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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2014

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La pubblicazione dei dati trimestrali sulla tendenza del segmento vino nel primo trimestre 2014 continua a mostrare un altalenante clima di fiducia nell’industria del vino italiano (per questo trimestre positivo), certamente più volatile di quello del settore dell’agricoltura. I dati di vendita del primo trimestre che abbiamo analizzato qualche giorno fa non sono di sicuro positivi (calo dell’1.4% del mercato a valore, con una riduzione dei volumi di oltre il 4%), anche se i margini dell’attività continuano a migliorare grazie al raffreddamento dei prezzi dei vini comuni, che sta rientrando nella norma dopo la fiammata dovuta a due vendemmie piuttosto scarse. E con questo, anche i prezzi di vendita cominciano a perdere vigore. Buona lettura! Continua a leggere »

Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento primo trimestre 2014

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Se i prezzi perdono vigore e i volumi continuano a calare… l’incasso a fine giornata peggiora: primo trimestre -1.4%. Questo è in due parole il messaggio che emerge dalle vendite al dettaglio di vino in Italia nel primo trimestre dell’anno, anche se la tempistica della Pasqua, con l’impatto molto importante sulle vendite di vini spumanti (ma non solo) può aver determinato uno spostamento di consumi dal mese di marzo (quando cadeva metà delle celebrazioni) al mese di aprile (cioè il caso del 2014). Lo abbiamo visto nei risultati trimestrali di Campari (che qui non pubblico più data la mancanza di dettagli sul segmento vino). Continuano anche un altro paio di trend interessante: 1) la debolezza dei vini IGT, soprattutto bianchi, a vantaggio dei vini da tavola (stiamo diventando più poveri…); 2) lo spostamento delle vendite di vino bianco di qualità dalla categoria IGT alla categoria DOC, segno di un buon andamento di questa tipologia di prodotto. Infine, i prodotti DOC/DOCG restano stabili, con un calo di volumi che viene pienamente compensato dal prezzo-mix. Alla fine dei conti, un trimestre strano, come è stato strano il PIL in peggioramento rispetto all’ultimo trimestre dell’anno. Il clima meno teso e preoccupato dei mercati finanziari sembra non essersi ancora trasferito in pieno nell’economia reale. Andiamo insieme a vedere i numeri.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento 2013

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Fonte: ISMEA

Oggi è il momento di fare il punto “annuale” sui margini dell’industria vinicola italiana. Le conclusioni non sono del tutto positive: il clima di fiducià è peggiorato nel quarto trimestre, forse anche in relazione all’andamento poco convincente delle vendite di vino. I prezzi del vino all’origine, che sono il costo degli imbottigliatori ma il ricavo dei soli agricoltori, è continuato a calare, in modo semmai ancora più significativo, mentre l’incremento dei prezzi di vendita sta gradualmente perdendo forza, pur consentendo un’espansione dei margini rispetto all’evidenza molto negativa della prima parte dell’anno. Quando guardiamo i dati “annui, il 2013 è chiaramente un anno da dimenticare per l’industria del vino. Prezzi alla produzione in salita ben più pronunciata di quelli di vendita nel mercato domestico, la profittabilità in discesa netta rispetto al livello già sacrificato del 2012. Come dicevo sopra, però, l’uscita dal 2013 sembra puntare nella direzione giusta.Commentiamo qualche numero.

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Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2013

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Apriamo la settimana con i dati di vendita al dettaglio della grande distribuzione, relativi al 2013 per il settore del vino. Facciamo una premessa: stiamo parlando di un canale di vendita che secondo i dati 2012 ha rappresentato un volume di vendita di circa 6 milioni di ettolitri, quindi un quarto circa dei consumi di vino in Italia e un valore di 1.8 miliardi di euro. Per chi non ha seguito l’evoluzione del 2013, il dato di fine anno di vendite in crescita del 3.6% (in termini nominali) può sembrare niente male. In realtà il numero nasconde un paio di tendenze non proprio incoraggianti: primo, l’ultimo trimestre ha segnato un rallentamento, essenzialmente dovuto a un fine anno poco brillante per i vini spumanti. Secondo, il dato è un combinato di un continuo pessimo andamento dei volumi e di un incremento dei prezzi, quest’ultimo però dovuto a maggiori costi, che quindi non necessariamente implica maggiori profitti per il settore. Nell’ambito dei vini, oltre agli spumanti anche i vini IGT non stanno andando bene, mentre dal punto di vista dei volumi, soltanto i vini DOC/DOCG riescono a mantenersi quasi stabili contro lo scorso anno. Passiamo ai dati di dettaglio.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento a settembre 2013

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Siamo alla svolta per l’inflazione dei prezzi del vino? Non si può ancora dire, ma i numeri cominciano a mostrare da un paio di trimestre una chiara inversione di tendenza e le prospettive di una vendemmia particolarmente ricca (47 milioni di ettolitri rispetto alle previsioni iniziali di 44-45) non farebbero che aiutare a raffreddare i prezzi all’origine del vino. Il tutto in un contesto di esportazioni di vino che crescono ancora, con volumi in fase di stabilizzazione a 20 milioni di ettolitri. Tutte queste cose messe insieme lasciano gli operatori del settore con diversi punti di domanda. Ne è testimonianza un clima di fiducia dell’industria chiaramente altalenante, con una tendenza di fondo al miglioramento (i cali quando ci sono sono più limitati, i miglioramenti più accentuati). Se tutto questo sarà confermato, la forbice tra i margini della fase di trasformazione rispetto a quella agricola, ultimamente molto favorevole a quest’ultima, potrebbe ribilanciarsi. Andiamo nel dettaglio.

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