Il 2010 di Banfi ha visto un graduale miglioramento del fatturato, che si e’ riportato sul livello del 2008, ma non ancora dei margini, che restano a mezza via. Di conseguenza, Banfi non e’ riuscita a tornare all’utile ma ha registrato ancora una leggerissima perdita. Rispetto agli scorsi anni, continuano a calare gli investimenti (a fronte del completamento di importanti progetti sia lato cantina che hospitality) e quindi il debito scende e i parametri finanziari mostrano dei significativi miglioramenti. Nel 2011 gli amministratori si aspettano un ulteriore miglioramento dei conti, guidato dalla crescita delle vendite. Data la “velocita’” di uscita dalla crisi e’ pensabile che prima di ritornare sui livell di vendite e utili del passato (2007) ci vorranno pero’ ancora un paio di anni.
bilancio 2010
Santa Margherita – risultati e analisi di bilancio 2010
nessun commentoIntendiamoci subito: i risultati 2010 di Santa Margherita sono proprio belli, da qualunque parti si girino. Come mai? Perche’ Santa Margherita nel 2010 si e’ ripresa tutto quello che aveva perso durante la crisi con gli interessi. Le vendite sono cresciute sia in Italia che all’estero e i margini e gli utili sono saliti a un livello mai registrato negli ultimi anni. La generazione di cassa e’ stata molto ricca, dato che Santa Margherita si e’ permessa di pagare 12 milioni di euro di dividendi, di portare a termine un’acquisizione da 3 milioni nella zona del Prosecco e di mantenere il debito invariato a 40 milioni di euro, comunque migliorando in modo sostanziale gli indici finanziari. Il 2011 sembra poi essersi aperto con una continuazione dei trend del 2011, anche se, aggiungo io e’ presumibile che il rialzo dei costi delle materie prime renda piu’ difficile la vita al gruppo quando si parla di margini. Essendo comunque Santa Margherita un operatore fortemente orientato all’export (58% delle vendite) e in concomitanza del 50esimo anniversario del suo prodotto di punta (il Pinot Grigio), e’ presumibile che la tendenza alla crescita delle vendite resti intatta. Soprattutto, Santa Margherita continua a piccoli passi ad aggiungere pezzi alla sua struttura, segno non soltanto della disponibilita’ finanziaria per farlo ma anche di una vera focalizzazione sulla crescita dell’azienda.
Sartori – risultati e analisi di bilancio 2010
nessun commentoSartori ha ripreso a crescere nel 2010, mettendo a segno un incremento delle vendite del 4% ma soprattutto una forte ripresa dei margini. E, aggiungerei, un importante successo nel mercato italiano, dove nel 2010 le vendite sono cresciute piu’ che all’estero. Sartori e’ tipicamente un esportatore, dato che il 76% delle vendite va fuori dall’Italia. Nel 2010 l’azienda ha pero’ ampliato il portafoglio clienti nella grande distribuzione (70% delle vendite italiane) ed e’ riuscita a far crescere le vendite del 13% a volume e del 6% a valore. Nel 2010 il debito e’ sceso: se lo mettiamo insieme alla ripresa dei margini l’immagine 2010 di Sartori e’ di un rafforzamento sostanziale. Nel 2011 secondo gli amministratori le vendite dovrebbero continuare a crescere sia in Italia che all’estero.
Vranken Pommery – risultati 2010
nessun commentoVranken Pommery ha chiuso il primo bilancio (2010) con l’integrazione di Domaine Listel acquisita nel 2010. L’anno e’ andato bene, soprattutto considerando che si tratta di un esercizio di transizione, dove tutta l’attivita’ relativa al vino (circa 55 milioni dei 364 milioni) e in fase di ristrutturazione, con un riorientamento del prodotto verso un prezzo-mix piu’ elevato. Le vendite sono salite del 35%, il MOL sale da 41 a 50 milioni con un margine in calo dal 15% al 14%, l’utile netto se depurato delle componenti stroardinarie quasi raddoppia, come combinazione del contributo delle acquisizioni, del calo del debito (-40 milioni) e dei migliori risultati operativi. Gli obiettivi di VP sono molto ambiziosi: di qui al 2014 il presidente dichiara quanto segue: “Nos Marques de Haut de Gamme et de Prestige Vranken, Pommery, Heidsieck & C° Monopole, Listel, La Gordonne et Rozès devraient générer une progression de la Marge Opérationnelle de l’ordre de 50 % d’ici 2014”. In altre parole l’obiettivo e’ ambizioso: portare il margine operativo del gruppo, attualmente al 10% al 15% di qui a 3 anni. Per raggiungere questo obiettivo e’ necessario che le vendite crescano, per sfruttare la leva operativa. In altre parole, se gli obiettivi saranno centrati, l’utile operativo di 38 milioni del 2010 dovra’ diventare un numero di qui al 2014 che comincia almeno per 6, se non per 7…
Baron de Ley – risultati 2010
nessun commentoBaron de Ley ha mostrato dei tangibili segni di miglioramento nei conti del second semestre, che in breve sono stati caratterizzati da un recupero dei margini (minor costo delle materie prime) e da una ripresa delle vendite fuori dai confini spagnoli. Ancora meglio dei risultati in termini di utili sono i dati finanziari. Baron de Ley ha concluso il 2010 con una posizione di cassa netta di circa 11 milioni di euro rispetto ai 2 milioni di debito del 2009. Si tratta di 13 milioni di euro di generazione di cassa, cui vanno sommati i 21 milioni di euro investiti nell’acquisizione di azioni proprie (poi cancellate). Da cio’ deriva una generazione di cassa di ben 34 milioni di euro, rispetto a un numero comparabile di 21-22 milioni di euro. Quando guardate questi numeri, quindi, considerate che l’incremento del 14% dell’utile netto e’ una visione “parziale” di come sono andate le cose. E il 2011? Naturalmente continuera’ a restituire cassa agli azionisti (in gennaio 2011 ha ricomprato un altro 1.4% del capitale investendo 3 milioni di euro), mentre dal punto di vista operativo l’attenzione si spostera’ soprattutto sull’andamento delle vendite in Spagna cercando di mantenere la posizione di leadership e nello stesso tempo cercando di allargare la penetazione in nuovi mercati esteri.











