margini aziende vino


Costi e margini dell’industria italiana del vino – primo trimestre 2011

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Fonte: ISMEA
Nei primi mesi del 2011 la forbice costi-prezzi ha continuato a chiudersi e, essendo una forbice (!), i margini dell’industria del vino sono calati in modo molto significativo. Chi vince? Beh, a guardare questi grafici (1) chi non deve comperare le uve ed e’ perfettamente integrato riesce presumibilmente a sopportare il calo continuo dei prezzi di vendita al dettaglio nel mercato nazionale; (2) chi esporta molto riesce probabilmente a beneficiare di una crescita cosi’ significativa da consentire di compensare i maggiori costi produttivi con un volume di attivita’ superiore. Il quadro generale vede per la prima volta calare l’indice di fiducia del settore vinicolo da 16.8 a 9.0.



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I risultati delle prime 103 aziende e cooperative vinicole – rapporto Mediobanca 2011

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Iniziamo la carrellata dei dati del rapporto Mediobanca 2011 con i dati delle principali aziende vinicole italiane fino al 2009 (103 aziende, di cui 27 cooperative, con oltre 25 milioni di vendite). Come nota metodologica, i dati 2005-2009 sono pubblicati da Mediobanca, quelli precedenti sono stati da me ribasati mantenendo le proporzioni con i numeri dei nuovi rapporti (che hanno un campione differente). Che cosa si legge in questo rapporto? (1) che le vendite nel 2009 sono scese del 4%, all’incirca uguale tra Italia ed estero (anche se poi le cooperative sono andate bene in Italia e le aziende all’estero); (2) che nel 2010 le vendite sono rimbalzate del 5% (secondo l’83% delle aziende del campione), fatto di un +2% in Italia e di un +8% all’estero; (3) che i margini di profitto nel 2009 si sono stabilizzati dopo due anni di calo (grazie al calo del costo delle materie prime), pur restando al minimo storico dal 2000 a questa parte; (4) che gli investimenti sono stati tagliati a un livello poco sopra il livello di mantenimento, dopo diversi anni di investimenti nella crescita; (5) che anche grazie a un contenimento del capitale circolante, per la prima volta dal 2000 il debito cumulato del settore non e’ cresciuto ma e’ sceso; (6) che nonostante il calo delle vendite il personale occupato non e’ sceso (+0.2%). Verrebbe da dire che ci vuole un piano di ristrutturazione/aggregazione per migliorare la produttivita’ del lavoro…
Mi sembra che la carne al fuoco sia molta. La approfondiremo anche in qualche post successivo “specialistico” su aziende, cooperative e produttori di spumanti.



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Costi e margini dell’industria italiana del vino – aggiornamento 2010

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La pubblicazione di fine anno ISMEA sui costi e sui margini della filiera vinicola ci pone purtroppo di fronte alla sfortunata situazione di dover rettificare in parte anche i dati del terzo trimestre che inspiegabimente (cioe’ senza farne pubblica ammenda) sono stati cambiati. Le conclusioni non sono diverse da quelle del post che avevamo pubblicato ma chiaramente in numeri sono meno “eccezionali” di quelli che avevamo visto. Si confermano alcune tendenze: (1) il costante miglioramento della fiducia delle imprese vinicole, non del tutto spiegabile da cio’ che viene al punto 2 e successivi; (2) il calo dei margini dell’attivita’ che coincide con una forbice che si sta chiudendo tra le materie prime (aumento dei prezzi all’origine, soprattutto dei vini da tavola) e prezzi di vendita che non si riprendono; (3) la ripresa del costo dei mezzi produttivi, quindi delle materie prime accessorie.



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Costi e margini dell’industria del vino – primo semestre 2010

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La previsione fatta a maggio commentando i dati del primo trimestre di ISMEA relativamente ai margini in calo si e’ dimostrata corretta: le materie prime hanno smesso di scendere, il costo dei mezzi di produzione continua leggermente a calare e i prezzi di vendita si stanno ancora, seppur marginalmente, deteriorando. Detto che i margini restano molto interessanti, e’ difficile che il 2010 si presenti migliore del 2009 da questo punto di vista. Intanto, il clima di fiducia del settore vinicolo e’ in continuo graduale miglioramento, con un indice di +5.7 rispetto allo 0 del primo trimestre: il primo valore positivo da Settembre 2008 a questa parte. La conclusione e’ la stessa di tre mesi fa: i grandi sistemi mondiali si stanno trascinando a riliento, i prezzi della materia prima vino sembrano essere poco mossi e cosi’ accade anche per le materie prime petrolifere (che non sono oggetto delle recenti turbolenze di alcune materie prime alimentari); il mondo del vino e’ in mano all’andamento della prima linea, cioe’ del fatturato. Se dal punto di vista delle esportazioni le cose vanno bene, invece il mercato domestico continua a destare preoccupazioni.



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Costi e margini dell’industria del vino – primo trimestre 2010

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Gli indicatori dell’attivita’ del settore vino appena pubblicati da ISMEA portano alcune buone e alcune cattive notizie, unite a un umore in netto miglioramento: ora coloro che dicono che le cose miglioreranno sono in egual numero degli scettici. Tra le novita’ positive c’e’ senza dubbio quella dei margini. Anche nel Q1-2010 i margini sono rimasti molto elevati, come combinazione di una stabilita’ dei prezzi delle materie prime rispetto al trimestre precedente (e comunque in calo del 5.5% rispetto allo scorso anno) e a una leggerissima ripresa del costo dei mezzi produttivi (leggi ripresa del prezzo del petrolio).


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