costi di produzione


Il costo di conduzione della vigna e potenziale riduzione – studio camera agricola di Bordeaux

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La camera agricola di Bordeaux ha pubblicato un anno fa uno studio interessante sui costi della viticoltura e sulla loro potenziale riduzione adottando dei modelli di “condivisione” di alcuni macchinari tra aziende. Il rapporto è molto tecnico, tanto da non consentirmi di entrare molto nel dettaglio. Quello che mi piacerebbe passasse oggi è questo concetto. Oltre al costo di produzione del vino a partire da quando l’uva arriva in cantina a quando giunge sul nostro tavolo, vanno considerati dei costi agricoli relativi al trattamento della vite e alla raccolta dell’uva. Secondo questo rapporto, i costi calcolati su una superficie facilmente coltivabile come Bordeaux e per una tenuta di 25 ettari (quindi grande per i nostri standard) ammontano a poco meno di 4000 euro per ettaro all’anno, che possono scendere a poco meno di 3000 se i suggerimenti dello studio (mettersi insieme per comprare costosi macchinari che fanno risparmiare) vengono messi in pratica. Dividendo questi numeri per un livello di produzione standard di circa 50 ettolitri per ettari, giungiamo a un costo delle operazioni prettamente agricole per litro di vino prodotto che varia tra 0.60 centesimi e 0.80 centesimi, con un potenziale risparmio nella simulazione di circa il 25%, che si tradurrebbe in 15-20 centesimi al litro di vino. Andiamo ad analizzare i numeri in particolare.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento a settembre 2013

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Siamo alla svolta per l’inflazione dei prezzi del vino? Non si può ancora dire, ma i numeri cominciano a mostrare da un paio di trimestre una chiara inversione di tendenza e le prospettive di una vendemmia particolarmente ricca (47 milioni di ettolitri rispetto alle previsioni iniziali di 44-45) non farebbero che aiutare a raffreddare i prezzi all’origine del vino. Il tutto in un contesto di esportazioni di vino che crescono ancora, con volumi in fase di stabilizzazione a 20 milioni di ettolitri. Tutte queste cose messe insieme lasciano gli operatori del settore con diversi punti di domanda. Ne è testimonianza un clima di fiducia dell’industria chiaramente altalenante, con una tendenza di fondo al miglioramento (i cali quando ci sono sono più limitati, i miglioramenti più accentuati). Se tutto questo sarà confermato, la forbice tra i margini della fase di trasformazione rispetto a quella agricola, ultimamente molto favorevole a quest’ultima, potrebbe ribilanciarsi. Andiamo nel dettaglio.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo semestre 2013

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indicatori q2 13 2

 

Riprendiamo l’andamento del settore in Italia con l’analisi dei costi e dei margini, dai principali indicatori di ISMEA. Il clima di fiducia del settore ha preso a salire, compensando il calo del primo trimestre e segnando un andamento un po’ altalenante degli umori. In realtà ci sono due buone ragioni per non essere pessimisti: da un lato, i prezzi del vino all’origine, che come vediamo nel post sembrano aver cambiato direzione (cominciando a scendere) nei mesi recenti (e non solo in Italia); dall’altra, i prezzi di vendita al dettaglio sono stabili rispetto al trimestre precedente, presumibilmente in forza alle scelte dei mesi scorsi, dando così ossigeno ai margini. Le recenti indicazioni sulle esportazioni che ancora vanno bene e le indicazioni rassicuranti sulla vendemmia 2013 (stimata intorno ai 42 milioni di ettolitri) hanno probabilmente fatto il resto. A guardare bene i numeri, il mercato resta però squilibrato, con una contrazione molto forte dei margine dei trasformatori che è ancora molto lontana dall’essere recuperata: però, tutti questi dati sembrano puntare verso un cambio di direzione. Guardiamo insieme i dati.

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Produzione di vino in Italia nel 2012 – dati definitivi ISTAT

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Dovremmo essere arrivati a un numero definitivo relativo alla produzione di vino in Italia e quindi pubblico questo post. I numeri tra regioni e province non quadrano ancora, ma dato che le province andrebbero abolite, le abolisco nel blog, così mi porto avanti. Quindi il numero magico della produzione di vino in Italia è 39.2 milioni di ettolitri per il 2012, il 4% in meno rispetto ai 40.6 milioni. A questi si aggiungono 2.8 milioni di ettolitri di mosto, per arrivare a una produzione TOTALE di VINO E MOSTI di 42 milioni di ettolitri. Sempre di più, però, il dato che viene letto è quello finale. Le tendenze chiave sono le seguenti: (1) cresce la produzione di vini di qualità, DOC/DOCG al 40% del totale a discapito dei vini da tavola, che scendono al 25% della produzione di vino (escluso mosti); (2) cresce la produzione di vino bianco rispetto a quello rosso. Da un bilanciamento di 53-54% vini rossi e 46-47% vini bianchi, la proporzione nel 2012 si è invertita, con i vini bianchi a coprire il 51.5% della produzione di vino. (3) la produzione di vino scende in tutte le macroregioni italiane, compreso il sud, dove però è cresciuta la produzione di mosti a ribilanciare la perdita di produzione di vino. Andiamo nel dettaglio dei numeri.

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Costi e margini dell’industria vinicola – aggiornamento primo trimestre 2013

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I margini per la filiera del vino sono in stabilizzazione nel primo trimestre 2013. Questo dato però, che elaboriamo sugli indicatori pubblicati da ISMEA, si riferisce al mercato italiano. Dato che siamo in una fase di graduale indebolimento delle esportazioni, essenzialmente guidato dalle minori disponibilità di volume, il clima di fiducia dell’industria vinicola italiana segnala un peggioramento nel corso del primo trimestre, sul livello peggiore mai registrato dalla crisi del 2008 a questa parte. Detto questo, sembra di assistere a una stabilizzazione su livelli elevati dei costi all’origine del vino e dei mezzi di produzione. Dato che i prezzi continuano a crescere (almeno in ottica annuale) siamo in un momento in cui la velocità dei costi e dei prezzi è simile e quindi i margini sembrano stabilizzarsi. Vediamo nel dettaglio.

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