2014


Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento primo trimestre 2014

nessun commento
expspum q114 1

 

Alla tipica stagionalità del consumo di spumanti, nel primo trimestre 2014 si aggiunge anche la questione Pasqua che (speriamo) abbia avuto un ruolo nella partenza falsa della categoria “Asti” degli spumanti italiani. Infatti, se le esportazioni di spumante del trimestre crescono del 18%, ciò è tutto legato agli altri spumanti DOC, in salita del 35%, a compensare un calo dell’6% delle esportazioni di Asti. L’analisi dell’andamento dell’Asti DOC ci dice però che c’è di più della Pasqua a spiegare il calo dell’Asti: il mercato russo sta indietreggiando di nuovo dopo il recupero prodigioso del 2013. Nel complesso, i numeri sembrano dirci che una volta esaurita la spinta prodigiosa del mercato inglese sarà difficile proseguire la crescita, data la progressiva decelerazione nel mercato americano… andiamo a commentare qualche numero insieme.

Continua a leggere »

Esportazioni di vino italiano – aggiornamento primo trimestre 2014

nessun commento
exp q1 14 1

 

Nel primo trimestre 2014 le esportazioni di vino sono cresciute del 3% a 1.1 miliardi di euro, a fronte di volumi esportati stabili (4.7 milioni di ettolitri). Si tratta di un periodo non molto significativo: non è un trimestre da spumanti, sia per la stagionalità molto spinta verso fine anno, sia per il fatto che Pasqua quest’anno è stata a fine aprile e non a fine marzo, così determinando qualche spostamento di consegne. Detto questo, il risultato raggiunto non sembra da buttare via, nell’ambito di un trend mondiale in costante decelerazione. Soffriamo il calo strutturale delle esportazioni di vino sfuso in Germania, più che compensato dalla crescita degli spumanti, che rimane forte nel trimestre (+18%) con un segnale di debolezza a Marzo (+5%), appunto da valutare in relazione al tema pasquale. Passiamo ai dati principali.

Continua a leggere »

Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2014

nessun commento
INDICATORI Q1 14 25

La pubblicazione dei dati trimestrali sulla tendenza del segmento vino nel primo trimestre 2014 continua a mostrare un altalenante clima di fiducia nell’industria del vino italiano (per questo trimestre positivo), certamente più volatile di quello del settore dell’agricoltura. I dati di vendita del primo trimestre che abbiamo analizzato qualche giorno fa non sono di sicuro positivi (calo dell’1.4% del mercato a valore, con una riduzione dei volumi di oltre il 4%), anche se i margini dell’attività continuano a migliorare grazie al raffreddamento dei prezzi dei vini comuni, che sta rientrando nella norma dopo la fiammata dovuta a due vendemmie piuttosto scarse. E con questo, anche i prezzi di vendita cominciano a perdere vigore. Buona lettura! Continua a leggere »

Calo del consumo di vino in Italia. Di Angelo Gaja

1 commento

Sul calo inarrestabile del consumo di vino in Italia si sprecano le analisi; mai che si dica della CONFUSIONE che prospera rigogliosa ed allontana i giovani consumatori. La funzione alimentare del vino si va via via esaurendo in favore di quella edonistica: più che di pancia si beve di testa. Così crescono le nicchie di consumatori che vogliono il vino naturale, biologico, biodinamico, sostenibile, libero, pulito, giusto, … e dei produttori che ne assecondano la richiesta; e si  invocano nuovi controlli e certificazioni. Ben vengano, purché non si faccia ricorso a denaro pubblico.

Il CODICE DEL VINO disciplina le pratiche consentite per fabbricarlo e permette di tutto e di più: basterebbe stilare un elenco delle pratiche più invasive, ed obbligare il produttore che le adotta ad indicarle sulla contro-etichetta.

Il vino, a causa della doverosa azione di prevenzione dell’abuso, finisce sciaguratamente accomunato e confuso con i superalcolici e le bevande dissetanti addizionate di alcol, nonostante storia, cultura e valori profondamente diversi.

L’Unione Italiana Vini, che da sempre sprona i produttori a FARE SISTEMA e lavorare uniti in armonia, sul Corriere Vinicolo ha recentemente suggerito un nuovo progetto di ripartizione dei contributi comunitari previsti a sostegno della promozione del vino sui mercati esteri, con l’obiettivo di convogliarli ancor più nelle mani degli esportatori abituali (e tra essi anche quelli che vendono il vino a prezzi svaccati), lasciando agli altri le briciole: dando l’impressione che i produttori di grandi volumi guardino con sufficienza i piccoli, considerandoli marginali se non anche di ostacolo alla crescita del settore.

Le GUIDE DEI VINI sono in Italia in numero quintuplo rispetto alla Francia. Copiose anche le classifiche dei 100 MIGLIORI VINI italiani, inevitabilmente le une diverse dalle altre. Di PREMI GIORNALISTICI, istituiti a beneficio di chi scrive di vino, ce ne sono in Italia di più che in tutti gli altri Paesi europei messi assieme. Si continua a fare promozione turistica trascinando il VINO IN PIAZZA, quando la mescita delle bevande alcoliche dovrebbe essere autorizzata solamente nei locali dotati di licenza. Mai che un produttore di grandi volumi, uso a dirigere la propria azienda, rifiuti la veste di VIGNAIOLO nonostante il vocabolario di lingua italiana definisca tale figura: “chi coltiva (manualmente) la vigna”. Si trascinano stancamente le POLEMICHE, animate sia dai produttori che dai numerosi consiglieri esterni, sul modo di intendere il vino, produrlo, venderlo.

Per contrastare il calo del consumo occorre diradare la confusione e per farlo servono rispetto e coraggio.

Angelo Gaja

28 maggio 2014

Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento primo trimestre 2014

3 commenti
vendite italia q114 15

 

 

Se i prezzi perdono vigore e i volumi continuano a calare… l’incasso a fine giornata peggiora: primo trimestre -1.4%. Questo è in due parole il messaggio che emerge dalle vendite al dettaglio di vino in Italia nel primo trimestre dell’anno, anche se la tempistica della Pasqua, con l’impatto molto importante sulle vendite di vini spumanti (ma non solo) può aver determinato uno spostamento di consumi dal mese di marzo (quando cadeva metà delle celebrazioni) al mese di aprile (cioè il caso del 2014). Lo abbiamo visto nei risultati trimestrali di Campari (che qui non pubblico più data la mancanza di dettagli sul segmento vino). Continuano anche un altro paio di trend interessante: 1) la debolezza dei vini IGT, soprattutto bianchi, a vantaggio dei vini da tavola (stiamo diventando più poveri…); 2) lo spostamento delle vendite di vino bianco di qualità dalla categoria IGT alla categoria DOC, segno di un buon andamento di questa tipologia di prodotto. Infine, i prodotti DOC/DOCG restano stabili, con un calo di volumi che viene pienamente compensato dal prezzo-mix. Alla fine dei conti, un trimestre strano, come è stato strano il PIL in peggioramento rispetto all’ultimo trimestre dell’anno. Il clima meno teso e preoccupato dei mercati finanziari sembra non essersi ancora trasferito in pieno nell’economia reale. Andiamo insieme a vedere i numeri.

Continua a leggere »