Mercato e consumi


Canada – importazioni di vino 2015

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La crescita delle importazioni di vino in Canada è ripresa nel 2015, dopo che la forte svalutazione del dollaro canadese aveva determinato una riduzione delle nostre (ma non solo!) esportazioni nel 2014. Va detto che analizzando i dati in valuta locale la crescita è costante e che la battuta d’arresto dello scorso anno, così come la crescita del 2015 (a doppia cifra) sono state compresse e amplificate rispettivamente proprio dal cambio. Il Canada, come abbiamo avuto già modo di discutere per la Norvegia, è una economia con un forte legame con le materie prime. Ciò ha determinato la svalutazione del cambio nel 2014 (da 1.37 a 1.47 dollari per un euro), che ha parzialmente recuperato nel 2015 (1.42). Nei primi due mesi del 2016 il dollaro canadese è piombato al suo minimo storico contro l’euro dal 2010 a questa parte, a 1.54. Questo non suona bene per le nostre esportazioni che probabilmente ne risentiranno.

Ma per ora vale la pena di concentrarci sui dati 2015, +11% a 1.6 miliardi di euro le importazioni totali, +7% a 2.3 miliardi in valuta locale. L’Italia migliora leggermente la sua quota di mercato, praticamente eguagliando la Francia, mentre gli USA continuano a dominare il mercato. Pur continuando a perdere in quota, sembra essersi riassorbita l’emorragia del vino australiano, tornato a crescere. Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Francia – esportazioni di vino 2015

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Le esportazioni francesi di vino hanno continuato a crescre con vigore nel secondo semestre 2015, come già avevamo notato ad agosto quando avevamo analizzato di dati semestrali. Il dato finale per il 2015 è di 8.3 miliardi di euro di export, in crescita del 7%, con una accelerazione rispetto al +6.2% riportato nel primo semestre. Come già notavamo, difficilmente l’Italia riuscirà a fare meglio. Sui 12 mesi terminanti a ottobre siamo sul piede del 4% (la Francia era a +6.3% in quel momento), a novembre siamo a +5% e il dato finale francese è +6.8%, con dicembre che di solito conta poco. Cosa guida la ripresa della Francia? Beh, è una ripresa tutta fatta sul prezzo e sul mix, visto che i volumi calano del 2%, seguendo una linea discendente che continua dal 2013. In secondo luogo, è una crescita guidata dallo Champagne, che ha chiuso il 2015 con esportazioni in crescita a doppia cifra, +12% a 2.7 miliardi. Il resto del vino francese, comunque lo si voglia tagliare, ha una crescita compresa tra il 3% e il 5%.

Visto lo strutturale indebolimento dell’euro del 2015 potremmo dire che la Francia ha saputo capitalizzare lo scenario valutario, avendo realizzato un vero e proprio boom di esportazioni sul mercato americano (+24% da 1.07 miliardi a 1.33 miliardi di euro). La spiegazione più plausibile credo sia da ricercare nel “pricing power” del prodotto francese, che ha marchi e organizzazioni commerciali più forti delle nostre. Mi viene in mente, tanto per dire, che 2 di questi 8 miliardi di esportazioni sono effettuate da una sola azienda, LVMH…

Ma andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Cile – esportazioni di vino 2015

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Anche nel 2015 le esportazioni di vino cileno sono cresciute. Anzi, l’anno appena concluso è stato anche migliore del 2014, soprattutto se si traducono i dati nella loro valuta locale, il peso: ne risulta un incremento del 14% in valuta locale, contro il +9% registrato nel 2014. Da quest’anno questo post cambia fonte, essendo passato dui dati di UN Comtrade Database, e soprattutto ho deciso di cambiare valuta, trasformando tutto in euro, perchè alla fine il 95% di chi legge ha in testa gli euro e gli viene più semplice leggere euro che non dollari o ancora più incomprensibili peso cileni. Dicevamo che è un buon anno per il Cile, sia dal punto di vista dei numeri totali (+19% a valore in euro a 1.7 miliardi di euro e +9% a volume a 8.8 milioni di ettolitri) che dal punto di vista del mix, dato che come lo scorso anno la crescita resta più spostata nel segmento dei vini imbottigliati (almeno a valore). Ma lo è anche perchè il prodotto cileno si è aperto nuove strade per continuare a crescere. Lo dicevamo già lo scorso anno che i nuovi mercati stavano diventando importanti. Nel 2015 la Cina è a tutti gli effetti il secondo mercato di esportazione con 200 milioni di euro 1.5 milioni di ettolitri spediti superando di slancio Regno Unito e Giappone, dove comunque le esportazioni in euro sono cresciute del 10% e  del 26% rispettivamente. Questa capacità di aggredire nuovi mercati è un fattore molto positivo, anche se non ci sono soltanto buone notizie: il prodotto cileno sembra più esposto alla competizione di quello dei concorrenti in alcuni mercati storici, come gli USA o il Regno Unito, dove le esportazioni negli ultimi anni sono state molto altalenanti. Andiamo a leggere i numeri insieme.

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Esportazioni di vino Italia – aggiornamento novembre 2015

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Novembre e’ stato un ottimo mese per le esportazioni di vino, in totale controtendenza con quanto era successo nei due mesi precedenti. Con un incremento dell’11% del fatturato, l’andamento da inizio anno e’ migliorato dal 4% al 5%, per un valore che probabilmente sara’ leggermente sopra 5.3 miliardi di euro a fine anno (dati pubblicati l’11 marzo). Il risultato e’ soprattutto legato al balzo dei vini spumanti, +35%, che “recuperano” il terreno perso nei due mesi precedenti, ma non si tratta solo di questo: ci sono segnali di stabilizzazione per i vini sfusi, calati solo del 2% a Novembre e i vini imbottigliati sono cresciuti del 5%. Quando si parla di ottima performance degli spumanti si pensa subito al mercato inglese, che infatti e’ cresciuto in novembre del 30%, portando a +12% l’andamento da inizio anno, mentre le esportazioni degli USA nel mese sono state in crescita del 10% circa. Continua il calo in Russia e si acuisce il calo in Brasile (peraltro poco rilevante), mentre dei chiari segnali di accelerazione si stanno materializzando in Cina (+25% nel mese e +20% da inizio anno). Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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Svizzera – importazioni di vino 2015

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Fonte: UN Comtrade database

La Svizzera è il quarto mercato di esportazione di vino per l’Italia e quindi merita un occhio di riguardo, anche e soprattutto perchè si tratta di un mercato dove l’Italia ha costruito una posizione di leadership (ven visibile dal grafico qui sopra) a discapito della Francia. I dati 2015 appena rilasciati da UNComtrade (967 milioni di euro di importazioni, +5% in euro ma -7% in Franchi svizzeri, con un volume stabile a 1.9 milioni di ettolitri) indicano una leggera inversione di tendenza della nostra quota di mercato al 35.5%, quota che peraltro aveva raggiunto un picco di quasi il 37% nel 2014, quando il nostro prodotto aveva per la prima volta superato l’export Francese in Svizzera, storicamente leader di mercato. La situazione vede quindi l’Italia e la Francia spartirsi i due terzi del mercato e il resto del mondo accaparrarsi l’ultimo terzo. Tra questi, principalmente Spagna e Germania, a dimostrazione dell’impronta estremamente tradizionale dello stile di consumo di vino dei nostri vicini di casa. Nel segmento dei vini spumanti naturalmente la Francia guida con esportazioni doppie rispetto alle nostre, anche se il prodotto italiano negli ultimi anni (ma non nel 2015) è cresciuto di più. Andiamo a leggere qualche dato insieme.

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