Antinori – risultati e bilancio 2012

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Il bilancio 2012 di Antinori è fortemente caratterizzato dall’investimento nella nuova cantina del Chianti Classico. Un colpo da 100 milioni, che è stato però riassorbito dalla struttura finanziaria senza contraccolpi eccessivi. Oltre a questo, Antinori presenta il solito bilancio lineare, con una crescita del 5% delle vendite guidata dai mercati extra europei e margini stabili, soltanto leggermente diluiti a livello operativo dall’incremento degli ammortamenti della nuova cantina (che si vedrà con più incisività il prossimo anno). La filosofia del gruppo resta la medesima ed è improntata a un modello quasi completamente integrato: infatti, nonostante lo sforzo della nuova cantina Antinori ha continuato a investire in nuovi vigneti e nel rinnovamento ed espansione delle altre tenute aziendali. Analizziamo meglio i numeri.


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  • Le vendite sono cresciute del 5% a 157 milioni, nuovo massimo storico per l’azienda, con l’Italia in calo del 2%, ormai a rappresentare il 34% del fatturato contro il 36% del 2011 e il 40% del 2010. In Europa le cose vanno leggermente meglio, con vendite stabili a 41 milioni, mentre sono in deciso rialzo sia il fatturato americano, +13% a 24 milioni, che quello nel resto del mondo, +17% a 39 milioni di euro.
  • Il MOL sale del 6% a 60 milioni di euro, quasi perfettamente allineato alle vendite, a dimostrazione di una gestione oculata dei costi. Le materie prime sono stabili in valore assoluto, crescono da 8 a 10 milioni le spese di promozione, comunque molto contenute al 6% delle vendite e il costo del personale cresce del 3.3%, con 979 dipendenti, 3 in più dello scorso anno.
  • Come anticipato la crescita degli ammortamenti da 16 a 18 milioni determina una piccola diluizione del margine operativo a poco meno del 27%, mentre l’utile netto dichiarato cresce del 10% a 24 milioni di euro grazie a proventi non ricorrenti. Ove aggiustato per le partite non ricorrenti, stimiamo un utile all’incirca stabile.
  • Veniamo alla parte finanziaria, dove sono successe le cose più interessanti. Gli investimenti sono stati 111 milioni di euro, un valore abnorme, che corrisponde al 70% delle vendite. Antinori nel Chianti Classico: 82 milioni investiti, oltre a 8 milioni di migliorie, 3.5 milioni per il terreno e 5 milioni per gli equipaggiamenti enologici all’interno, e diverse altre centinaia di migliaia di euro per equipaggiare gli uffici e le strutture tecnologiche interne. Insomma, 100 milioni di euro.
  • Come ha cambiato la struttura finanziaria del gruppo? Premettendo che Antinori ha corretto la sua posizione finanziaria netta dichiarata a partire dal 2012 per alcuni “titoli finanziari”, che noi qui non abbiamo considerato per mantenere la coerenza con i dati 2011 (quando il debito era dichiarato a 84 milioni, contro la nuova definizione che arriva a 75 milioni), il debito è cresciuto da 84 a 127 milioni di euro, quindi un incrremento di 43 milioni di euro. Se adottassimo il “nuovo” approccio antinori arriveremmo a un debito di 110 milioni di euro. Il rapporto debito/MOL resta dunque dentro livelli piuttosto limitati, 2 volte circa, soprattutto considerato la struttura del bilancio Antinori, dove attività tangibili come i terreni e le cantine forniscono una base immobiliare solida per supportarlo.

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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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