Frescobaldi – risultati e dati di bilancio 2016

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Frescobaldi chiude il 2016 con un altro bilancio molto positivo, con una crescita delle vendite e degli utili compresa tra il 4% (vendite, per la prima volta sopra 100 milioni) e l’8% (utile operativo), una ulteriore riduzione dell’indebitamento sotto 10 milioni di euro, che consente all’azienda di investire in nuove opportunità. In aprile, Frescobaldi ha chiuso un contratto per l’acquisizione di una tenuta nella zona del Brunello di Montalcino per 8.4 milioni di euro (di cui 4 già spesati nel corso del 2016), mentre l’azienda potrebbe essere chiamata ad acquistare il 4.15% della controllata Ornellaia e Masseto (ora detenuta al 69%) per circa 15 milioni (annotate: per una valutazione di 315 milioni di euro del 100% della controllata). La previsione per il 2017 indica una nuova moderata crescita (sia in Italia che all’estero), che essendo “costruita” su una serie di anni molto positivi segnala l’ottima salute in cui versa Frescobaldi. Prima di addentrarci nei dati, una piccola annotazione: i dati 2015 sono riclassificati per tenere conto di una riforma dei principi contabili che ha leggermente alterato alcune voci del conto economico (trattamento degli oneri straordinari) e dello stato patrimoniale. Poca cosa. Passiamo ai numeri.
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Lombardia – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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I dati di produzione di vino della Lombardia continuano a essere meno volatili della media italiana. Anche nel 2016 secondo ISTAT, la regione ha prodotto 1.47 milioni di ettolitri, in crescita del 4% rispetto al 2015, in confronto a una media italiana di +6%. La produzione è superiore alle medie storiche (circa il 16% sopra), anche se in questo caso sembra di assistere a una crescita strutturale della produzione, ben visibile nei grafici. Due o tre le altre cose da notare: sebbene i vini DOC siano piuttosto stabili sulla produzione totale, si verifica uno strutturale spostamento dai vini comuni ai vini IGT; secondo, come in tante altre regioni, molti più vini bianchi che rossi. In Lombardia per la prima volta si produce più vino bianco che rosso. Infine come per la produzione, anche le superfici vitate sono molto stabili, anche se continua la tendenza calante della provincia di Pavia, sostituita dall’andamento positivo di quella di Brescia, il che “mima” quello che sta succedendo alle tipologie di vino. Passiamo ai dati.

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Banfi – risultati e dati di bilancio 2016

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Meno vendite ma più utili nel 2016 per Banfi, che come sapete è l’azienda più grande operante nel distretto del Brunello di Montalcino. Come da qualche anno a questa parte, per interpretare i risultati è necessario mettere insieme due aziende, quella agricola (che si occupa oltretutto direttamente di vendere in Nord America), e quella commerciale alla quale la prima vende il prodotto che poi viene distribuito altrove. I dati che vedete nei grafici cercano di rappresentare la “somma” delle due realtà che compongono Banfi, mentre nella tabella trovate lo spaccato dei risultati delle due. Buoni numeri come dicevamo: nonostante un -5% del fatturato, il margine operativo lordo “cumulato” cresce di oltre il 25% e si porta a un eccellente 19% del fatturato, un dato molto interessante e allineato ad altre aziende fortemente integrate nella fase agricola. Con utili più elevati migliora ulteriormente la struttura finanziaria, nonostante Banfi continui a investire piuttosto pesantemente (oltre il 10% del fatturato), soprattutto nella parte agricola. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2017

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L’andamento delle esportazioni di vino si caratterizza quest’anno per un’estrema volatilità. Le belle parole spese per commentare i dati di marzo (+15%) sarebbero da ribaltare per i dati di aprile, che invece sono in calo del 4%. Lo spostamento temporale delle vacanze Pasquali ha naturalmente un impatto. Mi pare che la conclusione più ovvia sia quella di mettere insieme i due mesi marzo-aprile, o ancora meglio i primi 4 mesi dell’anno. Il risultato è molto simile: +5.3% nel primo caso, +4.7% nel secondo caso. Questa è la velocità di crociera del nostro vino, fatto per il 70% (+3%) dall’aumento dei volumi e per l’1.5% (quindi circa il 30%) dal miglioramento del prezzo mix. Ma l’analisi più interessante nasce dall’osservazione dell’andamento dei 10 principali mercati: di questi, soltanto due, Canada e Francia, sono sopra il +4.7% dei primi 4 mesi. Un rapido calcolo consente di calcolare che questi 10 mercati, che sono per noi l’80% del nostro export crescono del 3.1% nel periodo gennaio-aprile, mentre il restante 20% del mercato cresce dell’11%. Forse la sperata diversificazione geografica sta cominciando a materializzarsi. Per questo, nel post trovate (e nei prossimi post troverete) nuove analisi sull’andamento dei mercati “secondari” ma in rapida crescita. Oggi partiamo con Russia (in recupero) e Cina (in accelerazione). Per chi vuole, il post prosegue.

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Spagna – produzione di vino 2016

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La produzione di vino nel 2016 in Spagna si è mantenuta leggermente sopra le medie storiche a 38.8 milioni di ettolitri, che diventano 42.5 una volta aggiunti i mosti (in deciso calo). Se questo calo dei mosti è positivo per il mix di qualità della produzione è altrettanto vero che all’interno della voce “vino” sono i vini varietali e i vini da tavola a mettere a segno i maggiori progressi rispetto al 2015. Se per questi ultimi si tratta di un rimbalzo (+12%) all’interno di un trend calante, i vini varietali sono invece un vero e proprio fenomeno in crescita nella produzione di vino spagnola (con una connotazione spinta verso i vini bianchi) e rappresentano ormai il 18% della produzione, ben più dei vini IGT (11%). Da un punto di vista geografico, la produzione è sostenuta dal “serbatoio” della Castilla/Mancha, che cresce del 10% e rappresenta oltre il 50% della produzione nazionale. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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