Settore vino contro settore bevande – dati Mediobanca 2017/2018

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Torniamo oggi su un argomento che mi sta a cuore, che è quello del modello di business del settore vino e di come si confronta con quello più ampio del settore delle bevande (alcoliche e analcoliche). I dati ci vengono forniti da Mediobanca Research, che compila un “cumulativo” di entrambi i settori nel mercato italiano: il settore delle bevande, di cui trovate i dati in fondo al post, e quello del vino, che allo stato attuale è ancora un anno indietro (ci si ferma al 2017). Insomma, che cosa dovremmo portare a casa da questi grafici e da queste tabelle. Direi quanto segue: 1) come in passato il segmento del vino è in crescita più sostenuta di quello generale delle bevande. Negli ultimi 5 anni, +5% annuo contro circa +3.5%; 2) il settore vino sta continuando a internazionalizzarsi (51% estero nel 2018), mentre quello delle bevande resta più legato al mercato domestico (40% esportazioni); 3) se escludiamo le cooperative, il segmento vino ha mantenuto un margine uguale o migliore di quello delle bevande e ha gradualmente migliorato il ritorno sul capitale, mantenendo una leva finanziaria più pronunciata. Passiamo a leggere qualche numero insieme.

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Il valore dei vigneti in Italia per denominazione – dati CREA, aggiornamento 2018

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Il 2018 sembra essere stato un altro anno buono per i proprietari di vigneti, per quanto riguarda il valore patrimoniale delle loro terre. I dati che l’Istituto CREA ha pubblicato relativi al 2018 e che abbiamo qui rielaborato segnano un incremento dell’1.6% circa del valore medio dei vigneti delle aree censite dal rapporto, che fanno riferimento alle più importanti denominazioni vinicole italiane. Come dice il rapporto si tratta di valori “esemplificativi” quindi sono dei minimo-massimo che alcune volte non corrispondono alle transazioni realmente accadute nel mercato (il valore massimo della zona delle Langhe di 1.5 milioni per ettaro è quasi certamente stato superato…), ma forniscono comunque un utile riferimento. Trovate tutti i dati nella tabella finale allegata. Si tratta di un incremento generalmente spiegato dai valori massimi dei vigneti. In media, possiamo identificare alcune denominazioni dove CREA ha aggiornato al rialzo in modo importante (dal +5% in avanti) le valutazioni rispetto all’anno scorso: la zona del Vulture, la collina piacentina, il Collio, Erbaluce e Gattinara in Piemonte, molti dei vigneti in Puglia (Francavilla, Monopoli, Manduria, Copertino), la zona di Bolgheri e quella dell’Etna. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento ottobre 2019

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Con un incremento del 2.6% nel mese di ottobre, uno dei più critici per le nostre esportazioni per via della forte stagionalità delle esportazioni di spumante, il nostro export viaggia al ritmo del 4% circa da inizio anno e si appresta ad affrontare un bimestre finale dell’anno caratterizzato da una base di comparazione piuttosto semplice (-1% a novembre e -5% a dicembre dello scorso anno). I vini spumanti saranno ancora particolarmente importanti in novembre, come anche il mese nell’ottica dell’anno. L’andamento per mercato si caratterizza per il costante indebolimento dei tre principali mercati, USA (ora a +2.9% anno su anno), Germania (+2.9%) e Regno Unito (-3%), mentre si rafforzano le esportazioni in alcuni paesi come il Giappone (ora +13%) e la Russia (+16%). Il ritorno in territorio positivo della Cina (ora +3%) grazie al forte recupero degli ultimi due mesi (+25% e +40%) è un dato particolarmente rassicurante. Dal punto di vista dei prodotti si stanno indebolendo le vendite all’estero del vino sfuso (ora a -7%) e degli spumanti (+4%), mentre si mantengono nell’ambito della crescita moderata (circa +3%) le esportazioni dei vini in bottiglia. Se non ci saranno sorprese, si potrebbe chiudere l’anno intorno a 6.45 miliardi di euro, il che significherebbe un +4%, con un volume di circa 21.5 milioni di ettolitri. Ma per ora analizziamo qualche numero insieme, in questo post di “sole tabelle”.

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Constellation Brands – risultati primi 9 mesi 2019

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Constellation Brands ha dunque proseguito lungo il suo progetto di trasformazione, che vede la graduale uscita dal segmento medio del mercato del vino e l’investimento nella nuova frontiera delle droghe leggere legalizzate. Il segmento vino rappresenta ormai solo il 30% degli utili consolidati del gruppo; il dato sarebbe ancora inferiore ove si considerasse l’attività di Canopy che non è consolidata. Con la vendita (seppur ridotta per motivi di Antitrust) delle attività vinicole a Gallo nel corso di quest’anno, l’apporto del segmento vino si ridurrà ulteriormente. Motivo per cui, a partire dalla fine di questo anno fiscale, cambieremo la nostra analisi limitandola alla divisione vino, senza più occuparci della visione di insieme. Comunque, nel terzo trimestre l’azienda ha incrementato gli obiettivi di utile da 9-9.2 a 9.45-9.55 dollari per azione. Dato l’utile del 2018 di 9.34 dollari per azione, da una stima di leggero calo a una stima di leggero aumento. Comunque, togli la birra e l’erba, le attività nel segmento del vino continuano ad andare male, con un calo di oltre il 10% delle spedizioni anche nel terzo trimestre dell’anno, da 14.8 a 12.8 milioni di casse, un fatturato che inesorabilmente scende del 10% e un margine operativo in evidente deterioramento. Metti tutto insieme e quello che esce è un quadro in chiaroscuro che in questo momento gli investitori non apprezzano: quando cambi troppe cose in poco tempo e continui ad aggiustare i numeri su e giù alla fine la credibilità cala. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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La produzione di vino in Italia nel 2019 – dati provvisori ISTAT

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ISTAT ha caricato la prima stima relativa alla produzione di vino e uva a livello regionale e provinciale per l’anno 2019. Come al solito i dati sono incompleti (mancano a livello regionale tutte le suddivisioni per tipologia e colore) e soprattutto sono suscettibili di essere modificati. Come potrete vedere voi stessi nella tabella qui allegata alcuni dati sono ovviamente stimati (la produzione in Lombardia per esempio). Comunque, essendo un argomento particolarmente critico per i lettori del blog discutiamo oggi di questi dati, che sono anche caricati, ove possibile, nella sezione Solonumeri, che vi ricordo è la novità del 2020 dove potete fare un “copia-incolla” delle serie di numeri senza doverli ricopiare dalle immagini che io posto sul blog.

Venendo a noi, ISTAT stima una produzione di 70 milioni di quintali di uva, in calo del 6%, su una superficie in produzione di 632mila ettari (+0.5%), per un quantitativo di vino 2019 di 49.22 milioni di ettolitri, in calo del 9% rispetto alla vendemmia record del 2018, ma comunque del 9% superiore alla media storica. Tra le regioni più significative a livello nazionale, va sottolineata la produzione molto elevata in Puglia (quasi il 50% sopra la media storica e praticamente stabile rispetto al 2018), mentre ritornano nei canoni della normalità i dati relativi al Veneto, all’Emilia Romagna, al Piemonte e alla Toscana. Passiamo a una breve analisi dei dati.

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