Carlo Pellegrino – risultati 2011

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Il bilancio 2011 di Pellegrino si chiude con un ulteriore marcato miglioramento della struttura finanziaria, grazie all’attenzione al capital e circolante e nonostante la ripresa degli investimenti, ma con un andamento delle vendite e degli utili rispettivamente stabile e in riduzione rispetto allo scorso anno. Carlo Pellegrino certamente paga l’elevata esposizione all’Italia e all’Europa, tra i mercati esteri e la ancora relativamente bassa penetrazione in Nord America e in Asia. Il 2012 sara’ difficilmente un anno migliore: le vendite del primo trimestre sono allineate a un mercato in calo, mentre la relazione degli amministratori lascia spazio a una speranza di miglioramento nel secondo semestre, anche grazie a una nuova linea di prodotti specifica per il canale degli hard discount: “Con questa nuova linea di prodotti, con un maggiore sostegno pubblicitario e incentivazione di tutti i prodotti si pensa di poter contenere il calo del fatturato complessivo del 2012” e’ la frase finale della relazione. Siamo quindi di fronte a un anno in cui probabilmente Carlo Pellegrino non sara’ in grado di crescere. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

 

  • Le vendite sono rimaste stabili a 16.8 milioni di euro, a fronte di un calo dell’1% del fatturato (lordo) italiano, del calo del 6% all’estero, compensato da una riduzione degli sconti del 15% circa. Le vendite italiane rappresentano il 67% del totale e, come vedete dalla tabella qui allegata sono concentrate in Lombardia, Sicilia ed Emilia Romagna. Fuori dall’Italia si riprendono le vendite americane (+13%) e quelle nel resto del mondo (+15%), mentre diminuiscono del 15% le vendite in Europa.
  • La struttura dei costi vede un costo per gli acquisti stabile poco sotto il 45% del fatturato, un miglioramento del costo del personale, in calo sia in valore assoluto che in % al fatturato. Crescono invece le altre spese, dal 21.5% al 23.3% delle vendite, presumibilmente anche a causa di un maggiore sforzo pubblicitario. Il Margine operativo lordo scende quindi dell’8% da 2.2 a 2 milioni. L’utile netto cresce invece del 6% a 0.5 milioni di euro, grazie principalmente alla presenza di proventi finanziari e non ricorrenti.
  • L’indebitamento netto scende ulteriormente, a 2.3 milioni di euro. Il picco di 5.4 milioni e’ ormai lontano. L’azienda ha un rapporto debito/MOL poco superiore a 1 volta e un rapporto debito/patrimonio di 0.1: e’ quindi solidissima, essendo il debito anche largamente inferiore alla stessa dimensione del capitale circolante.
  • Nel corso del 2011 si sono investiti EUR1.7 milioni di euro, dopo due anni in cui le spese in conto capitale erano scese. Comunque, la generazione di cassa di circa 2 milioni e il calo del capitale circolante (circa 0.5 milioni) hanno consentito sia di finanziare gli investimenti che di pagare un piccolo dividendo (0.2 milioni), al tempo stesso comportando una riduzione del debito.

 

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