Esportazioni


Le esportazioni di vino nel mondo – aggiornamento 2016

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Il commercio mondiale di vino ha visibilmente rallentato la corsa nel 2016: le esportazioni combinate delle 11 principali nazioni produttrici hanno subito un calo dell’1.5% circa in volume a 94 milioni di ettolitri, che è stato compensato da un incremento del 3% circa del prezzo medio di esportazione, circa 268 euro a ettolitro contro i 260 dello scorso anno. Il risultato è un valore cumulato di export di 25.2 miliardi di euro, in crescita dell’1.5% circa, rispetto a un balzo (guidato dalla rivalutazione del dollaro) dell’8% messo a segno nel 2015 sul 2014. L’Italia ne esce molto bene: la crescita del 4.5% è seconda soltanto a quella di Australia e Nuova Zelanda (5.5-5.7%), e certamente molto meglio di Francia e Spagna, con un mix molto ben bilanciato tra la progressione dei prezzi e dei volumi. La performance esportativa italiana emerge molto bene anche dalle crescite a 5 anni e dalle “quote di mercato” tra questi 11 paesi, che nel caso dell’Italia sono tornate sopra il 22% dopo la flessione del 2015 dovuta all’apprezzamento del dollaro. Passiamo ai numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento febbraio 2017

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Le esportazioni di vino in Febbraio sono state stabili, probabilmente scontando il confronto dell’anno bisestile che cadeva lo scorso anno, il che comunque porta il primo bimestre a crescere del 4%. La crescita degli spumanti per ora non si ferma (+7% in Febbraio, +9% nei primi 2 mesi dell’anno) anche se cominciano a vedersi dei segnali piuttosto preoccupanti in diversi mercati importanti, primo tra tutti il Regno Unito (stabile nei primi 2 mesi dell’anno). L’anno e’ ancora tutto da scrivere, naturalmente, anche perche’ i mesi importanti per gli spumanti sono quelli nella seconda meta’ dell’anno. Di certo per ora possiamo dire che il ritmo dei primi due mesi dell’anno non e’ diverso da quello dei 12 mesi precedenti, il che non e’ male considerando che la base di comparazione diventa sempre piu’ difficile. Se poi, come sostiene Federvini, si riuscisse a vendere i nostri vini allo stesso prezzo dei francesi… beh… restiamo sui numeri che e’ meglio.

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Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2016

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Il Cava continua a cercare sbocchi al di fuori dei mercati tradizionali. E’ questa, sostanzialmente la conclusione che si trae dai numeri 2016, pubblicati puntualmente dal DoCava, il consorzio che si occupa di raccogliere i dati dalla DOC. I volumi commercializzati sono stabili intorno a 245 milioni di bottiglie, ma la quota del mercato domestico scende al minimo storico del 35% e anche le vendite europee, che avevano raggiunto una specie di picco intorno al 50% delle vendite nel 2012 stanno perdendo leggermente quota, causa il forte regresso nel mercato tedesco non completamente compensato dal progresso in alcuni mercati quali la Scandinavia. Quindi, a tenere in piedi le vendite c’è il resto del mondo, che per questa denominazione si chiama principalmente USA. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento gennaio 2017

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Nota metodologica: Nel 2017 i codici esportativi sono stati aggiornati e ciò impone una revisione del sistema dei dati. La novità più importante è che gli statistici si sono accorti che c’è il Prosecco (e il Cava), che da gennaio viene riportato separatamente dagli altri spumanti DOP. Sto lavorando per aggiornare i file, ma chiaramente i dati saranno incompleti dato che le serie storiche (quindi i mesi del 2016) non sono disponibili. Anche i codici dei vini fermi sono stati modificati, in modo da ridurre la rappresentatività del codice dei vini sfusi: per questo motivo a partire da questo post passiamo a una visione delle esportazioni totali di vino e mosti (codice 2204 delle tabelle di esportazioni), rispetto alla visione precedente che era la somma delle esportazioni di vino imbottigliato, sfuso e spumante, escludendo prodotti ancillari e mosti. Cambia poco ma vale la pena essere chiari sul punto.

Passando ai dati, il 2017 parte bene su una base 2016 facile, pur considerando che si tratta di un mese poco rilevante. Le esportazioni crescono del 9% a 359 milioni di euro, portandosi in ragione d’anno a 5653 milioni di euro. Come già da qualche mese a questa parte l’andamento delle diverse categorie è più omogeneo: dopo un dicembre in calo gli spumanti riprendono a crescere del 12%, ma anche i vini imbottigliati fanno +8% e gli sfusi oltre a tutto il resto fanno +15%. Lo stesso può dirsi per i principali mercati, dei quali da questo mese abbiamo una visione globale più facile: soltanto la Danimarca tra i primi 10 mercati è stata negativa in gennaio. Passiamo all’analisi dei dati

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Australia – esportazioni di vino 2016

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Questo è il primo anno dopo molti in cui la lettura delle esportazioni di vino australiano non è complicata dai rapporti di cambio. Come al solito, leggiamo i numeri nella valuta locale, dollari australiani: l’export è cresciuto del 6% a 2.3 miliardi. Il dato in dollari americani è 1.7 miliardi, +5%, quello in Euro 1.54 miliardi di euro, +5.5%. Da qualunque lato si guardano i numeri, è stato un buon anno per gli australiani, il secondo positivo in valuta locale. L’incremento è stato bilanciato tra volumi (+3%) e prezzo medio di esportazione (+3%) ed ha come principale protagonista il mercato cinese, cresciuto del 42% nel 2016 nella Cina continentale e del 27% se includiamo anche Hong Kong (in leggero calo). Nel 2016 questi due mercati sono il 28% delle esportazioni di vino australiano, erano il 10% nel 2010: prossimità geografica, vitigni internazionali e, soprattutto, forza commerciale di alcuni player importanti, hanno fatto la fortuna del prodotto australiano. Il rovescio della medaglia è evidente: se l’export fa +6% e la Cina +42% vuol dire che va male quasi da tutte le altre parti… e in effetti questo è proprio quello che ci dice la tabella. Dunque, i dati sono positivi ma bisogna fare attenzione perché quando c’è un solo motore si rischia. Passiamo ai dati.

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