Spumanti


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento settembre 2014

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In questo post sugli spumanti nei 9 mesi dell’anno credo sia utile mettere in luce una serie di cose che vanno osservate attentamente nel futuro per capire il potenziale dell’export di spumante. In particolare: 1) la volatilità dei mercati di destinazione dell’Asti spumante, dove la Lettonia è diventato improvvisamente il maggiore mercato; 2) il forte deterioramento del prezzo medio di esportazione degli spumanti DOP, talchè sarà difficile crescere quando i volumi non si espanderanno più; 3) il confronto particolarmente difficile dell’ultimo trimestre del 2013, soprattutto per l’Asti spumante. Buona lettura.
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Lanson BCC – risultati primo semestre 2014

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I risultati del primo semestre di Lanson BCC ci mostrano ancora una volta come sia diventato difficile tenere gli utili del passato per le aziende della Champagne. Anche se il primo semestre non rappresenta una parte significativa dell’attività, i margini calano lungo una linea costante che dura ormai da qualche anno. L’azienda nega, ma la percezione è piuttosto chiara: man mano che l’attività si sposta dalla Francia (le vendite scendono per Lanson) e dall’Europa nei mercati lontani, si fanno meno soldi. I costi di distribuzione crescono, le strutture che bisogna “costruire” nei nuovi mercati si fanno sentire. Anche il terzo trimestre, di cui Lanson ha appena fornito i dati di vendita non sono buoni: le vendite del terzo trimestre sono andate male, per cui il piccolo vantaggio del primo semestre (+1%) diventa un -2.3% nei primi 9 mesi. E qui viene la parte divertente: da un lato l’azienda sottolinea che del quarto trimestre sono critici, circa il 45% delle spedizioni. Dall’altra la situazione globale dei mercati suggerisce di essere cauti, per cui di stime per il fine anno non ne vengono fornite! Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Esportazioni di spumante italiano – primo semestre 2014 / giugno 2014

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Come accennavamo domenica sera, la categoria dei vini spumanti continua a macinare record, mese dopo mese. Va pero’ evidenziato che il buon risultato e’ frutto di trend piuttosto squilibrati tra le categorie di prodotto e i mercati. A tale proposito, il Regno Unito e’ diventato il primo mercato per lo spumante italiano, scalzando gli USA, che a loro volta nel 2011 avevano scalzato la Germania. Il segmento resta guidato dal successo degli spumanti DOP, dietro cui c’e’ il fenomeno del Prosecco, mentre per l’Asti si chiude un semestre “amaro”, con un -10%, certamente influenzato dalla forte esposizione del prodotto al mercato russo (un grattacapo per tutti, anche al di la’ dei cambi) e al declino del prodotto nel mercato tedesco: stiamo parlando, giusto per intenderci, dei primi due mercati per l’Asti. Andiamo ad analizzare insieme i numeri.

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Francia, esportazioni di vino – aggiornamento primo semestre 2014

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Oggi ci concentriamo sulle esportazioni francesi del primo semestre del 2014, preparandoci a discutere i dati italiani che l’ISTAT pubblicherà venerdi 11 settembre (i più attenti avranno notato che non sono stati rilasciati i dati di maggio che ma che si passa direttamente a giugno). Ebbene, la stabilizzazione che abbiamo commentato avvenuta nella seconda parte del 2013 si è trasformata in un vero e proprio calo nel 2014, dovuto probabilmente alla cattiva annata produttiva registrata nel 2012, anche se non è stato soltanto un problema di volumi… Se il 2013 si era chiuso stabile (-0.2%), il primo semestre chiude con esportazioni in calo del 6% annuo, che porta il dato sui 12 mesi a -3%. Sfortunatamente per i francesi la categoria che sembra tirare di nuovo di questi tempi è quella dello Champagne (+8%), che però ha una forte stagionalità nella seconda parte dell’anno, il che significa che o il dato dei primi 6 mesi è farlocco o se non lo è il dato annuo potrebbe essere meno peggio. Da dove arriva questo calo del 6%? Dai vini di Bordeaux, il cui crollo (-28%, 322 milioni in meno) spiega completamente il calo del dato totale. Senza Bordeaux? +4%. Andiamo a guardare i numeri.

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Laurent Perrier – risultati 2013

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I discorsi che ultimamente abbiamo fatto commentando i risultati delle varie aziende (Vranken Pommery, Lanson) della regione dello Champagne possono essere replicati per quanto riguarda Laurent Perrier: le vendite non crescono più, nonostante tutti si sforzino di focalizzarsi sui prodotti a maggiore valore aggiunto, come le riserve, i cru e i millesimati. E’ il caso di Laurent Perrier. Nell’anno terminato a marzo 2014 le vendite non crescono, i margini sono stabili e l’utile netto si muove soltanto grazie al calo degli oneri finanziari e delle tasse. L’unico sobbalzo è la rivalutazione delle vigne per 23 milioni, che fa crescere il patrimonio netto. La strategia è immutata: Laurent Perrier mira a espandersi nella distribuzione, mettendo in piedi la sua distribuzione diretta nei nuovi mercati. Cosa succederà ai risultati? I recenti segnali molto negativi di LVMH non aiutano certo a ben sperare…

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