Lazio – produzione vino – dati Federdoc 2012 e ISTAT 2013

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La regione Lazio è al secondo anno di “rinascita” del suo settore vino, caratterizzato da una inversione nella tendenza calante della produzione, ma incentrata sui vini di qualità.  Questo ci dicono i dati ISTAT 2013, che andiamo oggi ad analizzare insieme. Così, oltre a essere storicamente una regione “di vini bianchi”, il Lazio sta anche diventando una regione dove il vino DOC e IGT sono i due terzi del totale. I conti tra Federdoc e ISTAT come spesso capita non tornano, dato che secondo Federdoc si producono 0.5 milioni di ettolitri di vino DOC mentre per ISTAT sono 700mila… ma comunque si può dire che la DOC Castelli Romani, la più importante, si è stabilizzata.

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La classifica dei marchi industriali del vino – The Power 100 drink brands 2014

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La classifica Power100 brands è in questo post spaccata in diversi modi possibili. L’aggiornamento 2014 vede salire in termini relativi, la posizione degli Champagne, che occupano tutte le prime posizioni della classifica della percezione del marchio, mentre Gallo il leader scende al terzo posto, dato che il suo punteggio viene diviso tra il brand Gallo e “Barefoot”, prima incluso nel primo. Ma il punto importante di oggi non è tanto la classifica, quanto una considerazione generale che esce guardando i numeri in aggregato e lavorandoli: i signori che fanno Power100 stanno valutando delle prospettive di crescita meno positive per TUTTI i primi 100 marchi. I vini sono passati da essere “con prospettive migliori della media” a “prospettive peggiori della media”, mentre gli Champagne si mantengono su un livello prospettico di crescita superiore alla media. Certamente, i marchi con migliori prospettive di crescita sono quelli legati alla Vodka e al Whisky. Per quanto riguarda la classifica dei marchi di vino e Champagne, troneggia Moet & Chandon ma con una posizione in costante deterioramento… andiamo a commentare i risultati insieme.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento settembre 2014

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L’andamento degli indicatori pubblicati da ISMEA nel terzo trimestre sono in un certo senso divergenti. Da una parte, la struttura dei costi delle imprese vinicole continua a beneficiare del calo dei costi della materia prima e, finalmente, di quello dei mezzi di produzione (leggi legati al prezzo del petrolio), con la contemporanea tenuta dei prezzi. Dall’altra, la fiducia cala, presumibilmente per via dell’annata difficile che ci si appresta ad affrontare. Come vedrete dai grafici del post, (1) il prezzo dei vini comuni, in proporzione, è rientrato nella norma avendo un valore indice ora molto simile a quelle dei vini di qualità; (2) i margini unitari del settore restano su livelli sostenuti, con il continuo graduale riassorbimento del vantaggio che aveva accumulato la “fase agricola” rispetto alla fase industriale. Buona lettura.

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Liguria – produzione vino – dati Federdoc 2012 e ISTAT 2013

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Secondo i dati ISTAT anche nel 2013 la Liguria ha mantenuto un volume produttivo di vino particolarmente limitato, ben sotto alle medie storiche e circa uguale a quello del 2012. Come lo scorso anno, la produzione “mancante” è quella dei vini comuni, mentre nell’ambito di una annata poco generosa, i vini DOC mantengono un buon livello di produzione (-10% rispetto alla media storica, -3% rispetto al 2012). Tra le tabelle trovate anche i dati relativi alle principali denominazioni, riferiti in questo caso al 2012. La principale DOC regionale resta Riviera Ligure di Ponente con circa 11mila ettolitri prodotti nel 2012, ben al di sotto dei livelli “normali” di circa 15mila ettolitri, seguita dalla DOC Colli di Luni, che però è in “comunione” con la Toscana. Andiamo ai numeri.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2014

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Seppur soltanto nel agosto, qualche colpo di tosse l’export di vino ha cominciato a darlo. Si tratta, ben inteso, del mese piu’ scarico dell’anno, ma nel mese le esportazioni sono calate del 6% contro agosto 2013 (che a sua volta e’ stato rivisto al ribasso del 2% circa). La debolezza viene dai vini imbottigliati, il cui fatturato cala del 6% nel mese, e che si aggiunge al trend ben conosciuto (e acuito nel mese) dei vini sfusi. L’unica categoria in crescita nel mese sono i vini spumanti, che con un +9% limitano il passivo del mese, ma che cominciano a mostrare un trend di riduzione del prezzo medio di vendita a favore dei volumi. Quindi, in conclusione, se l’Italia e’ uno piu’ performanti esportatori di vino negli ultimi mesi, e’ vero che il mese di agosto (come gia’ era successo a maggio) e’ un piccolo campanello di allarme.

La seconda analisi, che invece mi sembra piu’ importante e’ che se si confronta l’andamento delle esportazioni di beni di consumo italiani, circa 124 miliardi di euro a fine agosto sui 12 mesi, e quelle di vino (circa 5 miliardi come ben sappiamo) e le si confrontano, si trova una sorta di “inversione di tendenza” negli ultimi mesi. Il vino, rappresenta oggi il 4.04% delle esportazioni di prodotti di consumo italiani, era il 3.93% nel 2011 e ha raggiunto un picco del 4.12% a fine 2013.

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