Italia


Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2018

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In un mercato del vino della GDO cresciuto del 3% circa nel corso del 2018, analizziamo oggi i principali dati delle DOC come pubblicati nell’anticipazione del Vinitaly da IRI. È curioso notare che nel comunicato stampa venga fatta una classifica per volume venduto e non per valore, dove primeggia (di pochissimo) il Lambrusco sul Chianti. Comunque, al di là di questa curiosità, dopo diversi anni in cui il mercato si stava in qualche modo polarizzando intorno a una decina di denominazioni di riferimento, nel 2018 la tendenza si è invertita e il loro peso è sceso dal 20% al 19.3%. Tra le prime 10 DOC nella tabella di sotto potete vedere che nessuna cresce significativamente di più del mercato generale e anzi chi in passato cresceva di più come il Vermentino ha subito una battuta d’arresto. Passiamo all’analisi dei dati.

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Italian Wine Brands – risultati 2018

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I rincari delle materie prime e la graduale uscita dalle attività del segmento delle televendite hanno continuato a pesare sui risultati di Italian Wine Brands anche nel secondo semestre del 2018, talchè l’anno si è concluso con una riduzione degli utili un po’ più accentuata della prima parte dell’anno. Riassumendo, le vendite sono rimaste stabili a 150 milioni di euro, con un calo del 10% della parte diretta al consumatore compensata dal +12% della parte all’ingrosso, i margini si sono contratti di quasi 1 punto percentuale rispetto al record del 2017 e quindi la parte reddituale, dall’EBITDA fino all’utile netto ha subito contrazioni nell’ordine del 10-11%. Grazie al contenimento del magazzino, IWB è riuscita quasi completamente a finanziare 4 milioni di investimenti e 4 milioni di ritorno per gli azionisti, parte attraverso dividendi e parte con acquisto di azioni proprie. Con un buon 75% dei costi degli acquisti rappresentati da vino sfuso, IWB ha subito l’impatto dei rialzi dei prezzi del 2018 dopo la vendemmia 2018. Operando in un settore molto competitivo quale quello dei fornitori della grande distribuzione, è molto difficile trasferire nei prezzi di vendita questi rincari. Il 2019 però potrebbe essere un anno di crescita. Le azioni del gruppo sono quotate a circa 11.6 euro, per un valore di mercato di 86 milioni di euro. Il prezzo dall’inizio dell’anno è praticamente stabile (contro una forte crescita della Borsa nel suo complesso), mentre nel corso degli ultimi 12 mesi ha perso circa il 16%. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni italiane di vino per regione e tipologia – aggiornamento 2018

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Il difetto di analizzare le esportazioni per categoria di vino (DOP, IGP e via dicendo) è che se ci sono delle variazioni regolamentari che spostano i prodotti da una categoria all’altra (notoriamente al rialzo, in questo caso apparentemente in Veneto dove i bianchi DOP sono triplicati in export), quello che succede è che si rischiano di commentare dati fuorvianti. Così succede con i numeri 2018, dove potremmo dire che le esportazioni di vini DOP sono cresciute del 10%. Ma poi dovremmo dire che le esportazioni di vini IGP sono scese del 17% e quindi saremmo punto a capo, perché se sommiamo le due categorie (sia per i bianchi che per i rossi), arriviamo a dei cali compresi tra l’1% e il 2% per il 2018. Questi comunque sono due tra i numeri rilevanti che meritano questa introduzione, insieme allo stop alla crescita dei vini rossi piemontesi (-8%). Nell’ambito invece delle esportazioni regionali, i trend sono piuttosto omogenei per le regioni più importanti (Veneto, Toscana e Piemonte) intorno al 3-4%, mentre dopo diversi anni di crescita costante si fermano le spedizioni in valore del Trentino Alto Adige. Passiamo ai dettagli.

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Cambiamenti. Di Angelo Gaja

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CAMBIAMENTI. Non è solo il clima a minacciare di cambiare. VINEXPO BORDEAUX è stata per lungo tempo la fiera internazionale del vino per eccellenza. Nata nel 1981, con cadenza biennale, è via via cresciuta attirando espositori e visitatori da tutto il mondo. Anche troppi per una città che non era abbastanza grande da accoglierli tutti e soffriva momenti di forte disagio. Fu così che un numero crescente di produttori dell’area bordolese, in concomitanza, si attrezzarono ad accogliere negli chateaux gli ospiti più qualificati offrendo loro di partecipare agli eventi prestigiosi che venivano in essi organizzati, innescando una competizione con le manifestazioni fieristiche che non fu di beneficio alla qualità di Vinexpo Bordeaux e produsse disaffezione negli espositori. A gennaio 2020 per la prima volta nella capitale francese si svolgerà VINEXPO PARIGI, da tenersi ogni due anni in alternanza a VINEXPO BORDEAUX. Se non sorgeranno intoppi sarà Parigi in futuro ad ospitare la più prestigiosa fiera internazionale del vino che abbia luogo in Europa.

FIERE DEL VINO. Sarà invece sui mercati esteri dell’Asia e dell’Africa che i vini europei dovranno procurarsi nuovi consumatori. Assai più che attirarli a casa nostra, diventerà importante saperli intercettare a casa loro. Con questo obiettivo già competono VINEXPO, VINITALY, PROWEIN che grazie all’incentivo-droga dei contributi stanziati dall’OCM Vino organizzano eventi ripetitivi sul mercato asiatico che mettono a dura prova le cantine esponendole alla minaccia di uno spreco di risorse e di tempo. Cambiamento augurabile: che VINEXPO e VINITALY si alleino, progettino un unico salone congiunto capace di accogliere e divenire espressione di promozione del vino europeo sui mercati internazionali. L’interesse è reciproco, i produttori ringrazierebbero.

WINE ADVOCATE è la prestigiosa rivista americana nata per iniziativa di Robert Parker. Qualche anno fa venne acquistata da un imprenditore di Hong Kong che successivamente ne cedette il 40% alla Guida Michelin. Le voci che si rincorrono supporrebbero che la Guida Michelin sia interessata a rilevare il restante 60%. Così oltre che essere riconosciuta per le stelle assegnate alla ristorazione, diventerebbe anche la guida ai vini più prestigiosi francesi e non soltanto. Un primato strategico.

Angelo Gaja

marzo 2019

Vini rosati: produzione e consumo – aggiornamento 2017

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L’aggiornamento 2017 prodotto da France Agrimer sul segmento dei vini rosati vede una produzione in deciso calo (-9%) e un consumo in leggera riduzione (-3%) rispetto al 2016. Ciò deriva sia dalla cattiva vendemmia 2017, che ha determinato cali molto pesanti della produzione francese e spagnola, sia dal calo apparente dei consumi in mercati come il Regno Unito e la Spagna. I vini rosati restano una categoria particolare che rappresenta l’8% della produzione/consumo mondiale, con alcuni mercati di riferimento, dove ricoprono una quota importante dei consumi di vino traquillo (il 33% in Francia, il 18% in Belgio, l’11% in Germania e fino a quasi la metà dei consumi in Uruguay). I principali vitigni da cui vengono prodotti i vini rosati sono la Grenache (28%), il Syrah (15%) e il Cinsault (13%). Passiamo a commentare qualche dato aggiornato al 2017 dunque.

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