Italia


Esportazioni di vino Italia – aggiornamento 2025

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Con un calo del 5% a dicembre, le esportazioni italiane di vino scendono del 3.7% nel 2025 a 7.78 miliardi di euro. Buono? Cattivo? Beh, secondo me poteva anche andare peggio. La Francia ha fatto -4.1%, la Spagna -2.4%; l’Australia e il Cile sono giù del 15% e del 10% rispettivamente. Soltanto la Nuova Zelanda è stabile, ma è stabile dal 2020 a oggi; invece, noi dal 2020 a oggi siamo cresciuti del 23% (la Francia del 28%).

Restiamo certamente il paese produttore di vino più vulnerabile ai problemi di calo dei consumi mondiali di vino, perché nel post Covid abbiamo strappato alla Spagna la leadership di esportazione in volume (nel 2025 21 milioni di ettolitri contro 20 degli spagnoli) e quel volume sarà difficilissimo da mantenere. Per darvi un parametro, la Francia esporta per 11.1 miliardi di euro, quindi 3 miliardi abbondanti più di noi con un volume di 12.5 milioni di ettolitri, ossia 8.5 milioni di ettolitri in meno (un’enormità). Quindi a domanda: se il mondo berrà meno vino chi avrà più problemi? Aggiungo, prima di tornare ai numeri del 2025, che la Francia sta mettendo in piedi un piano aggressivo di riduzione della superficie vitata, a differenza dell’Italia.

Passiamo ora all’analisi dei dati in dettaglio (sezione Solonumeri per tabella scaricabile)

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento novembre 2025

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I mesi “duri” che avevamo anticipato stanno emergendo dalle statistiche del commercio estero rilasciate la settimana scorsa dall’ISTAT. Novembre segna un -11% nelle nostre esportazioni di vino e ci porta verso una chiusura d’anno molto probabilmente allineata a quella francese (-4%) che abbiamo commentato qualche giorno fa. Dei nostri primi 10 mercati, in novembre nove hanno mostrato un calo (eccezione: Russia), con gli USA in cima alla lista a -31%. Ci avviamo ora verso tre mesi (dicembre-gennaio-febbraio) che difficilmente segneranno cambi di passo, sia per la bassa stagionalità sia perché la base di confronto sarà molto difficile, con gli USA che erano in crescita di oltre il 20% (per anticipare le tariffe).

Proseguiamo il commento nel resto del post, dove trovate tutte le tabelle per categoria e per mercato.

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ll consumo di vino in Italia (frequenza) – dati 2024 per regione e classi di età

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Torniamo sul tema del consumo di vino per occuparci dei dettagli per età dei consumatori e per regione di consumo nel 2024. Stiamo parlando dei dati ISTAT, che non quantificano il consumo in ettolitri, bensì la percentuale della popolazione che consuma vino.

Il contesto lo conosciamo: i consumi di vino calano. Pochi minuti fa scrivevo delle vendite nella GDO: se la “quota di mercato” della GDO è rimasta stabile nel 2024, i consumi in ettolitri sono scesi dell’1.1% (-2.1% nel 2025, quindi anche peggio). Il dato ISTAT ci dice che in Italia il 54.7% della popolazione ha consumato vino, contro il 55.1% dello scorso anno. Ben sappiamo che il modello di consumo si orienta verso una frequenza non giornaliera (33% della popolazione, contro il 15% del consumo abitudinario).

Ma cosa succede a livello di classi di età? Beh, diciamo che, se da qualche anno notavamo un incremento della penetrazione di consumo, soprattutto nelle fascie giovani e medie (spumanti?), il 2024 è stato un anno più negativo che in passato: rispetto al 2023, soltanto in un paio di classi d’età (20-24 e 55-64 anni, ne ho fuse due) la penetrazione aumenta.

Anche il consumo sporadico, strutturalmente in crescita, sebbene lo sia anche nel 2024, sembra stabilizzarsi. Addirittura, proprio nelle fasce di età più giovani.

Sebbene sia difficile disegnare delle tendenze su queste statistiche “di anno in anno” e sia meglio fare affidamento su confronti in periodi più lunghi, queste sono le principali conclusioni.

Tabelle e grafici nel resto del post e, ricordate, tutti i numeri scaricabili sono nella sezione Solonumeri.

