
LVMH ha annunciato eccellenti risultati semestrali, sia a livello di gruppo che per la divisione vino. Vedete i numeri principali della divisione nel primo semestre 2011. I punti importanti sono i seguenti:
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LVMH ha annunciato eccellenti risultati semestrali, sia a livello di gruppo che per la divisione vino. Vedete i numeri principali della divisione nel primo semestre 2011. I punti importanti sono i seguenti:
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Fonte: France Agrimer
Fonte: France Agrimer
Le vendite al dettaglio di vino in Francia nel 2010 hanno avuto un andamento contrastante. Da un lato e’ cresciuta la penetrazione degli acquisti, soprattutto sui vini rossi, dall’altro lato l’intensita’ degli acquisti (sia come quantita’ che come numero di acquisti) e’ calata, piu’ che compensando l’incremento della penetrazione e, come ormai normale, dei prezzi di vendita.
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Fonte: France Agrimer
I francesi come al solito ci bagnano il naso e pubblicano questa bella indagine sui consume di vino nel canale Ho.Re.Ca. Il documento completo e’ sull’ultimo numero della pubblicazione di France Agrimer Info (http://www.onivins.fr/pdfs/1391.pdf). Vi pubblico oggi qualche estratto delle tabelle piu’ interessanti (che riporto pari pari dal PDF dell’indagine).
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Da ormai qualche anno stiamo seguendo i risultati delle aziende della Champagne. Ci sono diverse aziende quotate e sono una specie di “faro” del mondo degli spumanti mondiali. Vi presento oggi qualche dato storico aggiornato fino al 2010 relativo all’andamento delle vendite e dell’utile operativo, dove esce una chiara indicazione (gia’ diverse volte commentata nei singoli bilanci): dopo la crisi del 2009 c’e’ stato un forte recupero delle vendite ma non dei margini di profitto. Le vendite cumulate delle 4 principali aziende quotate del settore (LVMH, Lanson BCC, Vranken Pommery e Laurent Perrier) sono salite del 21% e sono tornate al livello del 2008 (quando gia’ la crisi era iniziata). L’utile operativo cumulato e’ cresciuto del 24%, quindi con un leggerissimo miglioramento del margine, ma resta pesantemente sotto i livelli degli anni precedenti.
Le vendite di Champagne nel 2010 sono risalite a 320 milioni di bottiglie, praticamente lo stesso livello del 2008. Si puo’ quindi dire che la crisi del 2009 e’ stata riassorbita, anche se il calo delle spedizioni era cominciato nel 2008 e quindi il record storico di 339 milioni di bottiglie del 2007 richiede un altro anno. Non tutti i mercati e non tutte le categorie di produttori viaggiano pero’ alla medesima velocita’: (1) la Francia si conferma uno zoccolo duro per lo Champagne. Crisi o non crisi i francesi continuano a bere Champagne, dato che durante la crisi le bottiglie vendute in madrepatria sono scese soltanto del 3%; (2) le esportazioni sono quelle che fanno quindi la differenza e la “volatilita’” del mercato. Come vedremo sono i mercati anglosassoni che tirano nel 2010, anche se in realta’ restano sotto i livelli del passato. L’unico tra i grandi mercati al suo massimo storico e’ la Germania; (3) tra le categorie di produttori, la maggiore propensione all’esportazione aiuta le maison, che esportano oltre la meta’ delle loro bottigilie, mentre i vigneron sono quelli che dalla crisi non hanno subito molto ma non hanno proprio recuperato nulla. Una categoria in declino? Si vedra’, di certo il segnale non e’ positivo.
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