2017


Schloss-Wachenheim – risultati 2016/17

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Sektkellerei Schloss Wachenheim ha chiuso il 2016/17 con utili in netto miglioramento, a fronte di vendite stabili, soprattutto a causa della scadenza di alcuni contratti di private label in Germania. Il mercato azionario ha comunque apprezzato l’incremento dell’utile netto del 16% e ha spinto la capitalizzazione di mercato dell’azienda del 40%. Oggi SSW ha un valore in Borsa di circa 160 milioni di euro e un valore d’impresa di circa 200 milioni, a fronte di un EBITDA di 30 milioni e un utile operativo di 22 milioni. Oltre al miglioramento dei margini, SSW ha anche messo a segno una acquisizione nel mercato tedesco di un distributore che dovrebbe aumentare le possibilità di distribuzione dei suoi prodotti. Passiamo all’analisi dei dati 2017.

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Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2017

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Per quanto ancora una volta Constellation Brands abbia rivisto leggermente al rialzo la sua stima di utile per azione 2017/18, questi risultati trimestrali non sono stati per nulla convincenti. Diversi aspetti ci portano a questa conclusione: 1) le vendite di vino e i margini dell’attività sono per la prima volta andati rispettivamente in negativo (-2.5%) e in calo. Anche la crescita dei brand ritenuti “chiave” (core) è stata molto bassa (+2.6%). I margini del vino per la prima volta scendono, nonostante il positivo effetto mix della vendite delle attività canadesi. 2) Nel segmento della birra si indebolisce l’effetto volumi (+6%), e le vendite crescono soprattutto grazie ai prezzi. In questo quadro, come potete vedere dai grafici il circolo virtuoso dell’azienda fatto di crescita e miglioramento dei margini si è decisamente interrotto. Gli invesititori hanno punito l’azione in borsa con un calo del 3%, da un livello peraltro di massimo storico di 225 dollari per azione. Il prossimo trimestre è meno significativo. Intanto, la stima di utili a fine anno cresce ancora un pochino grazie a utili che derivano da altre attività minori. Passiamo all’analisi dei dati.

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Cile – produzione di vino 2017

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La produzione di vino cilena nel 2017 è stata la più bassa dal 2010 a questa parte, con soltanto 9.4 milioni di ettolitri prodotti. Il calo produttivo ha colpito principalmente le varietà rosse del prodotto, mentre i vini bianchi, pur in calo, raggiungono un terzo della produzione del paese sudamericano. Con volumi esportati annui di circa 9 milioni di ettolitri e un mercato interno di circa 2-3, siamo al secondo anno consecutivo di “deficit di vino” che potrebbe avere qualche impatto sui mercati internazionali. Se è vero che molti dei suoi principali concorrenti (noi inclusi) stiamo vivendo problematiche simili, è altrettanto vero che la strategia cilena è molto focalizzata sul vino sfuso e su prezzi medi piuttosto contenuti (1.8 euro al litro nel 2016, contro i 2.7 euro dell’Italia). Vedremo cosa succede. Per ora focalizziamoci sui dati 2017.

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Le statistiche de “I numeri del vino” – aggiornamento 2017

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Fonte: Google Analytics

Il 2017 è stato un ulteriore anno di forte crescita per “I numeri del vino”, che ha sfondato la soglia del mezzo milione di pagine viste, di cui circa 300mila riferite a pagine di contenuto. L’incremento è vicino al 30% e questo è stato un po’ il motivo che mi ha convinto a reintrodurre la pubblicità “tradizionale”, che attualmente sta generando un contributo alla beneficenza di 50-60 euro mensili. Tornando ai nostri dati, come potete vedere dal secondo grafico allegato l’andamento 2017 si è caratterizzato per due mesi eccezionalmente positivi, aprile e, in parte, ottobre, mesi nei quali il blog sembra essere stato “promosso” dai motori di ricerca nella priorità di risultato su alcune particolari parole chiave. I due post che più hanno avuto click dai motori di ricerca sono stati quello relativo alla produzione di vino nel mondo secondo OIV del 2015 e, in ottobre, quello della produzione di vino in Puglia nel 2013. Queste due anomalie hanno generato un numero incrementale di pagine viste che probabilmente è intorno a 60-70mila pagine. Se volessimo guardare a un dato più “sensato” dell’andamento del blog, probabilmente varrebbe la pena guardare quante pagine 2017 sono state visitate quest’anno rispetto alle pagine 2016 dell’anno scorso: +26%. Passiamo a qualche dato.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2017

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I numeri di Lanson sui primi 6 mesi dell’anno sono decisamente deboli, anche se la stagionalità delle vendite di Champagne è molto spostata sulla parte finale dell’anno e anche considerando una base di confronto molto difficile dell’anno scorso. Il fatturato crolla in Francia (-11%), mercato chiave per l’azienda molto più che per i suoi concorrenti, e in Europa (-16%) e non bastano i forti progressi negli altri mercati a raddrizzare le vendite, che segnano un pesante -7%. Il resto dei conti va di conseguenza, con margini dimezzati e un utile netto quasi azzerato per i primi 6 mesi dell’anno. Il debito cresce ma ciò si ricollega più all’incremento delle scorte di Champagne a invecchiare, dato che l’azienda non distrugge cassa (per ora). Di sicuro, anche considerando le scorte, un rapporto debito/EBITDA di 20 volte comincia a diventare piuttosto preoccupante. Difatti, di fronte a un livello simile, il concorrente Vranken ha deciso di vendere alcune attività (Listel) per ridurre il debito. In tutti i modi, quello che mi fa sorridere guardando la tabella è la frase contenuta nella relazione sulla gestione, che si sono dimenticati di cambiare dall’anno scorso “En raison de la saisonnalité des ventes de Champagne, ces résultats positifs ne peuvent être extrapolés à l’ensemble de l’exercice 2017.” E le vendite del terzo trimestre continuano a calare, del 3% circa. Passiamo ai dati.

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