Stati Uniti d’America


Rapporto sullo stato dell’industria del vino USA 2009-10

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Fonte: Silicon Valley Bank
Questo studio e’ stato presentato al Vinexpo e si concentra sull’evoluzione attesa del settore del vino americano nei prossimi anni. Ci sono considerazioni molto interessanti e c’e’ un sondaggio dove escono degli spunti piuttosto sorprendenti. In un quadro che resta in generale positivo, con i consumi di vino in costante crescita e molto al di sotto degli standard occidentali, lo studio mette in luce le principali difficolta’ che stanno incontrando i produttori/distributori: (1) non si vendono piu’ i vini da oltre $50 alla bottiglia; (2) le vendite nei ristoranti vanno male; (3) non si trovano finanziamenti; (4) il mercato dei vini da collezione continua a calare; (5) la distribuzione continua a ridurre il numero di marchi trattati; (6) il quarto trimestre 2008 e’ stato il peggiore che si ricordi per il segmento dei vini di qualita’.


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In questo scenario negativo, ci sono alcuni punti incoraggianti: (1) il mercato del vino americano va verso un eccesso di domanda che dovrebbe sostenere i prezzi; (2) nel corso del 2009, soprattutto dopo il primo semestre le vendite dovrebbero stabilizzarsi; (3) i consumi di vino continuano a salire. In questo momento, dai sondaggi i produttori meno preoccupati sembrano quelli che producono volumi elevati di vino di qualita’ medio-bassa: grazie anche al minore costo delle materie prime, questi produttori sembrano godere del “trading-down” dei consumatori verso vini meno costosi. Inoltre, i prezzi delle materie prime sono calati, rendendo i margini di produzione piu’ interessanti che nel 2008.

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Constellation Brands – risultati primo trimestre 2009

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Constellation Brands ha finalmente messo a segno un trimester allineato alle attese e per certi versi soddisfacente. Il giudizio e’ ovviamente determinato da un confronto con le aspettative piu’ che dai numeri, che continuano a mostrare un deterioramento. Comunque, il titolo in borsa si e’ ripreso e ora veleggia a cavallo di USD13 rispetto ai minimi toccati a marzo a meno di USD11. Ai prezzi attuali, il valore di borsa di CB e’ nell’ordine di 3 miliardi di dollari (cioe’ circa EUR2150m), cui si aggiungono circa 4.4 miliardi di debiti e dai quali bisogna togliere il valore delle attivita’ nel segmento della birra. Ne esce un valore di impresa di circa 5.1 miliardi di dollari, il che significa un multiplo del fatturato di 1.5-1.6 volte e un multiplo EV/MOL di circa 5.8x sul 2009.


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Cosa dice Constellation sul futuro? Che il mercato resta molto difficile ma che le iniziative di ristrutturazione e taglio costi stanno funzionando. Ha quindi mantenuto l’obiettivo di raggiungere un utile per azione rettificato di $1.6-1.7, cioe’ allineato a quello del 2008/09.

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Constellation Brands – risultati 2008-09

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Chi legge questo blog e’ ormai molto esperto di Constellation brands. Conosce la sua strategia e il suo modo di comunicare, fatto di continui aggiornamenti sulla previsione di generazione di cassa e di utile netto. Bene, il 2008 (che per Constellation termina a febbraio 2009) e’ stato un anno disastroso da questo punto di vista: l’azienda ha rivisto piu’ volte al ribasso le previsioni a causa del forte deterioramento delle condizioni di mercato, soprattutto (nel suo caso) fuori dagli USA. La situazione la vedete nel primo grafico: chi mai poteva aspettarsi un tale deterioramento a fine anno, fonte di un mix di svalutazione dell’Euro e del dollaro Australiano, della crisi dei mercati e della vendita di diversi pezzi dell’azienda per ridurre i debiti? E pensate che nonostante l’ultimo taglio di stime sia stato recentissimo, alla fine l’utile netto e’ stato ancora piu’ basso. Risultato finale? Il prezzo delle azioni e’ ritornato al livello minimo di Novembre 2008, cioe’ circa $11 rispetto a circa $18 dell’Aprile 2008. Cosa si aspetta sul 2009? Un utile netto rettificato stabile, e un utile netto dichiarato di circa USD200m, con una generazione di cassa di USD230-270m. Nota: quando parliamo di 2008 sul grafico si legge 2/2009, cioe’ febbraio 2009, quando parliamo di 2004 il grafico riferisce 2/2005.


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USA – vendite al dettaglio di vino nel 2008

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[English translation at the end of the post]
Dopo un corsa ininterrotta di 15 anni (qui trovate il commento del 2007 e del 2006), il mercato del vino americano ha subito nel 2008 una battuta d’arresto, essenzialmente legata alla crisi che sta vivendo l’economia americana. Il valore al dettaglio delle vendite di vino e’ calato dell’1% circa a 30 miliardi di dollari, circa USD0.4bn sotto il livello record toccato nel 2007. Due cose verranno fuori dal post: (1) la crisi è essenzialmente legata al prezzo-mix, mentre il mercato in volumi continua a crescere, anche se a un ritmo di molto inferiore al passato; (2) in questa particolare fase, il mercato sta penalizzando il vino americano rispetto a quello estero. Nel caso del vino californiano assistiamo a una dinamica dei volumi più accentuata (+2% invece di +1%), compensata da un maggiore calo del livello del prezzo mix (quasi -5%). Il 2009 dovrebbe essere ancora più sfidante: le vendite al dettaglio dei primi mesi sono state molto deboli e anche se nella seconda parte è presumibile una stabilizzazione, è probabile che il valore possa scendere al di sotto della soglia dei 30 miliardi di dollari.


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Gli scambi mondiali di vino secondo OIV – aggiornamento 2008

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Fonte: OIV
A 4 mesi dalla fine del 2008 cominciamo a vedere un po’ di statistiche mondiali aggiornate. Oggi ci occupiamo di scambi mondiali di vino, con una visione di lungo termine. In 2008 è stato probabilmente il primo anno dal 2000 a questa parte in cui gli scambi mondiali non sono cresciuti. OIV stima che siano stati 89milioni/hl, in calo di circa 1 milione di ettolitri rispetto al 2007. I 3 maggiori contributori di questo calo sono stati la Francia (-1.6), l’Italia (-1.3) e l’Oceania (-0.7), parzialmente compensati dal forte incremento delle esportazioni spagnole. Come vedremo in dettaglio, Italia e Francia sono le due nazioni che hanno subito il maggior calo rispetto alle medie storiche e la loro leadership è minacciata dalla Spagna. Resta da stabilire che cosa succederà nel 2009: le attese si concentrano su una “recessione della globalizzazione”, cioè su un processo di regionalizzazione, dove la dimensione globale non diventa un aspetto critico. In questo senso, il trading mondiale di vino, che ha raggiunto ormai il 38% dei consumi (contro il 20% degli anni 80) potrebbe calare in modo significativo, a danno dei paesi che più sono dipendenti da questo canale di vendita.


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