03.4 Resto del Mondo


Produzione mondiale di vino 2010 – stima OIV Marzo 2011

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Il post “macroeconomico” della produzione mondiale di vino e’ sempre piuttosto interessante, come anche la lettura del rapporto redatto da OIV. Che cosa dice OIV? Che la produzione mondiale di vino e’ scesa nel 2010, forte di una annata non eccezionale ma anche delle azioni europee relative all’espianto della vite (superficie vitata mondiale -1.7% nel 2010 secondo OIV a 7.55 milioni di ettari) . In questo modo, secondo l’organizzazione, il mercato del vino resterebbe “in tensione” dato che la domanda nel 2010 non dovrebbe essere scesa in modo significativo (-0.1/-0.2% secondo OIV), attestandosi tra 230 e 240 milioni di ettolitri; mentre l’offerta dovrebbe essere scesa dallo stimato 271m/hl del 2009 a 256-263m/hl (ricordate sempre che OIV considera un certo quantitativo (30m/hl) come utilizzati per scopi industriali (distillazione) e non quindi strettamente consumati.


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Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2010

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E’ stato appena pubblicato il rapporto annuale sull’industria del vino della Nuova Zelanda, dove sono prodotte una serie di statistiche aggiornate al 2010 e, soprattutto, e’ riportato un interessante resoconto del presidente della locale associazione dei produttori, Stuart Smith. Una lettura molto interessante che trovate qui. Nel 2010 il mondo del vino neozelandese ha reagito alla crisi, e lo ha fatto intorno a due obiettivi: quello di massimizzare la qualita’ e quello di percorrere la strada della sostenibilita’. Piu’ che orientamento, bisognerebbe parlare di ossessione sulla qualita’. Vi faccio un semplice esempio. Le esportazioni sono cresciute del 26% a 1.4 milioni di ettolitri e hanno superato il miliardo di dollari locali (+5%). Ovviamente merito del vino sfuso. Invece tutto il commento e’ sulla perdita del 10% del prezzo di vendita del vino imbottigliato o sulla situazione competitiva del Sauvignon, che rappresenta l’82% delle esportazioni (1.16m di ettolitri) e che e’ il vero valore del settore vinicolo locale. Ecco, lo dice molto chiaramente all’inizio. E’ necessario ristabilire l’equilibrio: l’equilibrio tra domanda e offerta e’ un valore da preservare per poter continuare a fare soldi.



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Le aree vitate nel mondo – aggiornamento 2007 – fonte OIV

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Dopo 3 anni aggiorniamo la situazione delle aree vitate nel mondo, che secondo OIV ammontavano a circa 7.8 milioni di ettari a fine 2007. Il numero e’ soggetto a una serie di stime e, soprattutto, riguarda sia la vite per la produzione di vino che quella per l’uva da tavola, per il succo d’uva e per l’uva passa. Guardando al trend degli ultimi anni, sembrerebbe un calo leggero ma costante. Nei rapporti degli anni precedenti il valore piu’ alto fu quello del 2002 con circa 7953mila ettari. Da quell’anno secondo OIV se ne sono persi circa 160mila per arrivare al numero del 2007 di circa 7792mila. Sono pero’ numeri in costante aggiornamento.



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Produzione mondiale di vino 2010 – stima OIV Ottobre 2010

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In attesa che Istat ci illumini sulla produzione italiana di vino del 2010, cominciamo a guardare I dati preliminari mondiali 2010 di produzione di vino, che sono stati comunicati da OIV qualche settimana fa. Secondo l’organizzazione, si stima una produzione di vino di circa 259 milioni di ettolitri, con un calo del 4% rispetto al livello del 2009 e del 7% inferiore alla media degli ultimi 5 anni. Per quanto riguarda l’Italia OIV ci accredita di circa 42.6 milioni di ettolitri, 5 in meno rispetto al 2009, che significa un -11% sul 2009 e un -13% sulla media quinquennale. Sono dati “sballati” per come li conosciamo noi, ma cosi’ sono pubblicati e cosi’ li teniamo per coerenza con il resto (ISTAT vede produzione 2009 a 45.4m/hl e non 47.7m/hl come in questo rapporto). Al di la’ della bonta’ o meno dei numeri (mi aspetterei che almeno sui dati italiani OIV fosse coerente con ISTAT, ma cosi’ non e’), le conclusioni sono chiare: (1) l’Europa continua a perdere in quota di mercato sulla produzione mondiale a favore del resto del mondo. Cosi’ e’ stato negli ultimi anni. L’Europa oggi e’ il 59% del vino mondiale, nuovo punto di minimo (60% quello precedente nel 2008); (2) tra gli altri paesi sta crescendo forte l’Argentina, che sta sempre meno vendendo mosti e sempre piu’ vinificando. Con questi dati ha superato di gran lunga l’Australia come quindo produttore mondiale dopo Francia, Italia, Spagna e USA.



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Paesi BRIC e il vino: Cina – panoramica e tendenze

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Fonte: IWSR/OEMV
La Cina e’ un animale misterioso sotto tutti i punti di vista. Come abbiamo visto qualche giorno fa nel post generale sui paesi BRIC, il paese ha un consumo di vino pro-capite molto limitato, in impercettibile aumento e demograficamente ha una popolazione quasi stabile (o almeno loro cercano di mantenerla stabile). Quello che vedrete in questo post e’ secondo me molto interessante perche’ ridefinisce per molti versi l’idea di cosa sara’ la Cina per il mondo del vino (sicuramente ridefinisce la mia idea) nei prossimi anni. In breve, IWSR si aspetta quanto segue: (1) che la crescita dei volumi nel mercato tendera’ a smorzarsi, stiamo nell’ordine del 4%; (2) che la grande sfida e’ il prezzo-mix per i prossimi anni; (3) che i Cinesi bevono per il 90% il loro vino nel 2009, ma il 99% 10 anni fa, quindi che potrebbe esserci una forte crescita per i produttori esteri nel mercato; (4) che la Cina non sara’ mai un mercato di spumanti come la Russia (non gli piace), sebbene i dati degli ultimi anni mostrino una forte apertura all’estero (e’ cinese solo il 44% dello spumante bevuto in loco). Quindi? Quindi probabilmente il vino non sara’ mai la bevanda dei cinesi, perlomeno nel nostro orizzonte di vita: oggi il vino e’ il 7% circa delle bevande alcoliche cinesi, era il 6.6% nel 2005 e il 5.4% nel 2000, si puo’ ravvisare una sorta di stabilizzazione. Pero’ il mondo del vino cinese e’ per molti versi favorevole all’Italia, data la forte predilezione per i vini rossi (90% del totale). Come abbiamo pero’ visto qualche tempo fa, l’Italia e’ rimasta un po’ al palo nella corsa al grande West (cioe’ Est).



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