
ISTAT ha pubblicato ieri i dati del primo semestre dell’export italiano, che chiude a 2.6 miliardi tondi tondi, +2.9%. Il dato è un po’ meno buono di quello che ci si poteva aspettare un mese fa, quando registravamo un incremento mensile a doppia cifra. Invece, giugno è stato come gennaio, marzo e aprile, in leggero calo, a configurare un semestre altalenante. Febbraio e maggio in crescita a doppia cifra hanno di fatto generato tutto il +3%. Non solo, tutta la crescita viene dagli spumanti, i cui dati di dettaglio pubblicherò domenica sera, che a 500 milioni di euro e +23% hanno più che compensato il calo dei vini imbottigliati e la crescita anemica dei vini sfusi. Mancano ancora molti dati sul semestre (almeno a me), ma possiamo già dire che saranno pochi i paesi che ci batteranno nel primo semestre. La Francia, che nel primo semestre è cresciuta di meno dell’1%, quindi peggio di noi, con un trend simile: una crescita per il più importante dei loro vini spumanti, lo Champagne, del 4-5%, e un leggero calo nel segmento dei vini fermi. Ma, espressi in euro, non sono buoni nemmeno i dati di altre nazioni com il Cile, +1%, la Nuova Zelanda, -3% o l’Australia, -5%. Attendiamo i dati di Spagna e USA per chiudere il cerchio dei paesi top… ma per ora concentriamoci sui dati.





