Mercati e consumo


Prosecco di Conegliano Valdobbiadene – produzione e vendite 2007

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Il Prosecco di Conegliano Valdobbiadene e’ una delle denominazioni con la piu’ forte crescita in Italia. Il valore di mercato al consumo e’ stimato pari a EUR370m nel 2007 su una produzione (e vendita) di circa 57m di bottiglie, di cui 47m sono della categoria spumante. Come delinea l’approfondita analisi di mercato del centro studi del distretto, il Prosecco e’ coltivato su 4830 ettari, di cui 107 nell’area Cartizze da 2800 viticoltori. Quali sono le principali conclusioni che traiamo da questo studio: la tumultuosa crescita dei volumi e’ stata ottenuta attraverso prodotti di prezzo piu’ basso in Italia, mentre nei mercati esteri c’e’ un forte riposizionamento del prodotto tra i diversi mercati. In Italia, il Prosecco e’ cresciuto sfruttando il canale della distribuzione indiretta, mentre lo sbocco originariamente dominante dell’Horeca procede con una crescita costante ma meno evidente.


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I canali di vendita del vino in Francia – aggiornamento 2007

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Viniflhor ha come sempre delle statistiche interessanti da proporre. Quella di oggi e’ relativa all’andamento dei canali di vendita del vino in Francia dal 2004 al 2007, con i dati relativi ai volumi, al prezzo medio di vendita e alla spesa annuale per cliente nel vino. Ne esce un quadro piuttosto incoraggiante per le enoteche, che in Francia sembrano riuscire sempre meglio a catturare il consumatore alla ricerca della qualita’, anche a discapito dei volumi di vendita: dal 2004 al 2007 i negozi specializzati hanno cosi’ superato come spesa media la grande distribuzione, passando da 79 euro annui per consumatore a 103, contro un livello della GDO che oscilla tra 80 e 90 euro. La seconda considerazione e’ meno positiva per le enoteche: a guardare le quote di mercato della vendita di vino al dettaglio, se le statistiche per canale sono incoraggianti la quota di mercato totale e’ poco piu’ che stabile, segno che o le enoteche sono luoghi sempre piu’ elitari (e quindi stanno perdendo clienti) oppure le nuove aperture di enoteche sono sensibilmente inferiori a quelle della grande distribuzione.


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Produzione mondiale di vino 2008 – stima OIV

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Fonte: OIV
OIV ha pubblicato il suo aggiornamento di ottobre, che come ogni anno fornisce una prima indicazione della produzione mondiale di vino nel 2008 (+0.3% sulla previsione mediana) e dell’evoluzione dei consumi globali (+0.6% nel 2008). Ebbene, per il secondo anno consecutivo, sembra che il mercato del vino sia in leggero deficit (di circa 6-7m/hl), una volta che nei consumi sono inclusi i 25-30m/hl che vengono impiegati per usi industriali e per la distillazione. L’aggiornamento va pero’ in profondita’ essenzialmente nel settore della produzione, dove possiamo notare il calo della produzione europea (-1%), compensato da un incremento del 4% nella produzione del nuovo mondo (USA-Australia, Africa e Cile). Il paese con la vendemmia peggiore dal punto di vista quantitativo nel 2008 sembra essere stato la Francia, con un calo del 6% rispetto al 2008 ma ben del 14% rispetto alla media del quinquennio 2004-2008. Dall’altro lato, appare evidente il recupero dell’Australia (+22% a 11.8m/hl), anche se largamente sotto il suo livello standard del 2004-2006 (oltre 14m/hl).


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Cosa determina la reputazione nel mondo del vino? – working paper AAWE

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Stefano Castriota e Marco Delmastro hanno appena pubblicato un working paper su AAWE che studia le determinanti della reputazione di una azienda nel mondo del vino. Quali sono le caratteristiche dei produttori riconosciuti a livello nazionale e internazionale? Cosa determina la reputazione? Il campione sono le 581 aziende del nord ovest italiano, per la maggior parte piemontesi recensite dalle maggiori guide. Come gia’ visto in altre occasioni, questi esercizi portano a modelli statistici piuttosto deboli, le cui indicazioni sono correlazioni e regressioni con livelli di significativita’ statistica al limite (per quanto cio’ sia quanto di meglio ottenibile in termini di ampiezza di dati e sfruttamento di modelli econometrici). Dal nostro punto di vista essenzialmente vinicolo, le cose interessanti sono le seguenti: (1) di queste 581 aziende, purtroppo solo il 13% sono conosciute fuori dall’Italia e soltanto 10 (il 2%) possono considerarsi “top” a livello globale; (2) la reputazione nazionale e’ principalmente collegata alla classificazione dei vini, in particolare alla DOCG, alla presenza di un proprietario enologo e alla dimensione e all’eta’ dell’azienda; (3) la reputazione internazionale sembra piu’ correlata alla DOCG, alla dimensione aziendale, all’avere una gamma di prodotti completa e all’appartenenza a un gruppo privato; (4) le determinanti per passare dalla reputazione nazionali a quella internazionale sembrano essere la DOCG, la presenza di un proprietario enologo e la dimensione. Tutto sommato ne esce un quadro dove l’importanza della classificazione DOCG sembra piu’ importante di quello che potremmo immaginare (e su questo l’Italia non e’ manchevole), mentre la questione della dimensione si ripropone come una delle determinanti sicuramente positive per affermare un’azienda sui mercati internazionali.


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Le vendite di vino bag-in-box in Francia – studio Viniflhor 2007

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Fonte: Viniflhor
Viniflhor ha condotto uno studio piuttosto interessante sul vino bag-in-box, dove mette in luce le caratteristiche di questo imballaggio e la progressione piuttosto impressionante delle vendite e della penetrazione di questo tipo di imballaggio, che sta prendendo piede in Francia. Il quadro e’ chiaro: il formato e’ ormai disponibile nella maggior parte della grande distribuzione, ha dei picchi di vendite nel periodo estivo, viene acquistato dal 12% delle famiglie francesi (9% nel conglomerato di Parigi e 14% nelle aree rurali) e tutti i sondaggi indicano volumi di acquisto, frequenza e fidelizzazione in miglioramento. Restano da dire due cose: primo, che il bag-in-box rappresenta comunque solo il 4% dei consumi di vino in Francia e secondo, dai sondaggi appare chiaro un problema: questo formato non consente di controllare la quantita’ di vino che si beve…


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