezzo mix in crescita del 6% a 2.56 euro al litro. Andiamo sui numeri insieme (a proposito oggi non ho voglia di grafici, quindi vi propino soltanto tabelle!). E per chi arriva in fondo una notarella sulle importazioni…

Continua a leggere »

Esportazioni di vino Italia – aggiornamento febbraio 2015

2 commenti
EXPORT FEB 2014 05

 

Oggi aggiungo un’analisi che latita da qualche tempo, cioè il confronto tra le esportazioni di vino e le esportazioni totali dell’Italia. Diciamo che sono due cose molto diverse, però i primi due grafici del post vi dicono che non è più vero che le esportazioni di vino crescono più di quelle totali italiane. Il primo grafico confronta la crescita mensile, il secondo invece la differenza tra le due crescite. Molto semplicemente, in un contesto in cui le esportazioni si sono stabilizzate, le esportazioni di vino sono passate da una situazione di crescita “maggiore o uguale” a quella degli altri beni, a una situazione “minore (di poco) o uguale”. Ognuno può leggerci dentro quello che vuole: io ci leggo un problema strutturale a crescere il valore delle esportazioni quando i volumi non salgono (o non possono salire) a causa del ridotto potenziale produttivo. Vedremo.

Sulle esportazioni di febbraio, due righe: i numeri sono buoni, in crescita rispetto a febbraio 2014 del 3% circa. Due cose sottolineerei: da una parte, grande beneficio dai rapporti di cambio, dollaro in particolare, compensato dalla discesa delle esportazioni in Europa. Secondo, inizio anno molto molto volatile per l’Asti, che sta “nascondendo” una performance ancora ottima degli spumanti DOP. Passiamo ai numeri.

Continua a leggere »

Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2014

nessun commento
cava 2014 0

Oggi torniamo sul settore spumanti per analizzare le spedizioni di Cava relative al 2014. Il rapporto del Consejo Regulator Cava  indicano principalmente il forte  calo del prodotto nel mercato tedesco, che è stato compensato in parte dall’esportazione in altri paesi (Belgio e Francia, udite udite, hanno aiutato molto) e in parte dal rimbalzo delle vendite in Spagna, finalmente tornata in positivo dopo che la crisi aveva tagliato i consumi da 100 a poco più di 80 milioni di bottigilie. Quest’anno ci spingiamo un po’ più in la con i dati per analizzare anche le tipologie di Cava. Due sono le considerazioni a tale proposito: (1) il prodotto fa molto fatica a “premiumizzarsi” dalla categoria base a quella riserva, che rimane relegata a poco più del 10% delle spedizioni; (2) la sottocategoria del rosé a partire dal 2013 ha cominciato a regredire, perdendo nel biennio oltre il 10% dei volumi e tornando a rappresentare meno del 10% del totale delle bottiglie.

Cosa succederà nel 2015? Le spinte macroeconomiche e valutarie non sembrano essere favorevoli. Se escludiamo il mercato spagnolo, che comunque cuba il 36% delle vendite in volume, sono Germania e Belgio i due mercati esteri chiave, con Regno Unito e USA che rappresentano poco meno del 20% del totale, con un andamento non particolarmente lusinghiero (soprattutto dalle parti della Regina).

Passiamo a commentare qualche dato insieme.

Continua a leggere »

Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2014

1 commento
champagne 2014 05

 

 

Con un fatturato globale annuo di 4.5 miliardi di euro e 307 milioni di bottiglie spedite nel 2014 lo Champagne consolida la sua posizione di leadership nel mondo dei vini spumanti. Due sono le cose importanti da “portare a casa” da questo post: (1) la crescente concentrazione dell’attività nelle mani dei grandi operatori. Le maison hanno rappresentato nel 2014 il 70% delle spedizioni e i primi 5 operatori fanno il 39% del totale; (2) il costante declino del mercato francese, che credo per la prima volta sia stato definito dal Comté Champagne “déclin sans doute durable”, strutturale per farla breve. Crescono in compenso alcuni mercati, un po’ per il rimbalzo delle economie (Italia e Spagna per esempio), ma soprattutto per la globalizzazione dei consumi di Champagne, che hanno trovato per esempio in Australia un mercato più grande dell’Italia. Leggiamo i numeri insieme, con una piccola chicca per chi arriva fino in fondo…

Continua a leggere »