Indebitamento e leva delle principali aziende vinicole – dati 2017

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Chiudiamo la carrellata dell’analisi dei dati delle principali aziende redatta da Mediobanca con il rapporto sui debiti. Il rapporto evidenzia i debiti lordi, quindi non è rappresentativo della posizione finanziaria corretta per la cassa e include anche alcune categorie di debito che sono normalmente incluse nel capitale circolante. Giusto per citare un esempio, nel 2017 Antinori ha avuto un ulteriore miglioramento della sua posizione finanziaria netta passata in positivo, ma in questo rapporto risulta un incremento del debito a 220 milioni. È questo un caso limite, nel senso che normalmente il debito lordo “segue” il debito netto. Passando ai dati, il debito totale delle aziende vinicole nel rapporto cresce da 1.3 a 1.6 miliardi di euro, a fronte del quale si contrappone un patrimonio dei soci che sale da 2.3 a 2.5 miliardi di euro (oltre a poco meno di 200 milioni di interessi di minoranza). Si può dunque dire che l’aumento dei debiti è stato quasi controbilanciato dall’incremento del patrimonio, ma non è esattamente così quando si confronta il debito con il valore aggiunto realizzato che invece come abbiamo visto è cresciuto soltanto del 6% nel 2018. Niente di preoccupante, comunque. Anzi, una preoccupazione forse c’è: salvo qualche caso isolato, non si vede che a fronte di questo aumento dei debiti ci sia una evoluzione del settore. Non ci sono grandi acquisizioni, non ci sono fusioni tra grandi aziende. Ormai da tanti anni. Ma passiamo ad analizzare i dati.

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Lunelli Holding – risultati e analisi di bilancio 2017

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Il 2017 è stato un ottimo anno per il gruppo Lunelli: da un lato, l’attività principale di Ferrari è cresciuta a un ritmo del 12% circa, sia in Italia che all’estero; dall’altro, Bisol ha messo a segno un importante miglioramento dei margini, passando a un EBITDA positivo, anche grazie all’interruzione di un contratto molto oneroso con l’inglese Tesco. Con 100 milioni di fatturato, 21 milioni di EBITDA e ben 15 milioni di utile netto il gruppo si conferma uno dei principali player italiani del settore del vino, supportato anche da una struttura finanziaria molto sana, con 34 milioni di indebitamento netto (cui si contrappongono quasi 70 milioni di euro di attivi in società collegate). Anche l’inizio del 2018 è stato positivo: la crescita di Ferrari è proseguita (+22% nel primo trimestre), mentre Bisol ha presentato il progetto di rilancio con un rinnovamento della marca e della gamma di prodotti. Passiamo all’analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2018

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Sebbene agosto sia un mese tra i meno significativi per le esportazioni, il progresso messo a segno dagli spumanti è stato molto evidente, con un incremento del 20% che ha compensato la debolezza dei vini in bottiglia, i quali si stanno gradualmente indebolendo dopo un eccellente inizio anno. Il saldo del mese è +4.4% esattamente allineato alla variazione dei 12 mesi e a quella dei 9 mesi (coincidenza decisamente rara!). In questo post un po’ interlocutorio, prima della stagione chiave di settembre-novembre per gli spumanti, vi ho messo un paio di grafici che confrontano il valori/volumi del 2017 con quelli degli ultimi 12 mesi terminanti ad agosto. Oltre a quella della crescita del 4.4% su base 12 mesi contro 12 mesi chiusi allo stesso mese, vi indicano una ulteriore informazione. Se di qui a fine anno le esportazioni non crescessero più chiuderemo l’anno a +2.7%, con i vini in bottiglia praticamente stabili (+1%), i vini sfusi a +3% e i vini spumanti a +8%. Sarà certamente meglio, anche se il contesto internazionale non è più così promettente come qualche mese fa e il quadrimestre settembre-dicembre 2017 ebbe una crescita del 4.5%, concentrata nei mesi di ottobre e novembre, quando gli spumanti hanno il loro periodo stagionalmente più importante. Passiamo ai numeri.

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Campania – produzione di vino 2017 e dati per DOC/DOCG 2016

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La Campania ha vissuto con il 2017 la seconda vendemmia negativa consecutiva e questo, da un punto di vista dei dati statistici, implica che la produzione non è calata, ma è comunque ben al di sotto delle medie storiche (20%). Per i dati nazionali succede esattamente il contrario: la produzione 2017 è stata del 15% inferiore al 2016 ma in realtà, essendo questo un anno molto ricco, il confronto con la media è neutrale. Secondo ISTAT la struttura ampelografica della regione è in leggero regresso (in provincia di Napoli), mentre da un punto di vista produttivo la regione resta pesantemente legata ai vini da tavola. Nel 2018 la produzione è prevista tornare a 1.55 milioni di ettolitri dai 1.3 milioni del 2017, quindi quasi in media con gli anni passati, ma il gap con il resto del paese resta in piedi: l’Italia è attesa produrre 55.8 milioni di ettolitri di vino e mosti, il 21% in più della media storica. Passiamo ai dati.

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Utili, margini e ritorno sul capitale delle principali aziende vinicole – 2017 dati MBRes

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Proseguiamo il viaggio nei numeri delle principali aziende vinicole italiane analizzando oggi i margini e il ritorno sul capitale relativo al 2017. Man mano che si scende nel conto economico dal fatturato verso gli utili e gli indicatori di redditività, si apre la voragine tra le aziende e le cooperative, che non hanno come scopo il lucro. I dati del 2017 presi da Mediobanca e integrati danno un quadro di leggero miglioramento del margine cumulato del campione, dal 7.1% al 7.3% (soprattutto legato ad alcune realtà commerciali in forte crescita e a un paio di ristrutturazioni), mentre in termini di ritorno sul capitale l’andamento è stato meno positivo, dato che la crescita dell’utile operativo cumulato (+9%) è stata superata dall’aumento del capitale investito (+11%). GIV, Ruffino e Botter sono senza dubbio le aziende che nel 2017 si sono mosse in maniera più positiva tra le “grandi” per quanto riguarda l’andamento degli utili, mentre tra le aziende di media dimensione nel settore sono da segnalare i dati estremamente incoraggianti di Lunelli e la ristrutturazione di Italian Wine Brands, azienda quotata che ha raggiunto la “top 10” italiana in termini di utili (non ancora in termini di vendite). Passiamo a una breve analisi dei dati.

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