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Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, aggiornamento 2025

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Le vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia nel quarto trimestre (il più importante dell’anno) sono andate molto male: i volumi sono calati del 4% e le vendite in euro sono scese del 2%, a fronte del contributo del prezzo del +2.5%. Si tratta del peggiore trimestre dell’anno, nel contesto delle vendite al dettaglio in Italia, in leggera crescita in termini nominali. Anche il segmento dello spumante nel quarto trimestre ha registrato un leggerissimo calo, -0.6% sia in euro sia in litri, anche se qui troviamo un raggio di luce nelle vendite degli spumanti classici. Nel segmento dei vini fermi, tutte le categorie e i colori sono calati, inclusi i rosati.

Il 2025 si chiude quindi con un saldo leggermente positivo, pari a +0.6% a 3.1 miliardi di euro, a fronte di un calo del 2% dei volumi, a 7.2 milioni di ettolitri. Leggermente peggio il vino fermo (-0.6%), meglio il vino spumante (+4%), ma, come abbiamo letto sopra, soprattutto grazie all’andamento dei trimestri precedenti.

La prospettiva per il 2026 non è rosea. Il primo trimestre beneficerà probabilmente della Pasqua anticipata, ma l’inversione di tendenza su quasi tutte le categorie di prodotto in un trimestre così importante non lascia ben sperare.

L’andamento dei costi di produzione è però incoraggiante: il prezzo del vino “pre-imbottigliamento” sta calando a fronte della minore domanda. Sarebbe suggeribile trasferire questi minori costi sul consumatore per arginare il calo dei volumi.

Nel ringraziare ancora Circana per la collaborazione, passiamo a un commento più dettagliato all’interno delle categorie, con tutte le serie di grafici e le tabelle riassuntive con i dati dettagliati.

 

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Il valore dei vigneti in Italia per regione e provincia – dati CREA, aggiornamento 2024

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L’analisi del valore dei vigneti per regione e provincia sui dati annuali pubblicati da CREA è uno degli argomenti più cercati sul blog. I dati che analizziamo oggi si riferiscono al 2024, e sono espressi prezzi per ettaro (per comodità in migliaia di euro), suddivisi per regione, per provincia. Per chi ha consultato i dati relativi al passato, un piccolo avvertimento: CREA ha nel 2024 ribasato tutte le serie, per cui i valori dal 2000 al 2023 che trovate nel post non sono uguali a quelli pubblicati lo scorso anno. A titolo di esempio, il valore medio dei vigneti in Italia nel 2023 era 58mila euro, secondo l’aggiornamento 2024 il valore è stato portato a 67mila euro, quindi con un incremento del 15%. Il 2021, di nuovo, era 55mila euro, ora è diventato 63mila, +17%.

Passando ai dati, nel 2024, il valore medio per ettaro di vigneto in Italia è cresciuto dell’1.1% a 66800 euro, in linea con il tasso di inflazione. Se confrontato con il 2019, la crescita annua è stata dell’1.2% annuo, rispetto al 2014 dell’1.6%. Siamo dunque a dati in crescita ma in rallentamento, come è lecito attendersi visto l’andamento negativo della domanda del prodotto finale.

Se nel 2024 il valore reale è stato immutato, come vedete dal grafico sopra non è stato lo stesso nei 2-3 anni precedenti, quando la “botta inflazionistica” (14% in due anni) non è stata assorbita. Il grafico vi mostra chiaramente un valore reale in crescita tra il 2013 e il 2017, perduto tra il 2021 e il 2023. Ad ogni modo, se guardiamo al lunghissimo termine il valore reale dei vigneti italiani è cresciuto del 16% cumulato dal 2000 a questa parte.

Tornando ai dati 2024, la regione che ha visto l’incremento maggiore è stata di nuovo la Lombardia (+6% a 87mila euro medi), seguita dalla Campania (+4.3% a 25mila), mentre l’unica regione in cui il valore è calato (-1.8%) è il Molise (23mila euro). Il Trentino Alto Adige resta di gran lunga la regione con il valore medio più elevato (347mila euro), la Sardegna quella con il valore più basso (13mila).

Per quanto riguarda le province… beh, nel resto del post trovate tutto, comprese le tabelle anche disponibili nella sezione Solonumeri.

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