importazioni di vino


Brasile – importazioni di vino 2016

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Il vino e il Brasile continuano a non andare d’accordo. Anzi, sarebbe da dire diversamente: il vino europeo e il Brasile non vanno d’accordo. Non che sia un mercato critico, si tratta di meno di 1 milione di ettolitri di importazione per un valore di poco più di 250 milioni di euro, ma comunque si tratta di un paese gigantesco e con una dinamica demografica da non sottovalutare. Dunque, i dati di UN Comtrade del 2016 dicono che il mercato, valutato in euro e dollari si è contratto del 3% nel 2016, mentre è cresciuto dell’1% in valuta locale (Real Brasiliano) e, soprattutto, del 12% in volume a 918mila ettolitri. Sui 5 anni i dati sono certamente più positivi, ma anche a causa della svalutazione del Real le crescite nella nostra valuta sono sotto il 5%. Chi vince? Sostanzialmente il Cile, che ha visto vissuto una crescita eccezionale negli ultimi 5 anni e che oggi rappresenta il 44% del vino importato dal Brasile (in volume anche di più, il 47%). Chi altro? Sostanzialmente nessun altro nel 2016, mentre se guardiamo con un po’ più di lungimiranza, diciamo 2011-2016, la Spagna e il Portogallo sono riusciti a mantenere o migliorare la loro posizione. Il 2017 si prevede molto grigio, con la crisi economica (e gli scandali) che attanagliano il paese. L’Italia, con 23 milioni di euro di vino importato in Brasile, ha poco da perdere. Passiamo ad analizzare qualche numero insieme.

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Importazioni di vino in Italia – aggiornamento primo semestre 2017

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Cominciamo la settimana parlando di importazioni di vino in Italia. Nel primo semestre hanno fatto registrare un leggero incremento (+4%) essenzialmente derivante dai vini spumanti (francesi) e dai vini sfusi (+5%). Stiamo parlando di cifre molto limitate, 130 milioni di euro nel semestre e 311 negli ultimi 12 mesi, sostanzialmente allineate a quanto accaduto negli ultimi 5-6 anni. Dal punto di vista dei mercati da cui importiamo, dopo la Francia che resta il mercato più importante per lo Champagne, abbiamo spostato le nostre fonti di approvvigionamento di vini sfusi dagli Stati Uniti verso la Spagna, anche in corrispondenza del rafforzamento (fino a qualche mese fa…) del dollaro americano. Probabilmente, nel secondo semestre succederà il contrario in termini geografici e, altrettanto probabilmente, potremmo assistere a una ripresa delle importazioni per via della nostra vendemmia particolarmente scarsa… passiamo a una breve analisi dei dati.

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Importazioni mondiali di vini spumanti – aggiornamento 2016

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Nota: I dati qui raccolti rappresentano oltre 100 paesi e sono un quadro ormai quasi definitivo, fatto “bottom-up” quindi prendendo la somma delle importazioni dei singoli paesi. Fonte: UN Comtrade

La stabilità dell’euro/dollaro ha ridato coerenza ai dati del trade mondiale di spumanti nel 2016 nelle diverse valute L’incremento delle importazioni di spumante nel 2016 è stato del 3% a 5.75 miliardi di dollari o 5.2 miliardi di euro (come per l’anno scorso il dato calcolato dalle dichiarazioni di export è leggermente superiore, circa 5.98 miliardi di dollari). Gli importatori in crescita a doppia cifra sono gli USA, che superano il miliardo di euro di import, il Giappone che è il terzo mercato mondiale per la categoria e, partendo da valori molto più limitati, la Russia, dove però il dato 2016 rappresenta il primo numero positivo dopo due anni di forte calo. Dall’altra parte, e non è una sorpresa, troviamo il Regno Unito, -5%, ma anche Singapore (-8%) o il Belgio (-4%). Passiamo all’analisi dei dati.

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Russia – importazioni di vino 2016

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I dati russi sono per il terzo anno consecutivo fortemente influenzati dal fattore cambio, con una svalutazione del rublo del 21% rispetto al 2015. Quest’anno però la domanda del mercato in valuta locale (+28%) ha superato la svalutazione e dunque si può ben dire che la Russia è tornata a crescere per la maggior parte degli esportatori. Ovviamente, come mostra il grafico, si tratta di un piccolo rimbalzo (+6%) dopo un tonfo colossale. Fanno più festa gli spagnoli, i georgiani e i sudafricani, ma le cose non sono andate male né per l’Italia e nemmeno per la Francia, in crescita del 4% e del 7% rispettivamente. La leadership italiana resta molto salda, con una quota del 28% del mercato, dieci punti in più della Francia e della Spagna appaiate al 18%. Il 2017 sarà un anno molto più interessante: l’andamento del Rublo è decisamente migliore e se la media dei primi cinque mesi del 2017 si conferma per l’anno, ci sarà un impatto positivo del 16% in Euro (rispetto alla tripletta -21%, -59% e -21% tra il 2014 e il 2016. Passiamo ad analizzare qualche dato. Continua a leggere »

Cina – importazioni di vino 2016

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Anche nel 2016 la Cina si conferma uno dei mercati più interessanti del mondo per le importazioni di vino. E’ ormai chiaramente la quarta destinazione mondiale per valore, con 2.1 miliardi di euro e 6.3 milioni di ettolitri di vino importato. Interessante perché il mercato cinese è uno dei pochi dove si intravedono strabilianti opportunità di incrementare i consumi di vino e dunque le importazioni. Il 2016, scendendo nei dettagli, è stato caratterizzato dalla svalutazione dello Yuan (CNY) del 6% in media, che ha ridotto un pochino la crescita in euro (+16%) rispetto a quella in valuta locale (+24%). E’ stato anche un anno buono per l’Italia (come per l’Australia e per la Spagna), +33%, che non si schioda però dalla posizione di secondo piano nel mercato. 120 milioni di vino esportato per un mercato di importazioni di oltre 2 miliardi continuano a essere un numero ridicolo rispetto alla posizione che occupa il prodotto italiano nel panorama mondiale. Passiamo ai dati.

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