Esportazioni


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2018

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Con i dati di aprile cominciamo ad avere una migliore visibilità sul 2018 dell’Italia che esporta vino. Si è chiuso il giro della Pasqua con un incremento del 10% in aprile che ha compensato il dato più debole in marzo e ha determinato una chiusura del primo quadrimestre a +6%. Il dato è senza dubbio incoraggiante, tanto più che si innesta sopra l’andamento piuttosto negativo dei volumi esportati, -7% nei 4 mesi, come temevamo dopo la scarsa vendemmia del 2017. Ma ieri sera mentre elaboravo i dati mi sono chiaramente soffermato su un andamento curioso: da ormai un anno a questa parte, se sommate la crescita degli ultimi 12 mesi con quella dei precedenti arrivate sempre e comunque a una percentuale del 10-12%. Quindi mesi come questo che hanno una base di comparazione facile (circa +2% lo scorso anno) crescono del 10%, mentre i prossimi due mesi (maggio e giugno 2017 sono cresciuti del 12%) potrebbero vedere un andamento speculare e meno positivo per questa ragione.

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Sud Africa – esportazioni di vino 2017

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Le esportazioni di vino Sudafricano sono riprese a crescere nel 2017 dopo tre anni di relativa stabilità, tra il 2014 e il 2016. Va precisato che tale stabilità non si è innestata in realtà in un contesto di forte svalutazione del Rand, la moneta locale, che ha quindi determinato un incremento degli introiti degli esportatori pur in situazione di parità delle esportazioni in euro. Non è stato così invece nel 2017, quando il discorso si è di fatto invertito: il Rand Sudafricano ha guadagnato l’8% contro l’euro e quindi il +6% delle esportazioni sudafricane in euro si sono trasformati in un -2%. Caratteristica importante e per certi versi benvenuta del vino sudafricano è che non ha un vero e principale mercato di riferimento. Il primo mercato, il Regno Unito rappresenta il 17% del totale. Giusto per confrontarci con noi, il nostro primo mercato, gli USA, è il 23% del totale. I primi 5 mercati per il vino sudafricano rappresentano meno del 50%, mentre per noi italiani sono il 65% del totale. Ciò rende da un lato l’andamento molto resistente a fattori locali, dall’altro è molto difficile andare bene da tutte le parti insieme e quindi difficile crescere a tassi elevati. Passiamo dunque a commentare qualche dato insieme.

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2017

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Le spedizioni di Champagne hanno tenuto in volume nel 2017 grazie alla crescita fuori dall’Europa. Insieme a qualche paese europeo (incluso il nostro) in recupero, ciò ha consentito di compensare la flessione nel mercato domestico e in quello inglese. Le 307 milioni di bottiglie del 2017 hanno generato un volume d’affari di circa 4.9 miliardi di euro, in crescita del 3% sul 2016 e del 2% sugli ultimi 5 anni. Dopo la Francia, il principale mercato per valore restano gli USA, che hanno superato il Regno Unito già dal 2015. Sono molto significativi anche i progressi fatti nel mercato giapponese e australiano. La crescita in mercati “difficili” e “lontani” sta continuando anche a far cambiare la struttura della produzione: le maison sono sempre più forti, i vigneron da sempre legati al mercato domestico, sono sempre più deboli. Passiamo a leggere qualche dato insieme.

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Australia – esportazioni di vino 2017

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Ancora tanta tanta Cina nella storia recente del vino australiano. Questa è la semplice e univoca considerazione che emerge dai dati di UN Comtrade che qui analizziamo oggi. Di 2.6 miliardi di dollari australiani di vino esportato, quasi 1 miliardo vengono proprio dalla Cina e da Hong Kong. Il 37% del totale contro il 17% di 5 anni fa, una crescita del 50% nel 2017 (60% soltanto per la Cina). Se togliessimo la Cina, encefalogramma piatto: +1% sull’anno (contro +14% riportato in valuta locale), +1% sugli ultimi 5 anni (+7% riportato nel totale). Resta poco altro da dire, se non che questa crescente dipendenza da un singolo mercato può rappresentare un rischio, soprattutto in un periodo di forti incertezze sul commercio mondiale – e con questo mi riferisco naturalmente alla recente tendenza di costruire barriere protezionistiche. Che un giorno o l’altro potrebbe anche colpire il settore del vino: d’altronde che cosa hanno a che fare le Harley Davidson oppure il Bourbon con la battaglia sui dazi all’acciaio promossa dagli USA? Passiamo ai dati.

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Esportazioni di spumante Italia – aggiornamento primo trimestre 2018

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Nel primo trimestre del 2018 i vini spumanti crescono di circa 40 milioni di euro, o il 15%, nonostante la crescita dei volumi sia in costante attenuazione, circa +3% nel trimestre. Il Prosecco resta il principale driver di crescita, circa i ¾, ma anche i dati dell’Asti, pur in un contesto di bassissima stagionalità sono buoni. In termini geografici, il mercato inglese nel primo trimeste è poco più che stabile ma sono Stati Uniti (che avendo meno stagionalità è il principale mercato in questi mesi), Germania, Svizzera, Francia e Belgio a supportare i nostri prodotti. Se restringiamo il confronto al solo mese di marzo, la crescita è decisamente più contenuta, +7%, ma come abbiamo anticipato l’altro giorno la base di confronto era particolarmente difficile. Passiamo a commentare qualche dato con l’avvertenza che troverete qualche classifica “disordinata” a causa del periodo particolare dell’anno in cui alcuni mercati sono più importanti di altri.

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