Francia


Cottin Freres – risultati primo semestre 2009

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Cottin Freres ha chiuso il primo semestre 2009 (Ottobre 2008-Marzo 2009) con dei risultati tutto sommato dignitosi. Va pero’ detto che il periodo leggermente spostato indietro rispetto al semestre solare potrebbe aver favorito il gruppo. Infatti, nel corso del secondo semestre l’azienda ha anticipato una perdita netta per il 2009 nell’ordine di EUR2.5m, che si confronta con una perdita del primo semestre di EUR0.9m: il secondo semestre dovrebbe quindi chiudere con una perdita di EUR1.6m rispetto a un rosso di EUR0.2m del corrispondente periodo dello scorso anno. L’azienda ha intrapreso un piano di ristrutturazione (costo EUR0.2m) che portera’ al taglio di 7 dipendenti rispetto a un totale di 90.


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Boizel Chanoine – risultati primo semestre 2009

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Prima di parlare del primo semestre di Boizel Chanoine, forse e’ meglio parlare prima di cosa dice del futuro. L’azienda valuta positivamente i risultati ottenuti, soprattutto in termini di margini e fa notare che a partire da settembre lo scenario sembra mostrare qualche segno di stabilizzazione. La strategia del gruppo sara’ immutata e l’azienda prevede di mantenere i volumi, anche se il peggioramento del prezzo-mix sul risultato operativo 2009 si fara’ certamente sentire.

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Bene, ora possiamo parlare dei risultati, considerando che gennaio-giugno sono un periodo “morto” per le aziende vinicole e ancora di piu’ per quelle di Champagne (a occhio fanno il 35% del risultato totale). Nel primo semestre 2009, Boizel ha mostrato un significativo calo delle vendite (-18%), una riduzione dell’utile operativo del 40% e dell’utile netto del 50%. Considerando la gravita’ della crisi e la componente predominante del calo del prezzo-mix (-13%) rispetto ai volumi (-4%), bisogna ammettere che il commento dell’azienda e’ corretto: questi risultati non sono proprio male.


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Esportazioni francesi di vino – aggiornamento Luglio 2009

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Aggiorniamo oggi le statistiche sulle esportazioni di vino francese, che sono aggiornate a Luglio 2009. Chiedo venia, ma i numeri dei mesi del 2009 sono leggermente cambiati (di poco) e quindi le curve che mostriamo oggi sono forse un pochino diverse da quelle del post precedente. Ma veniamo al punto: la “crisi” delle esportazioni francesi di vino sta continuando: i cali mensili fino a luglio sono superiori al 20% sull’anno precedente; ci sono pochi segnali di stabilizzazione e anche la categoria che andava meglio, quella dei vini da tavola e “vin de pays” ha cominciato a girare in negativo. In questo confronto l’Italia ne esce sicuramente vincitrice essenzialmente perche’ i vini imbottigliati italiani vanno molto meglio di quelli francesi; invece nel segmento dei vini spumanti dobbiamo notare che i dati dello Champagne stanno ora viaggiando sul -30/40% annuo, che non e’ un valore troppo diverso da quello degli spumanti italiani, che ora come ora stanno scendendo a ritmi superiori al 20%.


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Vranken Pommery – risultati primo semestre 2009

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Ho pensato di pubblicare i dati semestrali di Vranken Pommery per guardare come si evolvono i conti di un’azienda vinicola in un periodo di forte calo del fatturato. In realta’, nel caso specifico ci troviamo di fronte forse al “meno peggio”, nel senso che la VP ha nel corso del primo semestre 2009 incrementato la sua quota di mercato dal 7.5% a quasi il 10% nel mercato dello Champagne. Ci troviamo anche di fronte a un periodo dell’anno (i primi 6 mesi) in cui si realizza soltanto il 30% delle vendite annuali. I numeri che trovate sono quindi la somma dei secondi 6 mesi 2008 e dei primi 6 mesi 2009, cioe’ una sorta di 2009 fatto come se la seconda parte dell’anno fosse uguale a quella dell’anno scorso (che chiaramente non sara’, dato che il calo dovrebbe continuare in modo piuttosto evidente). I numeri che vedete portano a una serie di riflessioni: (1) la leva operativa impatta sui margini: cioe’ non solo il fatturato scende ma i costi fissi (come il costo del personale) pesano sugli utili, quindi con un fatturato a -8%, il MOL scende del 25% e l’utile operativo del 35%; (2) le minori vendite portano a un incremento del magazzino, se non si interviene prontamente sulle quantita’ prodotte; (3) questo comporta un incremento del capitale investito, che combinato ai minori utili fa scendere il ritorno sul capitale. Ma come dicevamo Vranken e’ stata forse la piu’ virtuosa tra le case di Champagne (Boizelle ha annunciato un calo delle vendite sul semestre del 18% contro l’8% di Vranken, mentre Laurent Perrier ha fatto un -25% sul periodo aprile-giugno, dopo che le vendite gia’ crollavano lo scorso anno).


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L'immagine del vino in Europa – studio Calwine

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Uno studio dell’agenzia californiana del vino che riprenderemo di nuovo per i vini del nuovo mondo ha intervistato 4400 consumatori europei equamente distribuiti in Germania, Paesi Nordici, Russia, Polonia, Svizzera e Olanda. Ha provato la “brand awareness”, ha chiesto le abitudini di consumo. Il quadro e’ chiaro: la Francia e’ davanti a noi in modo piuttosto significativo, sia come percezione sia come consumo abituale. In un prossimo post vedremo come questi consumatori hanno risposto alle domande sulla bonta’, rapporto prezzo qualita’ e via dicendo. Le conclusioni sono queste: il vino italiano e’ secondo a quello francese quasi in tutte le statistiche e dappertutto, salvo qualche punta di eccellenza in Germania, Danimarca e Svizzera. Il vino e’ per i consumatori di questi paesi principalmente francese piuttosto che italiano (90% a 76%), e ci sta. Ma quello che piu’ mi fa pensare e’ che il vino italiano non riesce a essere “proporzionalmente” forte nel consumo abituale come lo e’ in altre graduatorie. In questa particolare classifica, e lo vedremo in un prossimo post, scopriremo perche’: questi consumatori trovano il vino italiano particolarmente caro.


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Partiamo con brand awareness e abitudini di consumo. Il 76% degli intervistati riconosce il vino italiano senza essere sollecitato. Un buon livello, ma lontano dal 90% del vino francese e non troppo lontano dal 73% della Spagna. Consoliamoci: la Germania sta al 53% e i paesi del nuovo mondo non superano il 43% (Cile). Volendo spulciare la brand awareness del vino italiano, siamo molto conosciuti in Svizzera (87%) e in Danimarca/Polonia/Germania (80-82%), mentre siamo abbastanza stranamente poco conosciuti in Olanda (62%). Giusto per sgomberare il campo da dubbi, non c’e’ un paese tra quelli analizzati dove stiamo davanti alla Francia, nemmeno in Svizzera. Invece, contro il normale terzo classificato che e’ la Spagna, siamo indietro in Olanda (71% per gli spagnoli) e in Svezia.
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