Treasury Wine Estates – risultati 2015/16

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twe 2016 1L’annuncio dei dati annuali di qualche giorno fa ha fatto balzare il valore delle azioni di Treasury Wine Estates di oltre il 10% a circa 10.5 dollari australiani per azione. I dati a giugno 2016, quando si chiude l’anno fiscale, sono stati particolarmente positivi, sia per l’evoluzione “organica” del business determinata dal piano di rilancio, sia per l’apporto molto evidente dell’acquisizione di Diageo Wines, che è stata consolidata per metà del periodo. Il valore di mercato dell’azienda è oggi di circa 7.8 miliardi di dollari australiani (quasi 6 americani), quasi il triplo di due anni fa, quando commentavamo l’articolo del Financial Times, “L’ira delle uve”  in cui si commentava il tentativo di un private equity (KKR) di acquistare l’azienda per ristrutturarla. La decisione del management di rifiutare l’offerta a meno della metà del prezzo di oggi non fu mai tanto azzeccata.

Tornando ai numeri del 2016, con vendite in crescita del 14% circa e un incremento dell’utile operativo prima dell’acquisizione e dei cambi del 28%, l’azienda australiana ha chiaramente battuto le attese e con un margine operativo del 15% è sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo al 2018, “high-teens”, quindi 17-19%. Diageo Wines ha portato nei soli 6 mesi un contributo del 10% circa agli utili totali, mostrando sin d’ora la bontà dell’operazione, per la quale sono stati alzati gli obiettivi di sinergie (da 25 a 35 milioni di dollari americani). La struttura finanziaria è molto solida, con un rapporto debito su EBITDA nell’intorno di 1x, anche grazie al fatto che l’operazione Diageo è stata condotta con ricorso a un aumento di capitale. Passiamo a leggere qualche numero più dettagliato insieme.

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Masi – risultati primo semestre 2015

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Il 2016 è partito decisamente bene per Masi, sia guardando ai risultati pubblicati poco prima di Ferragosto, che leggendo la relazione degli amministratori dove si precisa che i contributi OCM alla promozione precedentemente previsti in calo torneranno ai livelli precedenti (nostra stima circa EUR1.5m annui) a partire da Ottobre. Quindi, nel 2017 si dovrebbe vedere un effetto decisamente positivo. Il secondo tema sul tavolo è la proposta del Consorzio dell’Amarone di ridurre le rese del 20% su tutta l’area di produzione, per tenere le scorte sotto controllo. Questo rischio ha determinato un anticipo di acquisti di prodotto semilavorato da parte di Masi (la posizione finanziaria è tornata negativa), che consente di “valicare” i prossimi 1-2 anni indenne dal rischio di avere meno prodotto (o prodotto più costoso). Tornando ai dati del semestre, con le vendite e l’utile operativo in crescita di quasi il 10%, le prospettive per l’anno restano positive. Andiamo ai numeri.

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Abruzzo – produzione e valore vini DOC/DOCG – aggiornamento 2014

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La produzione di vini DOC in Abruzzo nel 2014 è scesa leggermente secondo i dati Federdoc. Non è però valida la medesima conclusione quando si passa dai volumi ai valori. Nonostante i prezzi dei vini abruzzesi rimangano molto contenuti rispetto alla media nazionale, la ripresa delle quotazioni del Montepulciano d’Abruzzo, che da solo rappresenta i tre quarti degli 1.1 milioni di ettolitri prodotti, ci porta a concludere che in valore nel 2014 (a prezzi 2015) l’Abruzzo ha messo a segno una leggera crescita. Andiamo brevemente a leggere i dati insieme.

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LVMH – risultati primo semestre 2016

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I dati del primo semestre 2016 di LVMH hanno visto la ripresa delle vendite di cognac, che ha messo a segno un prodigioso incremento di volume (+14%), trascinando al rialzo le vendite della divisione vino e spirits, detenuta come sapete al 60% in partnership con il gigante Diageo (40%). Per quanto riguarda i principali mercati, gli amministratori hanno chiaramente fatto riferimento agli USA, che sono passati dal 31% al 33% delle vendite della divisione e alla ripresa della Cina, che vi ricordate essere stata la causa dello scivolone delle vendite di cognac negli ultimi 2 anni. La strategia non cambia: investimenti in capacità produttiva, innovazione di prodotto per cercare nuove occasioni di consumo dei prodotti. La prospettiva di breve termine è molto positiva. Non ci sono parole di prudenza: la scaletta di introduzione di nuovi prodotti è piena… passiamo al commento dei numeri.

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Esportazioni di vino Italiano – aggiornamento maggio 2016

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Dopo due mesi sottotono, le esportazioni italiane di vino riprendono un po’ di vigore in Maggio, con un incremento a doppia cifra che riporta il saldo da inizio anno nell’intorno del +4% e vicino al 5% per quanto riguarda la velocità di crociera su base annuale. Non voglio tediarvi troppo in questo post pre-ferragosto, dato che non ci sono particolari novità. La spinta continua a venire dai vini spumanti che crescono nel mese di oltre il 35%, mentre il buon mese per i vini fermi riporta in parità il conto sui vini imbottigliati da inizio anno. Continua a migliorare anche la nostra bilancia commerciale, di cui trovate il dettaglio all’interno: siamo arrivati a 5.1 miliardi di euro, 86 milioni di euro in più rispetto a fine anno, di cui 67 derivano dal saldo commerciali sui vini spumanti. Andiamo dunque a leggere qualche dato insieme.

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