Mercato e consumi


Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2015

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Le esportazioni di vino in Settembre non hanno segnato progressi rispetto allo scorso anno, causa il rallentamento della crescita degli spumanti DOC, che non ha più che compensato il calo dell’Asti e dei vini sfusi. In realtà, come potete vedere dai grafici del post, il rallentamento delle esportazioni ha caratterizzato anche il resto dell’export italiano, a fronte di un rallentamento globale dei flussi di commercio internazionale. Un calcolo molto spannometrico ci indica che la crescita media dei primi 9 mesi del vino italiano è intorno al 5.5%, rispetto a un incremento del 4.2% delle esportazioni totali dell’Italia. Dentro tale contesto va peraltro notato che nel settembre 2014 le esportazioni furono particolarmente positive (+5%) e che i prossimi due mesi 2015 avranno una base di comparazione molto più favorevole (0% ottobre 2014 e -1% novembre 2014), tale probabilmente da consentire un andamento più positivo di quello visto a settembre. Ma questo lo commenteremo nella seconda metà di gennaio. Andiamo sui numeri.

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Argentina – esportazioni di vino, aggiornamento 2014

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Torniamo oggi sull’Argentina, in un doppio post che guarda sia alla produzione vinicola sia al commercio estero. Le esportazioni argentine di vino (e qui non includiamo il mosto, un componente comunque significativo) sono state sotto pressione negli ultimi 2 anni anni a causa del declino del prodotto argentino in USA, dopo anni di crescita ininterrotta. La crisi del paese (che forse è arrivata politicamente a una svolta dopo le elezioni di qualche settimana fa) ha determinato una forte svalutazione del peso, che mediamente nel 2015 è arrivato a un valore di 9 (peso per un dollaro), contro la media 2014 di 8 e il livello 2010-2012 di 4-4.5. Quindi, sotto certi punti di vista il prodotto argentino è diventato molto più competitivo all’estero, ma quando le esportazioni sono tradotte in dollari ciò non si vede: infatti dal grafico noterete subito un calo del 4-5% sia nel 2013 che nel 2014. Anche i volumi sono calati, in modo anche più evidente, ma si tratta soprattutto dell’uscita dai prodotti non varietali venduti sfusi, mentre i vini varietale (o se volete quelli imbottigliati visti sotto un altro punto di vista) non hanno subito rilevanti riduzioni. Quindi, l’export si è “pulito” di prodotti di basso livello e, soprattutto, quando visto in valuta locale (peraltro afflitta da una elevata inflazioni) gli incassi dell’industria in peso sono cresciuti di oltre il 40%. La parola ai numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2015

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EXPORT AGOSTO 2015 1Agosto e’ sempre un mese interlocutorio per le esportazioni di vino. La maggior parte degli operatori va in vacanza e ci si prepara alla stagione invernale, critica per tutti ma per gli spumanti ancora di piu’. I dati di Agosto sono incoraggianti: le esportazioni di vino hanno mantenuto un buon passo (+8%), anche se le percentuali sono piu’ volatili nei mesi scarichi e va ricordato che nel 2014 il dato era stato negativo per circa il 5% (forse anche in relazione agli andamenti climatici particolarmente avversi in Europa). Comunque, in un contesto positivo restano le difficolta’ dell’Asti spumante (-42% in Agosto), mentre la corsa del Prosecco, anima degli spumanti DOP, continua (+31%). I vini sfusi continuano a perdere terreno e sono per la prima volta sotto il 7% delle esportazioni totali italiane. Un buon traguardo. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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I consumi di vino pro-capite nel mondo – aggiornamento 2012 OIV

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La pubblicazione generale di OIV relativa ai dati 2012 latita, tanto che è stata presentata una breve nota in cui vengono delineati i principali dati 2012. Come sapete OIV mantiene un approccio molto cauto, “chiudendo” i dati soltanto dopo due o tre anni. Oggi guardiamo ai consumi di vino pro capite con un duplice approccio: mettiamo sul blog i dati ufficiali 2012 e “allunghiamo” le stime delle nazioni dove abbiamo una evidenza dei consumi totali al 2014, semplicemente tracciando l’andamento dei consumi totali su quelli pro- capite, con una piccola correzione per tenere conto della crescita della popolazione. Che quadro ne deriva? 1) i consumi di vino pro capite sono statici nella maggior parte dei mercati mondiali. I mercati in crescita strutturale sono ormai delle eccezioni. La più evidente sono gli Stati Uniti (per nostra fortuna); 2) ci sono mercati che invece immaginavamo in crescita strutturale, ma invece forse non lo sono: Regno Unito, Cina, Russia per un motivo o per l’altro non sembrano crescere più; 3) il mondo sta convergendo. Dai grafici e dal tabellone credo ci sia una calamita intorno a un livello di 20-25 litri pro capite, il che lascerebbe intendere che la strada del declino per alcuni mercati, come anche il nostro, sia lunga; 4) se i miei calcoli non mi hanno tradito, anche se OIV non lo riporta, la Svizzera dal 2012 ha superato l’Italia in termini di consumi pro-capite… Ma andiamo a leggere i dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento luglio 2015

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Le dichiarazioni dei vertici dell’UIV circa la possibilità di raggiungere 5.5 miliardi di esportazioni a fine 2016 sembra supportato dai dati appena pubblicati da ISTAT, che indicano un dato sui primi 7 mesi dell’anno di 3 miliardi di euro (+6%). I restanti cinque mesi 2015 saranno caratterizzati da un decrescente impatto dei cambi (il dollaro cominciò la sua corsa proprio a fine estate dello scorso anno), il che non aiuterà, mentre vero è che la seconda parte dello scorso anno fu stabile (vedere grafico qui sopra). Insomma, se teniamo il ritmo di crescita dei primi 7 mesi arriviamo poco sotto i 5.4 miliardi di euro, e a quel punto per arrivare ai fatidici 5.5 miliardi servirebbe mantenere un ritmo di +4% nei 12 mesi del 2016. Vista la buona vendemmia 2015 l’obiettivo potrebbe essere proprio a portata di mano. Passiamo invece ad analizzare i dati relativi a luglio, in cui abbiamo registrato un incremento delle esportazioni del 4%, partendo da una base effettivamente non facile dello scorso anno.

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