Sardegna


Produzione DOC e DOCG per denominazione – dati 2013

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Ho terminato di rielaborare i dati Federdoc relativi alla produzione 2013 che vi presenterò per le principali regioni durante l’estate. Oggi, apriamo le danze con le classifiche delle maggiori DOC, che qui includono tutto quello che produce più di 50mila ettolitri (mi scuso per chi ha interesse delle DOC minori, ma la classifica sarebbe troppo lunga). La classifica è piuttosto completa, manca soltanto la produzione della DOC Castelli Romani, non pervenuta dalla Camera di Commercio di Roma (non mettetegli fretta, mi raccomando). Da quest’anno ho deciso dividere i numeri per 1000 per gli ettolitri, salvo la tabella delle superfici che apre il post qui sopra.

Dunque, difficile fare conclusioni qui. Comunque, le DOC con più di 50mila ettolitri prodotti sono 61 nel 2013 contro 60 nel 2012. Di queste 28 hanno avuto una produzione in crescita rispetto al 2012. La crescita media per queste DOC è stata del 4% circa, soprattutto trainata dalle DOC che chiamiamo “geografiche” e dagli spumanti. Il re tra le DOC Italiane resta il Prosecco, che è stato prodotto nel Trivento in 2.14 milioni di ettolitri, +19%. La seconda DOC Italiana è il Montepulciano d’Abruzzo, che è leggermente calato rispetto al 2012, mentre l’annata è stata migliore per il Chianti, che messo insieme al Chianti Classico cresce del 10%. Si riprende la produzione della DOC Trentino, mentre continua a crescere costantemente la produzione di Conegliano Valdobbiadene, la parte di qualità del Prosecco. Ma andiamo insieme a commentare le principali categorie.

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Sardegna – produzione vino – dati Federdoc 2012 e ISTAT 2013

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La Sardegna ha prodotto nel 2013 638mila ettolitri di vino, il livello più elevato dal 2007 a questa parte. Qui si concentra la notizia relativamente alla regione, i cui dati sembrano sempre meno attendibili. Come nota a margine, ho levato i dettagli 2012 su DOC/IGT/comuni in quanto chiaramente errati. Inoltre i dati 2012 di Federdoc, che qui pubblichiamo, sono gravemente incompleti, mancando alcune DOC piuttosto importanti. Faccio dunque quello che posso con quello che ho a disposizione… buona lettura per chi è interessato a continuare a leggere.

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Sardegna – principali vitigni – aggiornamento ISTAT 2010

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Secondo il censimento ISTAT 2010 i vigneti sardi si estendono su 18500 ettari, di cui poco più della metà registrata come DOC. La Sardegna è una regione molto diversa per base ampelografica rispetto a quelle sulla sua stessa latitudine in Italia continentale: la quota di vitigni autoctoni è predodominante e i classici Sangiovese, Trebbiano e tutti i vitigni internazionali sono relegati in secondo piano. Da notare la grande specializzazione per provincia dei principali vitigni DOC: Cannonau a Nuoro e Ogliastra, Vermentino a Olbia, Carignano a Carbonia e Monica/Nuragus a Cagliari. Andiamo a commentare insieme i dati dettagliati.

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Sardegna – produzione vino – dati Federdoc 2011 e ISTAT 2012

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Il post del weekend è dedicato alla produzione di vino in Sardegna, che nel 2012 è stata secondo ISTAT in forte controtendenza (+25%) contro il dato nazionale (stabile). I numeri che vengono presentati nel post lasciano adito a diversi dubbi, a partire dal “raddoppio” delle produzioni DOC (e anche IGT, quasi) cui si confrontano dati molto differenti rilasciati da Federdoc, sia pure con un anno di differenza. Buona lettura.

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Il consumo di vino nelle regioni italiane – dati ISTAT 2012

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Come promesso torno sull’argomento dei consumi di vino in Italia affrontando l’argomento dal punto di vista regionale. L’analisi che segue non solo cerca di identificare le regioni dove il modello di consumo non si è ancora adeguato alla moda del “consumo sporadico”, ma mette anche in luce quanto, ad oggi, il vino sta diventando un prodotto la cui penetrazione è fortemente correlata alla ricchezza delle persone: la correlazione che vedete nell’ultimo grafico vi indica chiaramente che le regioni più ricche sono quelle dove più persone sono consumatori di vino. Il centro Nord, cioè Marche, Emilia Romagna e Toscana sembrano essere le aree dove il consumo pesante di vino (qui identificato con “oltre 50cl di consumo giornaliero”) è ancora più marcato che nel resto d’Italia: il rischio di calo dei consumi sembra più importante. Invece, le regioni del Nord Est, prima tra tutti il Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia, ma anche in parte il Veneto, sono quelle dove il “mercato” si è già spostato sul modello di consumo sporadico e allontanato da quello giornaliero rilevante. Vediamo insieme qualche numero.

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