Terra Moretti divisione vino – dati pro-forma 2016

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Terra Moretti sta emergendo come una delle principali aziende italiane nel settore vinicolo, dopo l’acquisizione delle attività vinicole di Campari (Sella & Mosca e Teruzzi & Puthod), che affiancano Bellavista, Contadi Castaldi, Petra e Tenuta La Badiola. L’analisi dei dati non è semplice, per via della complessa struttura societaria del gruppo, dove l’attività storica delle costruzioni e immobiliare si fonde con quella del settore alberghiero/ristorazione e con quella vinicola. Quest’ultima poi resa ancora più complicata dal fatto che Bellavista è una società semplice e non consolidata nel resto del gruppo. Quali sono dunque le dimensioni di Terra Moretti? Nel 2016, considerando le acquisizioni, la parte relativa al vino raggiunge 63 milioni di euro di vendite per circa 9 milioni di bottiglie vendute, di cui oltre 6 provengono dall’acquisizione delle attività di Campari, con un EBITDA di 9-10 milioni (cui se ne aggiungono circa 8 dagli altri settori di attività) e un patrimonio di 882 di ettari di vigneto. Passiamo a qualche altro dato e a spiegare la complessa struttura del gruppo.

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I risultati 2015 delle aziende produttrici di spumante – rapporto Mediobanca

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Sappiamo tutti quanto i produttori di spumanti stanno cercando di “de-festeggiare” il prodotto per aumentargli le opportunità di consumo. I dati che presentiamo oggi però sono “da brindisi”. Stiamo parlando dei dati finanziari aggregati delle 31 principali aziende produttrici di spumante, che sono isolate dal rapporto Mediobanca. I dati sono purtroppo relativi al 2015 (l’aggiornamento 2016 sarà disponibile solo ad aprile 2017), ma rendono l’idea della crescente divaricazione tra i risultati del settore in generale e quelli del segmento. Se fino al 2012-2013 i risultati erano in qualche modo sovrapponibili (vista la forte esposizione del segmento al mercato italiano fino a quel momento), dal 2014 le cose sono cambiate, grazie a un contributo ben più importante delle esportazioni. Due o tre dati. Nel 2015 il ritorno sul capitale delle aziende spumantistiche supera il 10% contro la media del 7% del settore (9% se escludiamo le cooperative); fatto 100 il fatturato 2008, nel 2016 (il fatturato è “avanti” di un anno rispetto agli altri dati) queste aziende sono a 162 contro il settore a 141. Un successo peraltro destinato a continuare, vista la forte crescita del 2016, e del 2017, delle esportazioni (ma anche i dati comunque buoni in Italia), anche se bisognerà valutare in che modo il forte incremento dei costi delle materie prime nel comparto del Prosecco impatterà i risultati finanziari. Ma per ora focalizziamoci sull’analisi di questi dati.

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Sicilia – produzione di vino 2016 – dati ISTAT

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La produzione di vino in Sicilia nel 2016 è leggermente calata a 5.3 milioni di ettolitri, ma i dati mostrano un continuo progresso del mix qualitativo del prodotto, con i vini DOC e IGT stabili e il calo concentrato nei vini comuni (soprattutto rossi), che determina un calo dell’incidenza di questa tipologia di vino al minimo storico del 21% della produzione (contro il 70% di 10 anni fa). La superficie vitata siciliana, la più importante in Italia, resta stabile a 107mila ettolitri, mentre a livello di produzione di vino è terza, dopo Veneto e Puglia, con l’11% della produzione nazionale. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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Cavit – risultati 2016/17

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Cavit ha chiuso il 2016/17 con un leggero incremento delle vendite (+3% circa) raggiunto grazie alla ripresa del mercato italiano e alla crescente presenza del gruppo nel segmento degli spumanti, anche attraverso la controllata tedesca Kessler Sekt. Essendo una cooperativa, l’analisi dei dati economici è meno rilevante di quella dei dati commerciali e soprattutto dell’analisi della remunerazione dei soci. Purtroppo l’azienda (a differenza degli scorsi esercizi) non rende più noti tutti i dettagli relativi alla mutualità (salvo i volumi), talchè ci risulta impossibile fornire un dato puntuale salvo specificare quanto dice la relazione e cioè che i conferimenti sono stati remunerati a “livello maggiore rispetto l’anno precedente”. I volumi processati nell’annata sono stati però in calo del 3% (per la parte relativa ai soci). L’andamento dell’annata 2017/18 sembra positivo, con un incremento ulteriore del mercato italiano e un messaggio “tranquillizzante” su quello americano, che lascia intravedere un anno di crescita. La cooperativa non fa mistero di essere nella posizione di fare acquisizioni, nell’interesse dei soci. Speriamo! Passiamo ai dati.

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Corea – importazioni di vino – aggiornamento 2016

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Oggi è un giovedì buono per coprire qualche buco del blog. Dopo aver saltato un anno, ci occupiamo della Corea del Sud, un mercato non grande per il vino (stiamo parlando di meno di 400mila ettolitri) ma molto interessante per il livello dei prodotti importati. Nel 2016 infatti i coreani hanno bevuto vino che costa in entrata nel paese oltre 460 euro a ettolitri, e quindi se i volumi sono pochi i fatturati sono un poì più corposi, 173 milioni nel 2016. Come in tutto l’Estremo Oriente vince la Francia a mani basse, con il 32% del mercato, ma vince soltanto perché ha gli spumanti. Se togliessimo quelli, ormai i cileni sono arrivati allo stesso livello. L’Italia è messa meglio che non in Cina con il 14% del mercato ma certamente non nella posizione che le compete, anche a causa del fatto che la nostra “killer application”, gli spumanti, nel mercato coreano non sembrano funzionare. Passiamo a leggere i dati insieme.

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