Mercati e consumo


Porto – dati di vendita 2003-2008

nessun commento

Oggi vi propongo le statistiche di vendita del vino Porto, che sono riportate in modo dettagliato sul bel sito dell’Istituto portoghese, il cui link trovate anche a qui a lato. I numeri che vediamo oggi mettono in luce la difficolta’ di questo prodotto che nel 2008 sembra mostrare un netto calo (circa -8% fino a Novembre) dopo anni di sostanziale stabilita’: per fortuna che il principale mercato, la Francia, fa soltanto -3% e compensa il vero e proprio crollo che il prodotto sta avendo nel Regno Unito (-23%). Come nel caso dello Champagne, il problema del Porto sembra per ora essere un problema di volumi, dato che il prezzo mix e’ per ora stato soltanto marginalmente negativo, anche se incomincia a vedersi un chiaro segnale di trading down: i Porto premium scendono di circa il 15%, contro un -4% dei Porto standard. Termineremo con una curiosita’: dove il Porto ha un posizionamento di prezzo maggiore? In Canada e nei paesi nordici. Ancora una volta una prova che questi mercati hanno un livello di consumo molto elevato.


porto-2008-1.jpg
Continua a leggere »

Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2007

nessun commento

Nel 2007 il mercato delle bevande alcoliche in Germania e’ rimasto pressoche stabile in termini di valore degli acquisti al dettaglio (circa EUR10.6bn), anche se le categorie all’interno del comparto hanno continuato a muoversi, in favore del mondo del vino. Come vedremo nel post, il vino rappresenta ormai il 32% degli acquisti totali (EUR3.4bn) e nel corso degli ultimi due anni ha aumentato il divario sulla birra. D’altronde, i consumi di vino continuano a salire leggermente (20.6 litri pro capite nel 2007, oltre a circa 4 litri di spumanti), quando invece la birra e i super alcolici continuano a perdere terreno, in uno scenario dove i consumi di alcolici sono comunque (in volume) in diminuzione. Sta pero’ cambiando gradualmente anche il mercato del vino. I tedeschi stanno cominciando ad apprezzare i vini rossi locali, che diventano sempre piu’ importanti negli acquisti: in questo modo cominciano a insidiare i vini rossi importati, che sono poi la maggior parte di quello che la Germania importa.


germania-mercato-2007-1.jpg
Continua a leggere »

Prezzi, costi e margini del vino – ISMEA aggiornamento 2008

2 commenti

Il rapporto congiunturale dell’ultimo trimestre 2008 di ISMEA mette chiaramente in luce il deterioramento dei consumi di vino e il crollo della fiducia degli operatori. Le stime che erano state fatte a Novembre si sono rivelate ottimistiche sotto diversi aspetti: i consumi sono calati nell’ultima parte dell’anno e mentre i margini sembrano migliorare il prossimo anno probabilmente si aprira’ il problema di sostenere i volumi. Ma ancora una volta bisogna sottolineare come il rapporto ISMEA continui a fornire numeri non coerenti con le precedenti pubblicazioni: nel terzo trimestre l’indicatore 2007 dei consumi veniva dato a 81 e quello stimato nel 2008 a 79.4; nel quarto trimestre lo stesso indicatore “consumi domestici” era sempre riferito al 2007 a 76.9 e quello 2008 a 75.4. Mi piacerebbe che qualcuno di ISMEA intervenisse per spiegare quali siano i numeri giusti…


ismea-q408-1.jpg
Continua a leggere »

L’equilibrio del mercato del vino in Italia – aggiornamento 2008

nessun commento

Fonte: Unione Europea
Ci occupiamo oggi di analizzare da vicino l’andamento del bilancio del vino italiano in termini di volumi. Lo facciamo sui dati dell’Unione Europea, che vanno da luglio a giugno. Usiamo quest’anno solo quelli, per offrire un quadro il piu’ possibile coerente, per quanto i numeri annuali che stiamo guardando potrebbero suggerire considerazioni un po’ diverse. Cosa ci dicono questi numeri? (1) che l’equilibrio del mercato del vino italiano alla luce delle regole della distillazione si raggiunge a 43 milioni di ettolitri di produzione circa; (2) che con la vendemmia 2008 a 47-48 milioni di ettolitri e con le attuali esportazioni, si creera’ un surplus di 5.5 milioni di ettolitri prima degli interventi di distillazione; (3) guardando ai numeri storici, le scorte di vino si stanno leggermente riducendo in valore assoluto dal picco del 2004-05, anche se in rapporto al consumo restano praticamente invariate; (4) che la produzione resta largamente sopra i consumi interni e stabilmente sopra alla somma di consumi e export, anche in una annata considerata disastrosa come il 2007-08. Che dire allora? A guardare questi numeri mi pare che la situazione e’ sotto controllo, ma che il mondo del vino italiano continua ad avere bisogno del supporto della distillazione, e quest’anno questo sara’ ancora piu’ vero. I problemi restano sul campo, in attesa che l’estirpazione dei vigneti possa aiutare a ridurre il potenziale produttivo.


scorte-vino-italia-2008-1.jpg
Continua a leggere »

I consumi di vino di qualita' in Europa – dati EU 2000-2008

5 commenti

Mettendo mano ai dati dell’unione europea sul bilancio del vino, ho isolato la serie storica dei consumi di vino di qualita’ e di vino da tavola e ho provato a confrontarli per capire se il mercato va veramente verso i vini di qualita’. Nota metodologica: ho preso solo il consumo di VQPRD e di vini da tavola e li ho sommati, senza considerare la fatidica voce “altro”. Cosa se ne ricava? La prima considerazione e’ che non sempre questi dati sono coerenti tra di loro, cioe’ mostrano una volatilita’ nei dati annuali che probabilmente non e’ vera. E’ quindi meglio guardare ai dati medi (cosa che faremo nei confronti per nazione) o alle tendenze di medio termine (nel guardare come si muovono i consumi). Bando alle ciance, che cosa dicono questi grafici: (1) che la tendenza verso il consumo dei vini di qualita’ ha avuto un picco nel 2005-06 per poi diminuire leggermente, anche quando si analizzano i dati senza le nuove nazioni; (2) che gli italiani sono quelli che bevono piu’ vini da tavola in Europa, mentre nel consumo totale di VQPRD siamo terzi dopo francesi e tedeschi; (3) che la penetrazione media storica del vino di qualita’ in Italia e’ ben al di sotto della media europea (29% contro 48-49%). Dietro di noi ci sono solamente i rumeni, la Repubblica Ceca e la Grecia (tra le nazioni con un certo consumo).


pesovqprd-2007-1.jpg
Continua a leggere »