Il 2016 non è stato un buon anno per Sartori, a differenza dei due precedenti, principalmente a causa della forte esposizione al mercato inglese e ai vini fermi, che ha determinato un leggero calo delle vendite estere, nonostante le ottime notizie provenienti da alcuni mercati secondari. In questo contesto, l’azienda ha dovuto correre ai ripari tagliando i costi. Il quadro vede un fatturato in leggero calo (-2%) e una riduzione degli utili del 12/13% a seconda della linea che si vuole osservare e una struttura finanziaria sostanzialmente stabile (8 milioni di euro di debito). I progetti di investimento annunciati nel 2015 stanno proseguendo (1.4 milioni per ristrutturare il fruttaio e costruire un nuovo depuratore). Anche Sartori sta cercando di aumentare la sua visibilità nei confronti del consumatore finale: è infatti stato aperto il primo “Wineshop Sartori” in Valpolicella. Le prospettive per il 2017 non si annunciano incoraggianti per una serie di ragioni: problemi con l’allocazione dei contributi OCM alla promozione (che impattano anche Masi, per la cronaca), prospettive buie nel mercato inglese dove la distribuzione al dettaglio sta cercando di spostare gli imbottigliamenti in loco, mercati scandinavi che scontano un forte pressione competitiva e il mercato italiano dove l’andamento resta sottotono. Passiamo all’analisi dei dati.
Italia
Campania – produzione di vino 2016 – dati ISTAT
nessun commentoControtendenza. La parola che definisce l’andamento della produzione di vino campana nel 2016 è questa. I dati sono controllati e ricontrollati perché quanto ti ritrovi con una produzione in calo del 20% nella regione che sta all’interno di un paese dove il dato segna un +6%, vai a ricontrollare i dati puntuali per vedere se è vero. ISTAT scrive 1.3 milioni di ettolitri contro 1.6 del 2015 e 1.7 della media storica, quindi un calo del 20-25%, molto simile per i vini bianchi e i vini rossi, invece più spinto per i vini IGT rispetto ai vini da tavola e ai DOC, che invece “resistono” con un calo del 13%. Migliora dunque il mix produttivo della regione, che si caratterizza per una resa per ettaro piuttosto bassa (75q/ha contro il record italiano 2016 di 116) e che si segnala anche per un calo delle superfici vitate di circa il 4% nel 2016 secondo quanto riportato da ISTAT, concentrato nella provincia più vitata della regione, Benevento. Passiamo all’analisi dei dati.
Vendite al dettaglio di vino in Italia – primo semestre 2017
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Proseguiamo l’analisi delle vendite di vino al dettaglio nella GDO grazie al contributo di IRI. I dati del secondo trimestre sono indubbiamente positivi, con o senza l’effetto della Pasqua, che ha spinto soprattutto le vendite di spumante dopo un primo trimestre sottotono. I dati puri sul trimestre dicono +6%, che portano il primo semestre a +2.8%, con una spinta forte degli spumanti (+25% nel trimestre, +10% nel semestre) tutta legata all’andamento dei volumi. Un dato allineato a quello relativo agli ultimi 12 mesi: +2.9%. L’effetto prezzo-mix continua a dominare e “spiega” quasi tutta la crescita delle vendite, mentre i volumi subiscono l’impatto negativo di alcune categorie in declino, e più precisamente (con diversi tagli e nel semestre): in vini in formati diversi dalla classica bottiglia (-1.5%), i vini rossi (-1.3%), i vini non DOC o IGT (-1.5%) e, negli spumanti, i vini Charmat dolci (-2.3%). Passiamo a leggere qualche dato insieme.
Frescobaldi – risultati e dati di bilancio 2016
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Frescobaldi chiude il 2016 con un altro bilancio molto positivo, con una crescita delle vendite e degli utili compresa tra il 4% (vendite, per la prima volta sopra 100 milioni) e l’8% (utile operativo), una ulteriore riduzione dell’indebitamento sotto 10 milioni di euro, che consente all’azienda di investire in nuove opportunità. In aprile, Frescobaldi ha chiuso un contratto per l’acquisizione di una tenuta nella zona del Brunello di Montalcino per 8.4 milioni di euro (di cui 4 già spesati nel corso del 2016), mentre l’azienda potrebbe essere chiamata ad acquistare il 4.15% della controllata Ornellaia e Masseto (ora detenuta al 69%) per circa 15 milioni (annotate: per una valutazione di 315 milioni di euro del 100% della controllata). La previsione per il 2017 indica una nuova moderata crescita (sia in Italia che all’estero), che essendo “costruita” su una serie di anni molto positivi segnala l’ottima salute in cui versa Frescobaldi. Prima di addentrarci nei dati, una piccola annotazione: i dati 2015 sono riclassificati per tenere conto di una riforma dei principi contabili che ha leggermente alterato alcune voci del conto economico (trattamento degli oneri straordinari) e dello stato patrimoniale. Poca cosa. Passiamo ai numeri.
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Lombardia – produzione di vino 2016 – dati ISTAT
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I dati di produzione di vino della Lombardia continuano a essere meno volatili della media italiana. Anche nel 2016 secondo ISTAT, la regione ha prodotto 1.47 milioni di ettolitri, in crescita del 4% rispetto al 2015, in confronto a una media italiana di +6%. La produzione è superiore alle medie storiche (circa il 16% sopra), anche se in questo caso sembra di assistere a una crescita strutturale della produzione, ben visibile nei grafici. Due o tre le altre cose da notare: sebbene i vini DOC siano piuttosto stabili sulla produzione totale, si verifica uno strutturale spostamento dai vini comuni ai vini IGT; secondo, come in tante altre regioni, molti più vini bianchi che rossi. In Lombardia per la prima volta si produce più vino bianco che rosso. Infine come per la produzione, anche le superfici vitate sono molto stabili, anche se continua la tendenza calante della provincia di Pavia, sostituita dall’andamento positivo di quella di Brescia, il che “mima” quello che sta succedendo alle tipologie di vino. Passiamo ai dati.



