
In attesa di avere dati migliori da IRI, con cui ho ripreso i contatti, commentiamo oggi i dati relativi alle vendite al dettaglio di vino nella GDO italiana fino a Novembre 2016, come rilasciati da ISMEA nel suo documento “tendenze”, che ultimamente (2016) ha subito un drastico ridimensionamento. La scomoda coincidenza è che questo diradamento del servizio di ISMEA ai suoi clienti (essendo un ente pubblico viene sostenuto con i soldi dei cittadini) è contemporaneo allo sforzo dell’ente per contribuire all’ “Osservatorio del vino” che invece fornisce i dati solo ai suoi associati. Ma torniamo a noi e ai dati. Il mercato del vino nel 2016 (GDO) è cresciuto negli 11 mesi a novembre del 2.2%, in accelerazione rispetto al +1.3% del 2015 e allo 0.4% del 2014. Si tratta però di un miglioramento molto polarizzato, nel senso che il mercato va molto bene per gli spumanti (diciamo che assistiamo a un vero e proprio boom, un po’ come quello delle esportazioni, nel 2016), molto bene per i vini di qualità e decisamente male per i vini comuni e anche per i vini IGT. Sono i segni della “premiumizzazione” del consumo di vino, ma anche di una graduale minore disponibilità di vini di bassa qualità. Passiamo all’analisi dettagliata dei numeri.





