2014


Francia – esportazioni di vino 2014

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Con un buon mese di anticipo rispetto al nostro paese, la Francia ha rilasciato i dati preliminari delle esportazioni di vino a dicembre, che oggi analizziamo. Il 2014 per la Francia non è andato bene, e certamente è andato peggio che l’Italia: il dato a fine anno è leggermente negativo (-1.2% a valore) mentre per il nostro paese si registrerà un dato leggermente positivo (1-2%). Mi sembra però che i commenti letti qua e là non inquadrino bene quello che sta succedendo: la definizione giusta mi sembra sia che le esportazioni francesi hanno superato il momento difficile, si siano stabilizzati negli ultimi mesi e, proprio in dicembre, abbiano dato qualche segnale di ripresa. Da dove viene il mio “ottimismo”? semplicemente dal fatto che le due categorie principali dell’export, i vini di Bordeaux e lo Champagne, stiano andando meglio. Per il Bordeaux, il “crollo” visto fino a giugno si è rimarginato nella seconda parte dell’anno. Per lo Champagne, il 2014 è stato invece un anno di crescita robusta (+8%). Tornando al confronto con l’Italia, mi sembra invece che la tendenza sia al rallentamento per il nostro export, contro un graduale miglioramento per la Francia, che soprattutto nei primi 6 mesi del 2015 avrà una base di confronto piuttosto facile. Passiamo ai dati in dettaglio.

 

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Costi e margini del settore vinicolo italiano – aggiornamento 2014

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La chiusura d’anno per il settore del vino segna un calo del clima di fiducia, dovuto alla scarsa vendemmia 2014, alla stabilizzazione delle esportazioni e al fatto che il calo dei prezzi del vino all’origine è terminata e cominciano, soprattutto nei segmenti DOC, ad emergere alcuni segnali di tensione sui prezzi. Eppure il 2014 è stato un anno buono e lo vedremo riflesso nei bilanci delle aziende che commenteremo nei prossimi mesi: i prezzi di vendita al dettaglio sono aumentati in media del 2% rispetto al 2013, mentre il prezzo del vino all’origine è calato in media del 18% circa e il costo dei mezzi di produzione (lavoro, servizi e energia) è aumentato soltanto del 2%. Con queste premesse, i margini sono chiaramente migliorati: stimiamo che possano essersi quasi riallineati al livello del 2011, dopo due anni “grami”. Ma andiamo a leggere i numeri insieme.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2014

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L’andamento delle vendite di vino nella distribuzione moderna nel 2014 non ha seguito quello delle vendite al dettaglio in generale. Infatti, se è vero che il clima dei consumi in Italia si è gradualmente stabilizzato nel corso dell’anno, nel caso del vino è successo il contrario: dopo una partenza d’anno con il segno positivo, la crescita si è andata gradualmente affievolendo per arrivare a fine anno con un dato stabile (+0.4%), spinto essenzialmente dai consumi di spumante (+5%). Due sono stati i temi che hanno portato al peggioramento: primo, i prezzi hanno smesso di crescere in conseguenza del trend dei prezzi all’origine. Si è partiti con prezzi in crescita del 3-4% e si è arrivati a fine anno al 2% (ma di meno se si considera soltanto l’ultimo trimestre. Secondo, i volumi continuano a calare a un ritmo del 2% circa, un po’ meno che durante i mesi della crisi del 2012-13, ma si conferma un trend “secolare” di calo. Nelle categorie, si conferma la crescita degli spumanti, grazie al metodo Charmat, che ormai rappresenta la metà delle vendite, e la solita dicotomia tra i vini DOC che restano stabili e i vini IGT e da tavola che sono in calo pronunciato. Guardiamo insieme i numeri.

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Brasile – importazioni di vino 2014

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Il mondiale 2014 in Brasile lo avrà vinto la Germania. Però per festeggiare non mi sembra abbiano bevuto ne’ Champagne, ne’ il loro spumante ma bensì vino cileno. Il Cile che già era il leader delle importazioni di vino in Brasile (che vi ricordo nel segmento dei vini fermi fanno circa l’80% del consumo locale, contro il 20% circa del consumo di spumanti). Il 2014 è andato bene, in crescita del 12%  a circa 325 milioni di dollari. Il mercato brasiliano resta molto legato ai paesi limitrofi, quindi Argentina dopo al Cile, e ai legami coloniali, quindi con il Portogallo a rappresentare la prima forza europea, perlomeno nel vino fermo. L’Italia è relegata a un ruolo secondario, numero 4 nei vini fermi e non è riuscita come in altri mercati a raggiungere buoni volumi di export degli spumanti, che per il Brasile restano un prodotto molto locale e, nel segmento delle importazioni, dominato dallo Champagne. Andiamo a vedere qualche numero insieme.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento novembre 2014

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Novembre non è stato un buon mese per le esportazioni italiane, anche se nei post precedenti avevamo messo in luce come il fine anno era particolarmente difficile per l’Asti, data la sua esposizione al mercato russo. I dati sono leggermente negativi per le esportazioni nel complesso, per la terza volta in 11 mesi, lasciando il saldo annuale a circa +1%. Dicembre sarà una base di confronto piuttosto difficile (+4% lo scorso anno). Possiamo dunque ipotizzare che i dati annuali preliminari sulle esportazioni saranno improntati alla stabilità dei valori poco sopra 5 miliardi di euro, e del volume intorno a 20 milioni di ettolitri. La pressione sui volumi sarà poi destinata a proseguire nel 2015 data la vendemmia scarsa del 2014, anche se ciò potrebbe essere compensato dall’euro debole. Ma andiamo a leggere insieme i numeri a fine novembre 2014.

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