
Abruzzo e Marche, oltre a essere geograficamente vicine hanno anche in comune una struttura di produzioni DOC polarizzata intorno a un paio di nomi principali, uno bianco e uno rosso. Discorso valido soprattutto per l’Abruzzo, dove il Montepulciano e il Trebbiano da sempre rappresentano oltre il 90% della produzione totale e solo recentemente sono “affiancate” da una terza denominazione, il Cerasuolo, che però non è in concorrenza con le altre due denominazioni, essendo un vino rosato. Lo stesso può in parte dirsi nelle Marche, dove il Verdicchio dei Castelli di Iesi e il Rosso Piceno rappresentano oltre il 60% della produzione, per quanto si tratti di prodotti che non coprono la regione da un punto di vista di potenziale produttivo.
La produzione 2013 delle due regioni ha secondo Federdoc seguito trend differenti: in Abruzzo la vendemmia è calata del 3% nel 2013 a 1.1 milioni di ettolitri, il 2% sotto la media del quinquennio precedente. Nel caso delle Marche la produzione è invece andata meglio, +10% a 372mila ettolitri, ma proviene da due anni pessimi, talchè il livello produttivo rispetto alla media storica è ancora sotto del 5%. Passiamo ai dati di dettaglio, ricordandovi che all’interno del post trovate le tabelle dettagliate.





