Fonte: Gallup
Pubblichiamo oggi un post su un sondaggio piuttosto curioso che Gallup ha messo a punto (circa 1000 interviste telefoniche, di cui circa 650 dichiarano di bere alcolici) e che ormai traccia da diversi anni sulle abitudini dei bevitori americani. Le conclusioni sono due: (1) il vino e’ la bevanda prediletta degli ultra 50enni; (2) il vino e’ la bevanda prediletta delle donne. Dobbiamo derivare un quadro negativo per il mercato del vino americano? Io penso di no. Ci sono due cose in USA che trainano forte questo settore: le tendenze demografiche (cioe’ la popolazione cresce) e l’”upselling” cioe’ la tendenza di miglioramento del mix di prodotti.
Mercati e consumo
I consumi di vino in Francia – dati giugno 2008
4 commentiFonte: Viniflhor e ISMEA
I consumi di vino in Francia sono in calo, secondo i dati appena rilasciati da Vinifhlor. I consumi di vino nei primi 6 mesi dell’anno sono in calo del 4.6%, invertendo la tendenza rispetto al primo trimestre (+1%). Il calo riguarda principalmente i vini da tavola, ma anche i vini di qualita’ sono in discesa del 3% circa. Come vedremo nel post, si tratta di un trend peggiore di quello registrato in Italia, dove secondo ISMEA le vendite di vino sono in calo soltanto dell’1% in volume nei primi 6 mesi del 2008.
L'effetto "Sideways" sulle vendite di Pinot Nero e Merlot – studio USA 2008
3 commentiFonte: American Association of Wine economists
Ebbene si, l’hanno fatto. Gli americani si sono messi al lavoro su circa 84,000 acquisti di bottiglie di vino da 750cl tra il 1999 e il 2008 per capire l’impatto del film Sideways (ricordate? Viva il Pinot Nero, abbasso il Merlot) sui volumi, sui prezzi e in generale sulla propensione all’acquisto di vino in USA. La riga del confine e’ l’inizio del 2005, quando Sideways e’ approdato nelle sale americane. Lo studio originale e’ redatto da Steven Cuellar e Dan Karnowsky ed e’ disponibile sul sito di AAWE. Vista la chiarezza dei grafici, vi propongo quelli originali, da cui si coglie benissimo quello che sembra essere capitato. E dunque? Tre conclusioni: (1) il film sembra aver avuto un leggero impatto negativo sulle vendite di Merlot; (2) il film ha avuto un impatto visibile sulle vendite di Pinot Nero, superiore a quello negativo sul Merlot; (3) l’impatto sui prezzi e’ simile a quello sui volumi, considerato che i prezzi del Merlot erano gia’ calanti; (4) l’impatto negativo sul Merlot si e’ verificato solo nelle fasce basse di prezzo, mentre quello sul Pinot Noir e’ visibile in tutte le fasce, con un picco nella fascia del mercato. Ma sara’ stato il film a spingere il Pinot Nero o la febbre da Pinot Nero a partorire il film?
Gli indicatori di prezzo e costo della produzione di vino in Italia – aggiornamento giugno 2008
2 commentiFonte: ISMEA
Da un paio di trimestri ISMEA ha cominciato a pubblicare un documento piuttosto complete sulla congiuntura nel mondo del vino. In quel documento oltre a venir riassunti i principali dati del mondo agricolo, viene anche analizzato l’andamento dei costi e dei margini della filiera del vino in Italia. Ed e’ proprio di questo argomento di cui discutiamo oggi. Non con dei dati assoluti, ma con degli indicatori “indice” dove tutte le misure sono state parametrate al 2000, con un valore 100. Se dunque leggete 120, non significa nulla in se, ma significa rispetto al 100 del 2000 e al 110 del trimestre precedente, ad esempio. Partiamo con la conclusione, al solito: i margini della filiera del vino in Italia sono scesi in modo significativo nel corso del 2007 e hanno toccato un livello di minimo nel primo trimestre 2008. Come mai? A leggere questi numeri la causa e’ la totale mancanza di “pricing power”, cioe’ l’impossibilita’ di far passare sul mercato aumenti dei prezzi per recuperare il forte incremento del costo delle materie prime. Recupero nel secondo trimestre? Ma certo, il prezzo delle uve ha cominciato a calare. Ecco allora il primo grafico: il margine delle aziende vinicole che era migliorato del 40% dal 2000 al 2006, e’ ricrollato al livello del 2000 nel giro di 12 mesi.
Il mercato del vino in Canada – aggiornamento marzo 2007
nessun commentoFonte: Stats Canada
Il mercato del vino in Canada resta uno dei piu’ interessanti del mondo per una serie di ragioni. Come vediamo oggi con i dati complete delle vendite a marzo 2007, e’ un mercato dove (1) esiste un forte sviluppo della produzione locale, che gradualmente guadagna terreno; (2) il prodotto vino continua nel suo complesso a essere la bevanda alcolica che si comporta meglio; (3) la qualita’ del prodotto consumato resta su standard sconosciuti a quasi tutto il resto del mondo (9EUR al litro per il vino locale, 15EUR per quello importato). Pero’… esiste un pero’. Nel 2007, il mercato del vino ha fatto +9.6% a 5bn di dollari canadesi, con un +24% dei prodotti locali e soltanto un +4% dei prodotti importati, che hanno sofferto di un blocco sostanziale dei volumi. In questo senso, il mercato e’ diventato piu’ difficile per i nostri produttori, pur restando uno dei piu’ interessanti.






