
Non solo le esportazioni sono in crescita, ma anche importazioni. Varrebbe la pena di dire “finalmente”, dato che si tratta di un segnale importante sulla fine della crisi dei consumi domestici. Per quanto una parte della crescita sia da ricondurre alle necessità di approvvigionamento di vini sfusi per i prodotti di fascia bassa (da ricondurre, a sua volta, alla scarsa vendemmia 2014), nel primo semestre 2015 la crescita riguarda anche i vini imbottigliati (+31%) e quelli spumanti (+13%). Detto questo, i 133 milioni di euro di importazioni di vino (+19%) sono bazzecole rispetto ai 2526 milioni di esportazioni e lo sono sia in valore assoluto che in proporzione, quando confrontati con le altri nazioni produttrici di vino a noi vicine e, visti in un’ottica annuale, il periodo importante è il secondo semestre, vista l’alta proporzione di vini spumanti (40%). Vediamo dunque i dati in dettaglio.





