Mercati e consumo


Vendite al dettaglio e canali distributivi spumanti in Italia – aggiornamento 2008

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mercato spumanti 2008 1

Fonte: Osservatorio Nazionale Economico Spumanti d’Italia
Il Forum Spumanti ha appena pubblicato la sua ricerca annuale sul settore con numerosi dati relativi al mercato e alla produzione di spumanti in Italia. Dedicheremo qualche post a questo argomento di qui a Natale, essendo oltretutto un periodo molto caldo per questo prodotto. Cominciamo oggi con gli acquisti di spumanti in Italia. Prima di passare ai numeri va detto che questi dati si riferiscono alle vendite al dettaglio e non al consumo fuori casa, che per gli spumanti e’ una componente particolarmente significativa. Il mercato ha registrato nel 2008 un leggero calo (1%) dopo essere cresciuto del 6% circa nel 2006. Stiamo parlando di un valore al dettaglio di circa EUR258m, di cui EUR30m sono Champagne, EUR38m metodo classico italiano, EUR96m spumanti dolci e i rimanenti EUR94m dagli altri spumanti metodo Charmat (tra cui ricorderei il Prosecco).


mercato spumanti 2008 2
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La sovrapproduzione di vino in Australia: situazione, strategia e scenari

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Nota: i grafici di questo post sono presi direttamente dallo studio e sono costruiti su dati di Australian Wine and Brandy Corporatoin (AWBC). Il testo del comunicato stampa e del materiale a supporto sono qui (1 e 2)


PROBLEMA AUSTRALIA VINO 1

Le associazioni che rappresentano il settore viticolo in Australia hanno appena emesso un documento tanto interessante quanto preccupante, che si occupa del grave problema della sovrapproduzione di vino in Australia. I nostri amici australiani hanno fatto un paio di calcoli e hanno stabilito che: (1) in Australia ci sono 100 milioni di casse di vino in eccesso che diventeranno 200 milioni in 3 anni; (2) non ci sono siccita’ o calamita’ naturali che tengono (o meglio, possono “aiutare” ma non per oltre il 10% della sovrapproduzione, quindi poco e niente); (3) anche ipotizzando degli obiettivi di vendita ambiziosi non si riuscirebbe a elimininare che il 25% del surplus; (4) una porzione molto significativa dell’industria viticola australiana oggi non sta economicamente in piedi (e i tentativi di vendere l’attivita’ da parte di Foster’s piuttosto che la ristrutturazione di Constellation Brands non fanno che dimostrarlo); (5) infine, che il problema va affrontato sia lato domanda (rinvigorire i consumi domestici, che come vedete dal grafico allegato sono in calo da ormai due anni, da 4.4m/hl a 4.26m/hl mentre invece i consumi di vini esteri stanno esplodendo e superano 0.6m/hl) che lato offerta (tagliare la produzione di uva di media qualita’). I problemi sono poi amplificati da una serie di storture del mercato, quali i contratti di fornitura con prezzi fissi a lungo termine, la domanda di vino sfuso per la produzione delle private labels, il fatto che le cantine sono gia’ state fatte (“sunk cost”) e non sono riciclabili per fare altre cose, quindi tanto vale produrre vino anche se non si guadagna e (cosa gia’ vista in Oregon) la presenza di produttori che “tanto non importa se non si guadagna” avendo altre attivita’ e profitti.


PROBLEMA AUSTRALIA VINO 2
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Vendite di vino al dettaglio in Italia – dati a Settembre 2009

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mercato vino italia 2009 q3 1

Fonte: ISMEA
ISMEA ha pubblicato il documento sulla congiuntura relativo al terzo trimestre, cui dedichiamo questo post relativo alle vendite di vino al dettaglio e il prossimo, relativo agli indicatori del settore vino. Il mercato del vino (inteso come vendite al dettaglio realizzate in Italia) e’ secondo ISMEA in forte rallentamento rispetto ai dati del primo semestre. Un rallentamento che si concretizza in un calo molto pesante dei prezzi (e diremmo noi, del mix di vendite), piuttosto che in un calo dei volumi (che anzi sono visti sempre negativi ma in leggero miglioramento rispetto ai 6 mesi). La fotografia ci consente quindi di entrare nelle categorie con piu’ precisione: (1) va male il prezzo mix di tutte le categorie; (2) peggiora in modo molto evidente il mercato dei vini DOC/DOCG che fino a giugno sembrava tenere meglio dei vini da tavola; (3) una nota fuori dal coro, i vini spumanti sono visti da ISMEA a un +4% rispetto ai 9 mesi del 2008 (in cui pero’ segnavano un altrettanto stupefacente -12%). ISMEA pero’ non si ferma ai dati dei 9 mesi, ma pubblica una stima per il mercato 2009: calo previsto 8.5%, in leggero peggioramento rispetto al 7.4% registrato nei primi 9 mesi, con tutte le categorie in peggioramento salvo gli spumanti, che sono visti accelerare dal +4% al +6%. Speriamo che abbiano ragione, almeno per questi ultimi.


mercato vino italia 2009 q3 2
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Il mercato del vino di Hong Kong – aggiornamento 2008

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hong kong 2008 wine export 1

Fonte: Calwine
Il mercato del vino di Hong Kong e’ passato nel giro di 5 anni da USD50m a oltre 350m di dollari e nei primi mesi del 2009 sta crescendo del 60% a valore e del 40% a volume e ci si aspetta possano superare i 400 milioni di dollari e 35 milioni di litri su tutto l’anno. Certamente gli abitanti di Hong Kong da soli non possono bersi tutto questo ben di dio. Che cosa e’ successo? E’ successo che Hong Kong ha tagliato a zero le accise sul vino (nel 2006 dall’80% al 40% e nel 2007 dal 40% a 0%) e in questo modo si e’ candidato a diventare una sorta di hub per l’esportazione del vino nella regione. Le sue capacita’ logistiche e organizzative lo rendono un porto ideale per poi spedire il vino in altri posti. Con le tasse a zero, questa opzione diventa percorribile. Non che questo taglio di tasse non abbia favorito i consumi interni: noi guardiamo oggi a dei numeri al netto di quello che e’ stato ri-esportato, cioe’ guardiamo al vino che rimane a Hong Kong. Per darvi un’idea dei 367 milioni di dollari di vino importati nel 2008, un valore di circa 89 milioni e’ stato rispedito, mentre circa 279milioni sono rimasti in loco. Si tratta quindi di un mercato in forte crescita. Come siamo messi noi italiani? Malissimo. Il nostro prodotto, che dovrebbe essere numero 2 dietro la Francia, e’ numero 5, ma come vedremo il problema emerge soprattutto quando si guardano i numeri…


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Il mercato del vino in Giappone – aggiornamento 2008

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Fonte: Calwine

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[Mi scuso per i grafici ma non sono alternativamente riproducibili] Affrontiamo oggi il mercato del vino giapponese, utilizzando i dati di Calwine. Oggi parliamo del mercato in genere mentre in un prossimo post ci focalizziamo sui vini importati per vedere le posizioni dei diversi paesi. Conclusioni: (1) il vino e’ una bevanda secondaria in Giappone, viene dopo la birra; (2) il consumo in volume non e’ in crescita significativa, mentre cresce il valore; (3) il 70% del vino di qualita’ si beve a Tokio dove stanno solo il 30% dei giapponesi; (4) bevono piu’ vino le donne degli uomini; (5) il vino italiano e’ quello che ha la % di utilizzo piu’ elevata nei “food service”; (6) il vino locale giapponese copre circa il 40% del consumo totale, di circa 2.5-2.6m/hl annui.


japan market 1
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