superfici vitate


Lombardia – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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Per la Lombardia il 2012 è stato un anno un po’ strano. La produzione è calata in modo piuttosto sensibile (-7%), ma soprattutto è cambiato il mix produttivo, da sempre incentrato su una crescente produzione DOC. Nel 2012 la produzione di vini si è leggermente spostata verso gli IGT. Ciò non toglie che guardando i dati Federdoc (come ben sapete aggiornati al 2011) ci sono buone notizie: la DOC Franciacorta supera ormai i 160mila ettolitri di produzione, la DOC Oltrepo’ Pavese mantiene una buona massa critica nonostante lo “spacchettamento” in singole denominazioni monovitigno, ma si profila all’orizzonte una nuova denominazione forte, Lugana, che per la prima volta supera gli 80mila ettolitri di produzione di vino.

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Abruzzo – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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I dati 2012 relativi alla produzione di vino in Abruzzo evidenziano una produzione di vino di qualità molto stabile nel tempo (che non coincide con le risultanze di Federdoc, però limitate al 2011), mentre la “volatilità” dalle produzione è soprattutto relativa alla produzione di vini comuni e vini IGT. A differenza della tendenza nazionale, la regione mantiene una predominanza di produzione di vini rossi, senza mostrare alcuna tendenza allo spostamento verso i bianchi. Le superfici vitate sono ben bilanciate tra DOC e altri vini, con la chiara predominanza della provincia di Chieti. Passiamo ad analizzare i dati di dettaglio.

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Lazio – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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I dati 2012 prodotti da ISTAT mostrano infine una ripresa nella produzione di vino nel Lazio in volume, cosa sconosciuta per diversi anni ormai. Come avevamo avuto modo di commentare in passato, la regione si muove lungo un percorso virtuoso, fatto di focalizzazione sui vini di qualità ma anche di ritorno alle tradizioni regionali, che sono i vini bianchi. I dati 2011 di Federdoc sono ancora in ribasso, per quanto riguarda le 3 grandi DOC regionali, Castelli Romani, Marino e Frascati, che insieme producono circa 300mila dei 440mila ettolitri di DOC che ISTAT prevede per il 2011. Andiamo ai dati.

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Umbria – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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Buon Ferragosto a tutti, per quanto ormai sia finito. Oggi aggiorno i dati di produzione dell’Umbria, unendo come lo scorso anno dati Federdoc sulla produzione per singola DOC nel 2011 e quelli nuovi di ISTAT. Due avvertimenti prima di entrare nei dati: ISTAT continua a produrre dati di scarsa qualità sulla regione, essendo evidente il carattere di stima delle varie categorie (colore e scala di qualità) e considerando che la somma delle province non fa la regione, almeno per il 2012. Passando oltre, questo mettiamo poi i dati sulle DOC di Federdoc del 2011 che invece sono molto più completi che in passato. Beh, la considerazione generale è che la produzione umbra è scesa molto, anche nel 2012, e molto più che nel resto delle regioni italiane. Stiamo parlando di un calo del 20-25% nella produzione 2012, che fa seguito ai cali degli anni scorsi, per passare dalla soglia di circa 1 milione di ettolitri annui a 600mila. I dati Federdoc sono difficilmente confrontabili sul passato perchè molto incompleti, ma ci restituiscono una immagine chiara di dove si gioca la partita: Orvieto e Montefalco, rispettivamente la metà e il 15-20% di tutta la produzione DOC regionale. Commentiamo brevemente i numeri.

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I vitigni italiani – la base ampelografica secondo il censimento ISTAT 2010

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L’estate e il maggior tempo libero consentono di fare post come questo, dove il lavoro di elaborazione è importante. Parliamo oggi delle superfici vitate rilevate nel 2010 da ISTAT e suddivise per vitigno, argomento sempre molto all’ordine del giorno. Purtroppo, il confronto con il 2000 è disponibile (almeno a me) soltanto per la parte dei vini DOC/DOCG. Quali sono le maggiori conclusioni? (1) nell’ambito del calo della superficie vitata da 675mila a 625mila ettari, è fortemente aumentata la quota delle produzioni DOC, dal 35% al 51% del totale, con un incremento in valore assoluto del 33%; (2) la base ampelografica dei vini DOC/DOCG si sta sicuramente concentrando. Nel 2000 i primi 20 vitigni DOC erano il 20% circa del totale degli ettari, nel 2010 erano diventati il 34%; (3) lavorando un po’ sui nomi per raggrupparli, la base italiana si conferma concentrata per un terzo in 4 vitigni: sangiovese, trebbiano, catarratto e montepulciano; (4) dal punto di vista della qualità (DOC/DOCG quindi), i maggiori 4 vitigni sono sangiovese, montepulicano, prosecco e barbera, a rappresentare circa il 30% del totale. Le curiosità che queste classifiche offrono sono effettivamente molte, andiamoa vederne insieme qualcuna…

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