Fantini Wine Group


Fantini Wine Group – dati di bilancio 2022

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Fantini Wine Group chiude il 2022 con dei buoni risultati, benchè al di sotto delle aspettative di inizio anno. Come molti altri, il gruppo ha fatto fronte nel 2022 a un ulteriore ribilanciamento dei canali di vendita, dall’off-trade dominante nel periodo Covid all’on-trade. Tale tendenza è destinata a continuare anche nel 2023, soprattutto per un gruppo così attivo fuori dall’Italia. Lo spostamento ha alcune implicazioni sul bilancio, a nostro avviso: una pressione sulle vendite (soprattutto, ma non solo) in volume, in quanto il mix dei ristoranti è migliore di quello della grande distribuzione, un margine superiore, che è quello che vediamo dal bilancio 2022 e un miglioramento dei termini di pagamento, ed è una seconda cosa positiva che notiamo nel bilancio di Fantini. Quindi, vendite stabili sui 90 milioni e migliori margini (solo marginalmente se rettificati dalle componenti straordinari), un utile leggermente superiore al 2021 e, soprattutto, un forte calo dell’indebitamento netto da 72 a 60 milioni di euro, aiutato anche dai minori investimenti oltre che dal circolante più limitato. Le prospettive per il 2023 sembrano caute ma non pessimistiche, nello specifico “i primi mesi del 2023 stanno confermando la solidità del volume d’affari del Gruppo. Al consolidamento dei volumi nei canali di vendita della grande distribuzione si aggiungono i forti segnali di ripartenza a pieno ritmo del comparto ho.re.ca.”.

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Fantini Wine Group – dati di bilancio 2021

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Su suggerimento di un assiduo e attento lettore del blog, introduciamo oggi una nuova azienda a quelle che analizziamo: Fantini Wine Group. FWG era Farnese vini fino a quando l’azienda è stata ceduta nel 2020 a un fondo di private equity Platinum Equity che ne detiene l’80% (con la restante parte divisa tra membri della famiglia Sciotti e Cordusio Fiduciaria). Come vedrete dai numeri l’operazione è stata sostanzialmente finanziata dall’azienda medesima, quindi attraverso una operazione cosiddetta di leverage buy-out: mi compro una cosa usando i soldi della cosa stessa. Molte volte si tratta di operazioni “negative” per le aziende (un caso sopra tutti gli altri nel nostro paese: Telecom Italia ora chiamata TIM, spolpata negli ultimi 20 anni), altre volte sono l’inizio di un processo di sviluppo positivo. Nel caso di FWG, bisogna dire che l’azienda partiva da una struttura finanziaria molto sana e a fine 2021 comunque il livello di indebitamento di 72 milioni di euro corrispondeva a circa 4 volte l’EBITDA che è un rapporto decisamente sostenibile. Di più, va riconosciuto che dopo il cambio di proprietà l’azienda ha fatto il contrario di quello che di solito succede in questi casi: ha cioè aumentato gli investmenti (oltre a mettere il naso fuori dall’Italia con una piccola acquisizione in Spagna). Fatta questa lunga premessa, mettiamo giù qualche numero: le vendite 2021 sono state di 91 milioni di euro, quasi completamente realizzate all’estero e nell’ambito del vino confezionato, un utile operativo di quasi 13 milioni, con un ottimo margine del 14% e un utile netto di 6 milioni di euro. Qualche dettaglio in più nel proseguio del post. Continua a leggere »