Fonte: INEA
Cominciamo oggi a esplorare i dati di INEA, l’Istituto Nazionale per l’Economia Agricola. INEA produce ogni anno una specie di riassunto dei principali numeri dell’agricoltura italiana, con un taglio decisamente macroeconomico. Quello che ho fatto e’ stato di prendere gli ultimi rapporti e mettere in fila i numeri degli ultimi anni per ricavarne un quadro “macroeconomico” del settore vino in Italia. Diciamo subito che il vino entra in questo studio in modo un po’ scomodo, siccome alcuni dati (ma solo alcuni) si riferiscono a una categoria sola: quella dei produttori integrati, escludendo quindi sia tutto il mondo delle cooperative e dell’industria vinicola(e degli agricoltori che apportano le loro uve). Questo perche’, per quello che capisco, questa fetta del mondo del vino va a finire nel segmento industriale. Queste sono le principali conclusioni: (1) il prodotto “uva” sta gradualmente perdendo peso nell’ambito dell’agricoltura italiana e ha perso valore rispetto al 2002-2004; (2) il ritorno per ettolitro di vino dei produttori integrati e’ calato negli ultimi 2-3 anni del 10-15% rispetto agli anni precedenti; (3) il mercato del vino, invece, sembra essere cresciuto in modo significativo: o i costi sono esplosi o qualcuno in mezzo alla catena ha ampliato i profitti…
Mercati e consumo
Prezzi, costi e margini della filiera del vino – Italia, aggiornamento terzo trimestre 2008
nessun commentoFonte: ISMEA
Riprendiamo oggi il discorso dei costi e dei margini delle aziende vinicole italiane, come riportati da ISMEA nella sua nota congiunturale. Aggiungiamo in questa tornata anche una statistica sulla fiducia degli operatori vinicoli, un indicatore positivo e crescente nel corso degli ultimi due trimestri, essenzialmente a causa del graduale ridimensionamento del costo del vino. Le principali conclusioni sono le seguenti: (1) nel terzo trimestre i margini si sono ripresi, grazie alla tenuta dei prezzi di vendita, cui ha corrisposto una riduzione dei costi delle materie prime; (2) i prezzi all’origine del vino hanno continuato a ritracciare, soprattutto per i vini da tavola; (3) gli altri costi hanno continuato la loro corsa (e probabilmente cominceranno a scendere dal quarto trimestre con il crollo del prezzo del petrolio); (4) le previsioni di ISMEA per il fine d’anno mostrano un ulteriore deterioramento dei volumi ma un ulteriore allargamento della forbice tra prezzi di vendita (cui probabilmente contribuisce un miglioramento del mix) e costi all’origine del vino. Un paio di chiarimenti: alcune serie (quella dei prezzi di vendita per esempio) non sono coerenti con le precedenti rilevazioni di ISMEA e quindi e sono state completamente ribasate. Tutti i numeri che vedete sono indici, con un valore di base di 100 nel 2000.
Vendite di vino italiano al dettaglio – 9 mesi 2008 e stima anno 2008
4 commentiFonte: ISMEA Nielsen
ISMEA ha pubblicato i dati delle vendite al dettaglio del terzo trimestre 2008 in Italia. Sono dati che definirei particolarmente ma anche stranamente positivi: se da un lato i volumi continuano a calare del 2% annuo, dall’altra gli aumenti di prezzo sembrano aver funzionato e le vendite sono in crescita. L’unica nota stonata sono gli spumanti, che non recuperano il cattivo primo semestre. Ma ISMEA si spinge oltre, stimando l’andamento 2008: si parla di una crescita del 4.5% delle vendite di vino (valore) e di un calo del 6% delle vendite di spumante. Se fosse confermato, staremmo vivendo un quarto trimestre in decelerazione ma non drammatico come si poteva immaginare, e soprattutto il 2008 si confermerebbe (spumanti a parte) un anno in accelerazione rispetto al 2007. A tale proposito sarebbe bello avere una sensazione da chi sul mercato ci sta. Io non ci sto, ma trovo questi numeri un po’ strani, anche confrontandoli con quelli del primo semestre: stiamo parlando di un terzo trimestre in cui le vendite sarebbero cresciute quasi (se non) a doppia cifra…
Bordeaux – superfici, produzione e mercato, aggiornamento 2007
1 commentoDopo aver aggiornato le statistiche sulla Borgogna, guardiamo un po’ i numeri di Bordeaux. Diciamo subito che i dati a disposizione sono molto meno dettagliati, nonostante la richiesta fatta al sito www.bordeaux.com (e la loro solerte risposta). A differenza della Borgogna, possiamo dire che la produzione di vino di Bordeaux, per quanto predominante come volumi e valori di vendita e in leggero declino da ormai qualche anno. Il quadro si completa con un calo delle esportazioni, che e’ stato soltanto interrotto nel corso del 2007, e una distribuzione al dettaglio in Francia con una componente molto forte di supermercati e hard discounts.
Sulla relazione tra domanda di vino, prezzi e andamento economico – studio USA 2008
6 commentiFonte: AAWE working paper
Il tema della domanda di vino e dell’impatto che puo’ avere un periodo di recessione, come sembra essere quello che ci apprestiamo a vivere, e’ stato affrontato da uno studio americano, pubblicato da AAWE. I dati analizzati si riferiscono alle vendite di vino nella grande distribuzione americana tra il 2002 e il 2005 e cercano di costruire una funzione della domanda di vino legandola a due variabili: il prezzo della bottiglia (un classico della teoria economica) e al livello di reddito disponibile pro-capite. I curatori dello studio, Steven Cuellar and Ryan Huffman, ci propongono quindi una serie di considerazioni relativamente a come reagisce la domanda di vini bianchi e rossi, di diverse categorie di prezzo e vitigno alle variazioni del prezzo e del reddito. Le conclusioni? Posto che il modello non sempre fornisce indicazioni statisticamente rilevanti. tra le conclusioni piu’ significative dello studio, vi segnalerei le seguenti: (1) l’elasticita’ della domanda di vino rispetto al prezzo e rispetto al reddito e’ superiore a 1, cioe’ significa che la domanda di vino e’ piuttosto elastica (cioe’ 1% meno reddito, oltre 1% meno domanda di vino); (2) i vini bianchi sono meno esposti dei rossi all’elasticita’ al prezzo, ma molto piu’ esposti al fattore reddito (cioe’ se l’economia va male gli americani smettono di bere vino bianco); (3) quando si spaccano i dati in base al prezzo delle bottiglie, l’elasticita’ al reddito e’ inferiore a 1 soltanto per i vini rossi che costavano meno di $10. Secondo lo studio, quindi, la teoria della premiumisation non funzionerebbe…; (4) guardando ai vitigni, i vitigni meno sensibili alla variazione del reddito sembrano Cabernet Sauvignon, Merlot e Zinfandel. Per gli altri, “si salvi chi puo’”…

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