esportazioni di vino


Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento aprile 2013

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In aprile le esportazioni italiane di vino sono tornate a crescere a doppia cifra sull’anno scorso. A ben vedere, però, tale andamento va legato alla base di comparazione facile, presumibilmente a sua volta legata alla Pasqua. Allargando l’orizzonte sui quattro mesi dell’anno, ne ricaviamo però un andamento altrettanto lusinghiero, con un +10%. Alcune nubi si stagliano però all’orizzonte: da un lato la vendemmia di alcuni paesi nell’emisfero sud, primo tra tutti l’Australia, è stata molto ricca e a ciò si combina una forte svalutazione del cambio che renderà il prodotto più competitivo. Dall’altra, l’euro rimane piuttosto forte contro il dollaro americano e, soprattutto sta riguadagnando molto contro una serie di valute importanti per il nostro export come il dollaro canadese, la sterlina inglese e lo Yen Giapponese. A proposito di quest’ultimo, l’effetto è sin d’ora ben visibile: il Giappone è l’unico negativo tra i grandi mercati per il vino italiano. Da ultimo vi presento un “nuovo grafico” che vi mostra la bilancia commerciale del vino italiano (quasi 4.5 miliardi di euro…) suddivisa per categorie… andiamo ai dati

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Champagne – dati di mercato ed esportazioni 2012

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Dopo la crisi del 2009, il 2012 è stato il peggior anno della storia recente dello Champagne. Le consegne sono scese del 4% a 309 milioni di bottiglie. La “responsabilità” del calo è da ricercare essenzialmente nella debolezza del mercato francese, cui si accompagna una riduzione dei volumi nei mercati anglosassoni, che avevano però sostenuto in modo eccezionale il volume di vendita negli ultimi 2 anni. Non parlerei dell’Italia, dove lo Champagne ha subito un brutto colpo nel 2012, mentre citerei il buon andamento in Giappone e l’ancora scarsa presa del prodotto (rispetto alla sua rilevanza mondiale) in Cina (il che non è male visto le recenti minacce di incremento della tassazione).

La crisetta del 2012 ha però un’impronta diversa e non piacevole rispetto a quella del 2008/09: questa volta a farne le spese sono i “vigneron” cioè i produttori per la parte che vendono direttamente. Ciò è senz’altro dovuto all’impronta europea e domestica di questo calo di volumi, a differenza della crisi 2009 quando era stato il “global trade” a istigare la crisi. Ne consegue un quadro dove si stanno rafforzando le grandi maison (per quanto anche loro in calo) e le cooperative. Passiamo ai numeri.

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Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento primo trimestre 2013

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Le esportazioni a marzo 2013 cominciano a dare segni di indebolimento, a causa di diversi elementi, così riassumibili: (1) la ripresa del calo dei volumi, a marzo giù del 9%; (2) il progressivo indebolimento del trend di crescita dei vini fermi, con un apparente effetto di sostituzione tra imbottigliati e sfusi, che ha un impatto negativo sul prezzo mix; (3) alcuni segnali di indebolimento sul mercato tedesco e inglese sui prodotti a valore aggiunto come quello dei vini spumanti, che non viene compensato dagli altri prodotti.

Il trimestre chiude comunque con un incremento del 10% del valore delle esportazioni, ma la velocità di uscita è molto più modesta, circa il 2%. Forse su questo ha inciso la Pasqua, ma certamente va considerato che con un calo di volumi di esportazione dell’8-9% su base annua e con un po’ di spostamento dalle esportazioni di vino imbottigliato allo sfuso, sarà difficile per le esportazioni mantenere una crescita superiore al 5% nel 2013. Si potrebbe scommettere su un numero positivo ma inferiore al 5%… andiamo nel dettaglio con i dati generali, mentre domenica sera ci focalizzeremo sulle esportazioni di spumante.

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Le esportazioni italiane di vino – aggiornamento febbraio 2013

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Le esportazioni di febbraio 2013 mostrano un rallentamento a febbraio (+4%) che era piuttosto facile da prevedere per diverse ragioni: (1) c’era il problemino dell’anno bisestile (1 giorno in meno su febbraio, che è già corto di suo); (2) c’era stato un mese di gennaio eccezionale (+29%); (3) febbraio 2012 era stato il mese migliore di quel periodo (+11% contro crescite a singola cifra nei mesi precedenti); (4) le esportazioni italiane in generale stanno rallentando (e sono diventate negative a già in questo febbraio rispetto allo scorso anno) a causa della debolezza delle economie dell’Europa Occidentale, che traspare (talvolta mascherata) anche dai numeri che presentiamo oggi. Andiamo a leggerli insieme.

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Argentina – esportazioni di vino, aggiornamento 2012

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Wines of Argentina pubblica puntualmente la situazione delle esportazioni argentine di vino, che oggi analizziamo per il 2012, usando i dollari americani per evitare di farci cadere nel tranello della svalutazione della valuta locale. I dati mostrano una crescita del 10% circa per il 2012 sia a valore che a volume, quindi un buon numero. Dietro al numero si celano però due questioni che abbassano la qualità del dato: (1) la crescita del vino imbottigliato è soltanto del 3%, quindi sono i vini sfusi (+58%) e i mosti (+14%) a far crescere il total del 10%; (2) il Malbec è cresciuto soltanto del 5%, mentre il Torrontes, che doveva essere la nuova “tigre” dell’export argentino subisce addirittura un calo nonostante la partenza da livelli molto limitati. Andiamo ad analizzare i dati nel dettaglio.

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