Italia


Carlo Pellegrino – risultati 2011

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Avvertenza: Carlo Pellegrino sponsorizza “I numeri del vino” con una donazione a Divina Provvidenza ONLUS

Il bilancio 2011 di Pellegrino si chiude con un ulteriore marcato miglioramento della struttura finanziaria, grazie all’attenzione al capital e circolante e nonostante la ripresa degli investimenti, ma con un andamento delle vendite e degli utili rispettivamente stabile e in riduzione rispetto allo scorso anno. Carlo Pellegrino certamente paga l’elevata esposizione all’Italia e all’Europa, tra i mercati esteri e la ancora relativamente bassa penetrazione in Nord America e in Asia. Il 2012 sara’ difficilmente un anno migliore: le vendite del primo trimestre sono allineate a un mercato in calo, mentre la relazione degli amministratori lascia spazio a una speranza di miglioramento nel secondo semestre, anche grazie a una nuova linea di prodotti specifica per il canale degli hard discount: “Con questa nuova linea di prodotti, con un maggiore sostegno pubblicitario e incentivazione di tutti i prodotti si pensa di poter contenere il calo del fatturato complessivo del 2012” e’ la frase finale della relazione. Siamo quindi di fronte a un anno in cui probabilmente Carlo Pellegrino non sara’ in grado di crescere. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

 

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Sartori – risultati e analisi di bilancio 2011

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Sartori ha chiuso il 2011 con il suo fatturato record a oltre 40 milioni di euro, beneficiando sia del buon andamento delle esportazioni ma anche di una delle migliori prestazioni sul mercato italiano tra le aziende di cui abbiamo recensito i bilanci fino ad ora. L’attenzione ai costi operativi ha consentito di migliorare leggermente i margini nonostante l’impatto degli aumenti dei costi delle materie prime vino e uva, e quindi alla fine del bilancio viene archiviato un utile materialmente migliore del 2010 (+60%). La crescita costa però dal punto di vista finanziario, dato che il capitale circolante si espande, terminando un leggero quanto non preoccupante aumento dell’indebitamento finanziario. Le prospettive per il 2012 sono piuttosto buone, dato che l’azienda prevede di mantenere i più alti volumi raggiunti e di aumentare le vendite del 5% circa, tutto sull’estero, dato che per l’Italia viene anticipato un andamento al meglio stabile. L’andamento dei margini è invece critico, dato che Sartori deve far fronte a un incremento della domanda su alcuni varietali chiave (Pinot Grigio e i vini della Valpolicella) che si contrappone a volumi produttivi che nella recente vendemmia non sono cresciuti. Andiamo nel dettaglio dei risultati 2011…

 

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Sicilia – produzione di vino e superfici vitate – aggiornamento 2011

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La produzione di vino in Sicilia e’ crollata nel 2011 del 29% a 4 milioni di ettolitri, con un andamento sostanzialmente allineato nelle varie province, anche se il confronto e’ reso molto difficile dalla presenza fino al 2010 dei mosti che invece nel 2011 non erano piu’ inclusi. Il vigneto sta calando (il censimento parla di una riduzione del 10% circa tra il 2000 e il 2010, ma altri vigneti sono presumibilmente stati espiantati nel corso del 2011, ma a questo non corrisponde una vera e propria “riqualificazione del prodotto”: in altre parole, la produzione di mosto non e’ scomparsa (per quanto visibilmente copiata dal dato 2010), e anche la produzione di vini DOC scende del 12%. Sembra, come abbiamo visto lo scorso anno che i produttori siciliani siano molto affezionati alle IGT, che invece sono stabili a 2.3 milioni di ettolitri e rappresentano ormai quasi il 60% della produzione regionale (mosti esclusi).

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Gruppo Italiano Vini – risultati 2011

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GIV ha continuato sulla via della crescita dimensionale nel 2011, acquisendo il marchio Cavicchioli, dopo aver nel 2010 preso la distribuzione di Carpenè Malvolti. Il fatturato si mostra dunque in forte crescita, del 14%, a 375 milioni sia per l’acquisizione (24 milioni) che per la dinamica organica delle vendite. Quello che però va sottolineato in questi risultati è che il gruppo GIV non riesce a trasformare il maggior fatturato in utili in crescita. Il Margine operativo lordo veleggia intorno ai 20 milioni di euro (o 23-24 a seconda di come lo si voglia calcolare) dal 2006 (quando il gruppo fatturava 265 milioni di euro) a oggi che ne fattura oltre 100 milioni in più, consolidando Coltiva, Carpene Malvolti e ora Cavicchioli. Da ultimo, il gruppo ha convertito il 50% di Bolla, che era nelle mani di un ente pubblico, in capitale proprio (azioni privilegiate, per essere precisi). Andiamo nel dettaglio dei numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2012

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Il trend delle esportazioni continua il graduale rallentamento iniziato qualche mese fa. I volumi esportati di aprile accelerano la caduta (-15%),  mentre per il momento il valore esportato sta ancora crescendo leggermente (+3.5%). Se il rallentamento “segue le orme” di quello del 2008-2009, nel giro di uno-due mesi anche le esportazioni a valore raggiungeranno il picco. L’ultimo grafico e’ particolarmente interessante da questo punto di vista, in quanto vi mostra come “avviene” il rallentamento, con le parti del mercato piu’ volatili, quelle del vino sfuso di basso prezzo che reagiscono prima. La natura del rallentamento che avremo davanti sembra pero’ differente da quella del 2009: infatti, questa volta una parte del rallentamento e’ dovuto alla mancanza di prodotti da esportare (calo produttivo in Italia), e non soltanto al rallentamento dell’economia. Secondo punto: le vendite di spumante in Aprile sono state stabili, ossia non sono cresciute piu’ del totale e quindi, questa volta, a trainare le crescita dell’export sono stati i vini fermi.

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