2011


Francia – produzione vino e superfici 2011, stima 2012

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Aggiornamento sulla Francia per il weekend de I numeri del vino, con i dati di Agreste sulla produzione 2011 (ufficiali e finali) e le stime aggiornate a Novembre sulla produzione totale. Le superfici vitate francesi continuano a calare (-3% nel 2011), soprattutto nella parte dei vini mentre crescono leggermente sul segmento adibito ai vini da distillare. La produzione nel 2011 è stata eccellente, ma è il 2012 si prospetta, come vedete dai grafici, come un’annata molto povera. Interpolando le rese per ettaro e la superficie vitata possiamo dire che nei prossimi anni la Francia in annate normali dovrebbe produrre circa 45 milioni di ettolitri di vino, circa il 20% in meno di quanto non facesse 10 anni fa. Addentriamoci nei numeri.

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Le abitudini di consumo di vino in USA – fonte: Wine Council 2011

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Aggiorniamo le statistiche che il Wine Market Council ha pubblicato relativamente al 2011. Devo subito premettere che i dati confrontabili nel tempo non sono tanti quanti avrei desiderato, e che lo studio annuale “saltella” qua e là alla ricerca di nuovi spunti. Gli spunti della presentazione 2011 sono senz’altro quello di inquadrare un incremento del consumo abituale di vino nel paese, di indagare quali sono le ragioni alle base delle scelte d’acquisto dei consumatori (e qui si ripropone l’importanza del marchio e del fare bella figura) e come sta cambiando il ruolo delle guide nella percezione dei consumatori. In quest’ultimo caso la lettura dei dati si presta a una doppia valutazione: essendo i giovani più inclini alle guide dei consumatori più anziani, è questo frutto di un diverso atteggiamento oppure semplicemente del bisogno di colmare un divario informativo rispetto ai consumatori esperti? A me sembra di più la prima, ma mi piacerebbe confrontarmi con voi.

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Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2011

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Fonte: Deutsches Weininstitut

Riprendiamo come di consueto a inizio anno i dati molto interessanti del Deutsches Weininstitut per dare un quadro del mercato del vino tedesco aggiornati al 2011. I grandi trend secolari stanno proseguendo, con qualche novità, come per esempio la crescita del consumo dei vini rosati provenienti dall’estero e la forte crescita, nell’ambito dei consumi di alcolici in senso lato, delle bevande a base di spiriti (probabilmente si parla di simil-Spritz), e certamente, nell’ambito del vino, della nuova giovinezza dei vini spumanti, che in Germania hanno una lunga tradizione. I consumi in valore assoluto restano stabili intorno ai 20 milioni di ettolitri (mentre regrediscono per la birra), ma il mercato si arricchisce in valore: secondo l’istituto il valore al dettaglio del mercato tedesco è di oltre 8 miliardi di euro, sempre più sbilanciato nel segmento offtrade. Andiamo nel dettaglio dei dati.

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Germania – produzione vino e superfici vitate 2011

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Dedichiamo il post di oggi al primo di due pezzi sulla Germania, con il contributo del Deutsches Weininstitut che pubblica il suo annuario sul vino tedesco. Oggi guardiamo ai dati industriali del settore, produzione e superfici, la settimana prossima ci dedichiamo ai trend di mercato. La vendemmia 2011 in Germania è ritornata su un livello più in linea con il trend storico, rispetto a un poverissimo 2010. La struttura del vigneto tedesco continua a evolversi lentamente verso i vini bianchi e resta sostanzialmente stabile intorno a 100mila ettari. Non si vedono certamente i cali di superfici vitata che la Spagna, l’Italia e in minor misura la Francia stanno vivendo. Passiamo ai numeri.

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Zonin – risultati 2011 e vendite 2012

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Con la crescita ottenuta nel 2011 (+17%) e l’ulteriore progresso con il quale si appresta a chiudere il 2012 (circa +9%), Zonin si conferma decisamente come l’azienda vinicola italiana con la crescita più marcata negli ultimi anni. Nel giro di 5-6 anni, l’azienda ha letteralmente raddoppiato le vendite, riuscendo così a riportare il bilancio in utile e a rendere sostenibile l’indebitamento, che da ormai qualche anno veleggia intorno a i 30-35 milioni di euro. Quando si raddoppiano le vendite è difficile che ci siano mercati nei quali si va male, ma certamente il progresso messo a segno nei mercati anglosassoni (USA/UK ma anche Canada) con le società di distribuzione locali ha dato un forte contributo, per quanto anche le vendite del resto del gruppo siano cresciute del 10% circa nel corso degli ultimi 2 anni. Cosa manca? Lo abbiamo già detto gli anni scorsi, a tanta (cercata) crescita si associa ancora un livello di utili piuttosto limitato, anche derivante dal posizionamento dell’azienda nel segmento dell’alta qualita’-prezzo. Il margine operativo lordo resta sotto il 5% del fatturato. Dall’altra parte, grazie a una buona gestione finanziaria e a una riduzione dell’aliquota fiscale, l’utile netto finalmente rivede un numero significativamente positivo.

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