Esportazioni di spumante italiano – aggiornamento settembre 2014

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In questo post sugli spumanti nei 9 mesi dell’anno credo sia utile mettere in luce una serie di cose che vanno osservate attentamente nel futuro per capire il potenziale dell’export di spumante. In particolare: 1) la volatilità dei mercati di destinazione dell’Asti spumante, dove la Lettonia è diventato improvvisamente il maggiore mercato; 2) il forte deterioramento del prezzo medio di esportazione degli spumanti DOP, talchè sarà difficile crescere quando i volumi non si espanderanno più; 3) il confronto particolarmente difficile dell’ultimo trimestre del 2013, soprattutto per l’Asti spumante. Buona lettura.
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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento settembre 2014

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Anche se i dati che commentiamo oggi (e martedì sera per gli spumanti) si riferiscono ai primi 9 mesi dell’anno, forse bisogna cominciare a fare qualche conto sulle prospettive del prossimo anno. Lo facciamo proponendo 3 grafici che vi mostrano la prospettiva storica di lungo termine dell’export per categoria e la bilancia commerciale. La sfida infatti nel 2015 si giocherà sul valore delle esportazioni, dato che sarà difficile mantenere i volumi a 20 milioni di ettolitri con la vendemmia 2014, prevista molto scarsa dall’associazione enologi e ISMEA. A tale proposito ci sono un paio di punti di forza che emergono per il vino italiano. Primo, uno scenario di cambi favorevole, soprattutto per quanto riguarda il dollaro. Secondo, una scarsa esposizione ad alcuni mercati emergenti (forse fatta salva la Russia), dove non si vedono sengali di miglioramento. Per ora conviene “godersi” un mese di settembre piuttosto positivo, +6%, che viene dopo un mese di agosto negativo, il che potrebbe anche lasciare intendere che ci sia stato qualche spostamento di calendario. La “velocità” dell’export continua a diminuire, ma resta positiva al 2.5%, mentre i volumi di export restano negativi a -1% ma con un trend che tende a stabilizzarsi a 20 milioni di ettolitri. Come nei mesi precedenti, spumanti molto forti, vini sfusi molto deboli e vini imbottigliati che viaggiano su medie di crescita del 2% circa. Vediamo insieme cosa sta succedendo nelle principali categorie.

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Lanson BCC – risultati primo semestre 2014

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I risultati del primo semestre di Lanson BCC ci mostrano ancora una volta come sia diventato difficile tenere gli utili del passato per le aziende della Champagne. Anche se il primo semestre non rappresenta una parte significativa dell’attività, i margini calano lungo una linea costante che dura ormai da qualche anno. L’azienda nega, ma la percezione è piuttosto chiara: man mano che l’attività si sposta dalla Francia (le vendite scendono per Lanson) e dall’Europa nei mercati lontani, si fanno meno soldi. I costi di distribuzione crescono, le strutture che bisogna “costruire” nei nuovi mercati si fanno sentire. Anche il terzo trimestre, di cui Lanson ha appena fornito i dati di vendita non sono buoni: le vendite del terzo trimestre sono andate male, per cui il piccolo vantaggio del primo semestre (+1%) diventa un -2.3% nei primi 9 mesi. E qui viene la parte divertente: da un lato l’azienda sottolinea che del quarto trimestre sono critici, circa il 45% delle spedizioni. Dall’altra la situazione globale dei mercati suggerisce di essere cauti, per cui di stime per il fine anno non ne vengono fornite! Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Concha y Toro – risultati primo semestre 2014

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Concha y Toro ha decisamente rialzato la testa. Lo avevamo già visto qualche mese fa commentando i risultati del 2013. Nel secondo semestre dell’anno scorso le vendite erano cresciute del 10% e gli utili del 53% (da un livello molto basso). Nel primo semestre 2014 l’azienda ha ulteriormente accelerato (anche se il punto di partenza era ancora più basso) e ha messo a segno un progresso del 28% del fatturato e il raddoppio dell’utile netto. Cosa ha guidato una performance così positiva? (1) il rafforzamento del dollaro americano che ha consentito di aumentare i prezzi (in peso) dei prodotti esportati e ha aiutato la conversione dei numeri di Fetzer, la controllata americana posseduta da Concha; (2) la forte disponibilità di prodotto nel mercato locale a prezzi calanti, che ha consentito di aumentare i volumi con margini a loro volta in miglioramento. Continuerà? Io qualche dubbio ce l’ho. Se è vero che il cambio è probabilmente destinato a rimanere un fattore positivo, il secondo punto probabilmente sarà difficile da sostenere, vista la vendemmia 2014 in discesa di oltre il 20% in Cile: difficile immaginare che i prezzi delle uve all’origine restino così bassi. Ma andiamo ad analizzare i numeri del semestre insieme.

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India – mercato e importazioni di vino aggiornamento 2013/14

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L’India resta una eterna promessa per il mondo del vino, dato che nonostante l’immensa popolazione, la cultura di questa bevanda non riesce proprio a penetrare. La produzione interna non cresce e si pone su livelli molto bassi (173mila ettolitri stimati per il 2014), mentre l’import di vino resta confinato a 30-40mila ettolitri. Come dice Calwine, da cui prendiamo questi dati pubblicati oggi, “L’India è spesso menzionata come un importante mercato emergente per il settore del vino, ma i dati mostrano che le vendite non sono cresciute negli ultimi anni. La metà del vino importato è destinato al segmento Ho.Re.Ca., anche se le catene al dettaglio stanno cominciando dedicare spazio al vino di qualità. Purtroppo nel canale al dettaglio, la scarsa conoscenza dei marchi internazionali e gli elevati dazi doganali, spingono i consumatori verso i prodotti locali”

La nostra analisi mostra come il dominio francese si stia gradualmente diluendo, particolarmente riguardo ai volumi, e che la posizione dell’Italia, terzo paese esportatore, si stia rafforzando. Come abbiamo detto sopra, l’India resta un paese con volumi ridicoli, che oltretuttto stanno calando in modo piuttosto sensibile nell’aggiornamento a luglio 2014. Analizziamo qualche dato insieme nel resto del post.

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