Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2015

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L’ottimo Deutsches Weininstitut ha aggiornato i dati sui consumi e sul mercato delle bevande alcoliche tedesche, da cui noi come al solito prendiamo spunto per un aggiornamento. Non tutti i dati sono purtroppo aggiornati al 2015, ma il rapporto ci offre un’idea piuttosto chiara. Il consumo di bevande alcoliche continua il suo tragitto di strutturale declino, toccando nel 2015 il minimo storico di 135 litri procapite annuo, da moltiplicare per 81 milioni di persone. Un livello che peraltro sembra elevato a chi vi scrive, soprattutto per la quantità di birra, oltre 100 litri annui per tedesco. Venendo a cose più interessanti ai nostri fini, il consumo di vino ha cominciato anche lui a calare, dopo aver apparentemente toccato un massimo nel 2013. I dati mostrano un calo sia per i vini fermi che per i vini spumanti (anzi per questi ultimi sembra di vedere un andamento decisamente negativo). Come abbiamo modo di vedere in numerose occasioni, il consumo si sta gradualmente spostando dai vini rossi ai vini bianchi, così come vedremo tra qualche giorno sta succedendo alla produzione locale di vino. Non sta succedendo la stessa cosa quando si guarda la spesa dei tedeschi per le bevande alcoliche, che resta stabile in valore nominale intorno a 13.6 miliardi (dato 2015), anche se questo dato è supportato da una nuova tendenza, quello delle birre “alternative”, le bevande a base di birra. Quando invece si guarda al dato specifico sul vino, sembra di intravedere un leggero calo, soprattutto nel 2015, che peraltro si ritrova anche nei dati delle importazioni dei tedeschi, che come sapete sono “corti” di vino e devono quindi farlo venire da fuori. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Argentina – produzione di vino 2015 e stima 2016

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Dopo aver avuto una anticipazione nefasta con la pubblicazione OIV di qualche settimana fa, aggiorniamo oggi i dati sulla produzione vinicola argentina, che è letteralmente crollata nel 2016 (-35%), scendendo per la prima volta da quando guardiamo questi dati (e, secondo Decanter, dal 1957 a questa parte) sotto i 10 milioni di euro. La causa? El Nino, che ha causato un aumento delle pioggie proprio nel mese critico della vendemmia, Aprile, creando numerosi problemi di muffa e facendo crescere pesantemente il costo delle uve, soggetti a più trattamenti. Tornando ai nostri numeri, nonostante il calo produttivo non è detto che l’Argentina subirà un grosso colpo nel mercato internazionale, in quanto i volumi esportati sono molto limitati (2.5 milioni di ettolitri rispetto a produzione medie di 14-15 degli ultimi anni), essendo focalizzati su una fascia di prodotti di qualità elevata. Ma passiamo ai numeri.

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Toscana – produzione di vino 2015 – dati ISTAT

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Il vino prodotto nel 2015 in Toscana è stato a detta di tutti eccezionale rispetto alla precedente annata. La differenza però non è così visibile nelle quantità prodotte che, pur in crescita, non si sono discostate molto né dall’anno precedente e neppure dalla media storica. La Toscana resta dunque intorno ai 2.8 milioni di ettolitri prodotti, il 4% in più della media storica, con la sua forte caratterizzazione di produzione di vini rossi, che sono l’87% della produzione totale. Di più nel segmento dei vini di qualità rossi la regione occupa una delle posizioni più importanti a livello italiano: con 1.6 milioni di ettolitri prodotti è il 20% del totale, di gran lunga la più importante, davanti a Emilia Romagna e Piemonte. Per quanto riguarda il 2016, le previsioni emesse da ISMEA-UIV parlano di un calo della produzione di circa l’8% a 2.6 milioni di ettolitri. Infine, nella sezione che quest’anno dedico alle superfici vitate noterete come l’andamento del vigneto toscano è piuttosto simile a quello del resto d’Italia: un calo di circa il 5-6% rispetto alle evidenze del censimento agricolo 2010. Passiamo all’analisi dei dati.

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Cavit – risultati 2015/16

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Il bilancio 2016 (maggio 2016) di CAVIT è tutto orientato verso il segno più. Crescono le vendite di un sano 7% a 178 milioni, e questo non succedeva dal 2011, crescono i margini e la generazione di cassa, per quanto siamo comunque di fronte a una cooperativa. Infine, anche i volumi trattati dalla cooperativa, circa 658mila ettolitri, sono cresciuti del 3% rispetto allo scorso anno. L’acquisizione di Kessler Sekt si è rivelata di successo e CAVIT sta esportando le sue basi spumanti di qualità dall’Italia per essere processate e imbottigliate in Germania, dove la controllata ha realizzato un fatturato di 7.2 milioni di euro (+9%), rispetto ai 178 consolidati. L’evoluzione della gestione è vista positivamente, con un andamento incoraggiante delle vendite estive (2016) e un piano di investimenti senza particolari picchi fino al 2020, quando la cooperativa dovrà intervenire con un rinnovamento importante delle strutture italiane. Passiamo ai dettagli.

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Emilia Romagna – produzione di vino 2015 – dati ISTAT

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I dati produttivi 2015 dell’Emilia Romagna mostrano un andamento decisamente incoraggiante: la produzione è cresciuta del 7% a 6.8 milioni di ettolitri (+6% a 7.4m se includiamo anche i mosti), decisamente meno del balzo nazionale del 20%, ma si veniva da una vendemmia 2014 non così cattiva. Infatti quando confrontata con il livello produttivo degli ultimi 10 anni la comparazione è esattamente in linea con il resto d’Italia; +9%. Le particolarità della produzione della regione sono come sapete un estremo bilanciamento tra le categorie, essendo la regione la patria di grandi cooperative che commercializzano vini di fascia bassa. E nel 2015 il mix produttivo ha visto proprio le categorie IGT e vini comuni avere produzioni del 15% sopra le medie storiche. Dall’altro lato, continua la crescita strutturale della produzione di vino bianco rispetto al vino rosso. Infine, dando una rapida occhiata al 2016 possiamo dire che secondo ISMEA-UIV la produzione sarà in ulteriore progresso del 5% circa; se così fosse si toccherebbe il record storico dal 2005 a questa parte. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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