BOISSET – bilancio 2024

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Analizziamo per la prima volta su questo blog i bilanci della società Boisset – La Famille des Grands Vins SAS, con i numeri al 31/12/2024. Si tratta di una società di dimensioni piuttosto rilevanti, considerando che l’attivo totale è di €206 milioni e l’utile netto di €6,9 milioni. Ricordiamo che il bilancio d’esercizio 2024 è certificato dai revisori KPMG ed Endrix.

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Chapoutier: analisi bilancio 2024

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Analizziamo per la prima volta i bilanci di La Maison M. Chapoutier, che si posiziona come produttore di vino fortemente centrato sul concetto di espressione del terroir: nasce nel Rodano ma dichiara una presenza anche in “alcune delle più belle regioni di Francia e del mondo”, con un’impostazione orientata alla valorizzazione delle singole aree e dei vigneti.

Sul piano strategico, il sito evidenzia:

  • una filosofia agronomica in cui la biodinamica è parte integrante del DNA aziendale “dal 1991”;
  • una crescita per acquisizione e sviluppo di tenute (dove possibile “affiancando i precedenti creatori” e mantenendo la biodinamica come filo conduttore);
  • iniziative di presidio commerciale/brand attraverso cantine/luoghi di esperienza in città francesi a vocazione gastronomica, oltre a una selezione di etichette anche da altri territori (es. Borgogna);
  • partnership internazionali: in particolare, viene descritta l’alleanza con la famiglia Terlato (distributore statunitense) avviata nel 2000 e collegata allo sviluppo di un progetto in Australia (Pyrenees, a nord-est di Melbourne).

Questa impostazione – terroir, biodinamica, presidio di brand e partnership – in genere implica capitale circolante rilevante (scorte/vini in invecchiamento) e necessità di struttura finanziaria adeguata per sostenere tempi lunghi di trasformazione e commercializzazione.

Andamento delle vendite (2024 vs 2023)

Nel 2024 il fatturato netto (Chiffre d’affaires net) risulta pari a €63,4 mln, in lieve flessione rispetto a €64,2 mln del 2023 (circa -1,3%). Il fatturato complessivo è invece stabile a circa €68,3 mln. A fronte di ricavi lievemente in calo, si nota una crescita della “production stockée” (produzione capitalizzata in scorte) a €2,5 mln (da €1,2 mln): dinamica coerente con l’incremento del magazzino e con una parte della produzione non ancora “trasformata” in vendite nell’esercizio (tema importante per cassa e fabbisogno di circolante).

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Analisi storica dei consumi di vino negli USA

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Abbiamo analizzato i dati del Wine Institute, dal 1934 al 2024, per quanto riguarda il consumo di vino pro capite (ossia “per residente”, quindi è calcolato sulla popolazione residente) e sui galloni totali sia per il vino sia per quello classificato “table wine”, ossia da tavola (sono i vini fermi ≤ 14% di titolo alcolometrico). Quindi nella seconda parte dell’articolo facciamo uno zoom sugli ultimi 20 anni.

Consumo per residente (1934–2024)

La tendenza di lungo periodo in crescita: da ~0,3 galloni/pro capite nel 1934 a un picco storico di 3,16 galloni/pro capite nel 2021. Si notano due fasi salienti: un forte boom dalla fine degli anni ’60 a metà anni ’80, seguito da una contrazione nei primi anni ’90; quindi una nuova espansione dal 1995 fino al 2019, uno “scatto” nel biennio pandemico 2020–2021 e poi la correzione degli ultimi anni, nel 2022–2024 (2,54 nel 2024, dato preliminare di Wine Institute). Si ricorda che un gallone equivale a circa 3,8 litri, quindi ad esempio il picco di 3,16 galloni pro capite si traduce in circa 12 litri a persona, ossia 16 bottiglie standard (da 0,75 litri) all’anno. Per fare un confronto, in Italia siamo ad circa 40 litri, ossia una bottiglia alla settimana a testa, secondo la media del pollo!

Consumo totale e di “table wine” (1934–2024)

I volumi totali passano da…

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L’economia del vino in California

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La California è il principale produttore di vino degli Stati Uniti, rappresentando l’81% della produzione nazionale e classificandosi come quarto produttore mondiale. Questo stato vanta circa 6.200 aziende vinicole autorizzate, per lo più a conduzione familiare e spesso multigenerazionali. Sono invece circa 5.900 i coltivatori di uve da vino, attivi in 49 delle 58 contee dello Stato su ben 590.000 acri (circa 239.000 ettari) dedicati alla viticoltura, distribuiti in 154 aree vitivinicole americane (AVA), che contribuiscono a preservare spazi aperti e paesaggi naturali.

Sostenibilità e varietà

Oltre l’80% del vino californiano è prodotto in cantine certificate come sostenibili (“Certified California Sustainable Winery”). La produzione annuale raggiunge 2,96 milioni di tonnellate di uve da vino, con oltre 110 varietà diverse, che rendono la California un unicum nel panorama statunitense.

Mercato e valore economico

Le vendite interne ammontano a 232 milioni di casse di vino californiano sul mercato statunitense. Le esportazioni di vino dagli Stati Uniti (di cui il 95% proviene dalla California) valgono 1,24 miliardi di dollari, pari a 24,2 milioni di casse esportate. Il valore al dettaglio complessivo delle vendite di vino californiano negli Stati Uniti è stimato in 67,5 miliardi di dollari. I dati provengono da U.S. Alcohol and Tobacco Tax and Trade Bureau, Global Trade Information Services e California Department of Food & Agriculture (agosto 2025).

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AdVini – risultati primo semestre 2025

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La società francese ha chiuso i conti del primo semestre 2025 con un calo del 4% dei ricavi a 131,6 milioni di euro, ma con un incremento del MOL (EBITDA) del 9% a 9,8 milioni di euro, per un margine sulle vendite del 7,4%, rispetto al 6,5% del primo semestre 2024 e del 6,4% della media dei sette anni precedenti.

Il management ha quindi confermato il buon lavoro fatto nella ristrutturazione della base dei costi, almeno a livello operativo. Infatti, grazie anche ai minori investimenti, il cash flow è salito a 2 milioni di euro, segnando il terzo trimestre consecutivo di generazione di cassa netta, nonostante la società abbia registrato una leggera perdita in termini di utile netto, a -0,6 milioni di euro rispetto a -2,6 milioni di euro del primo semestre del 2024. Il magazzino è sceso di 4 milioni di euro, ossia di 7 giorni rispetto ai dati di un anno fa.

Inoltre, il debito netto è sceso di circa 15 milioni di euro a 160 milioni, piuttosto stabile rispetto ai livelli di fine 2024 (di circa 158 milioni di euro), comunque piuttosto elevati. Infatti, in rapporto al capitale proprio, il debito è pari al 217% (dal 222% del primo semestre 2024). Il debito/MOL rolling a 12 mesi è quindi sceso a 8,3 volte, abbastanza in linea con il dato medio di 8,9x degli ultimi sette anni considerando le semestrali e del 8,5x considerando diati di fine anno.

L’analisi prosegue con grafici e tabella riassuntiva.

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