Mercati e consumo


Vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia – dati IRI, aggiornamento terzo trimestre 2020

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Fonte: i dati utilizzati in queste elaborazioni sono forniti a titolo gratuito al blog da IRI.

Dopo il boom del lock-down (secondo trimestre +9%), le vendite al dettaglio di vino si sono quasi normalizzate nel terzo trimestre (+4%). Dico quasi normalizzate perchè in realtà questo +3.7% è un mix di tra i vini fermi, quasi stabili a +0.9% per via di un ritracciamento dei vini rossi e di bassa qualità, e un andamento molto sostenuto dei vini spumanti, cresciuti del 16%, dunque nel trimestre immediatamente precedente a quello critico, l’ultimo. Sono dati comunque non facili da interpretare, intrisi di effetti mai visti prima, come lo spostamento tra i canali di vendita (Ho.Re.Ca. rispetto alla distribuzione), effetti psicologici di “rivalsa” che hanno determinato un andamento molto migliore delle attese per tutte le categorie di bevande alcoliche: non solo vini, ma birre e aperitivi. Non solo in Italia, ma in tutta Europa, che è più che altri mercati esposta al canale dei bar e dei ristoranti. A che tipo di ultimo trimestre ci avviamo? Probabilmente per le vendite nella grande distribuzione sarà un altro periodo positivo, con i bar e i ristoranti che non lavorano di sera. Ci sarà forse l’incognita dei vini spumanti che in periodo di lock-down hanno avuto un andamento meno positivo di quello dei vini fermi. Tutto considerato, è possibile che la crescita del 7% di questi primi 9 mesi possa confermarsi anche per fine anno. Passiamo all’analisi dei dati.

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Nuova Zelanda – produzione e consumo di vino – aggiornamento 2020

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I super organizzati neozelandesi continuano a espandere il loro potenziale produttivo piantando in proporzioni 60/40 Sauvignon Blanc e qualche altro vitigno (Pinot Nero, Grigio e Chardonnay, a occhio). Il problema è che il lor è un piccolo mercato, e soprattutto non cresce più. Il grafico qui sopra è molto eloquente. Nel 2019/20 2.9 milioni di ettolitri dei 3.0-3.3 prodotti (2019 e 2020 rispettivamente) sono usciti dai confini. I neozelandesi non mostrano particolare attenzione al vino in genere, mantenendo un consumo pro-capite di 18.3 litri, in calo rispetto agli oltre 20 litri che abbiamo censito negli scorsi anni. E intanto le aziende, anche grazie alla graduale svalutazione del cambio, aumentano le loro dimensioni e i loro incasso. Con 56 ettari vitati per azienda vinicola, la Nuova Zelanda è veramente “Nuova” sotto questo punto di vista. Passiamo a commentare qualche dato.

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L’andamento degli indici Liv-ex – aggiornamento 2019/20

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I prezzi dei grandi vini del mondo sono andati via via indebolendosi nel corso del 2019. La tendenza è stata poi accentuata durante i primi mesi del 2020, anche in relazione alla grande crisi che stiamo vivendo. Questo ci dicono i dati raccolti sul blog Liv-Ex: a fronte di un incremento dei prezzi in Euro del 5% circa negli ultimi 5-6 anni per l’indice generale dei 1000 vini più trattati (Liv-Ex 1000), nel 2019 l’andamento è stato soltanto marginalmente positivo (+1.5%) e da gennaio a luglio siamo giù del 7%. In questo contesto, il vino italiano si è comportato meglio di tutti gli altri come potete ben vedere nel grafico qui sopra e approfondire nel resto del post, anche se bisogna sottolineare che si tratta di un recupero del terreno perso rispetto agli altri grandi vini (Borgogna e Champagne in particolare), durante il periodo tra il 2016 e il 2018. Passiamo a qualche dato.

 

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USA – vendite al dettaglio di vino – aggiornamento 2019

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Nel 2019 il mercato americano del vino ha compiuto un passo importante verso il processo di “premiumizzazione”, ossia la tendenza a consumare prodotti di maggiore qualità. D’altronde l’economia è andata bene, la borsa è andata bene (e questo va detto, anche grazie a Trump, che sta prediligendo l’uovo oggi rispetto alla gallina domani): i consumatori sono quindi spinti a consumare prodotti migliori. I dati del Wine Institute americano (a sua volta elaborati da diverse fonti), indicano un balzo del 10% del valore al dettaglio delle vendite di vino, il che porta il saldo sui 5 anni quasi a +6% annuo. Il contrario sta succedendo ai volumi, che invece sono rimasti stabili e chiaramente in rallentamento se guardiamo a quello che è capitato negli ultimi anni, con la notevole eccezione dei vini spumanti e dello Champagne, che invece è in costante crescita. La stessa cosa vale per l’analisi del vino californiano: volumi in calo leggero, valore in crescita, meno del mercato totale, ma comunque intorno a +6% nel 2019. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Vendite al dettaglio di vino nella GDO in Italia – dati IRI, aggiornamento primo semestre 2020

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La corsa ai supermercati della crisi COVID ha inciso anche sulle vendite di vino. Forse non si erano mai visti dati tanto positivi come quelli che commentiamo oggi, con il prezioso contributo di IRI. Il secondo trimestre si chiude con un +10% tondo tondo per il vino fermo e +5.5% per gli spumanti. Messi insieme fanno +9%. Come apprezzerete dai grafici sono ormai un paio di anni che l’accoppiata storica di “meno volumi e più prezzo-mix” non funziona più come prima. Soprattutto in questo primo semestre, complice il periodo che abbiamo vissuto, c’è stata una impennata dei volumi di quasi il 9% per il vino fermo e di circa l’8% per gli spumanti. È molto difficile dire quanto di questo incremento sia “sano” e non una sostituzione di consumi altrimenti fatti fuori casa. È anche difficile dire quanto di questo incremento sia legato a questo particolare momento (io per esempio ho aumentato il consumo di alcolici durante il lock-down). Resta il fatto che i dati sono positivi e che sosterranno le vendite degli operatori più esposti a questo canale distributivo, quindi con prodotti di qualità ma di una fascia di prezzo moderata. Passiamo a commentare i dati.

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