USA


Le sfide dei produttori americani di vino – PDF Corriere Vinicolo

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Il nuovo numero del Corriere Vinicolo contiene un’analisi dell’ultimo rapporto della Silicon Valley Bank sul mondo del vino americano, con riferimento all’andamento del mercato ma soprattutto delle aziende locali. La banca si attende che un anno di crescita nel 2011, forse anche migliore del 2010. Ma non sara’ cosi’ per tutti: alcuni segmenti del mercato cresceranno di meno e nei prossimi anni alcune aziende saranno in qualche modo obbligate a cambiare per poter sopravvivere.

Potete leggere l’articolo per intero nel PDF qui allegato

Importazioni di vino in USA – aggiornamento 2010

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Fonte: OEMV
Le importazioni di vino in USA hanno ripreso la crescita dopo la crisi. Nel 2010, gli Stati Uniti hanno importato vino per 4.2 miliardi di dollari, con un rimbalzo del 6.5%. In verita’ questo valore e’ ancora inferiore al picco degli scorsi anni, cioe’ 4.6 miliardi di dollari del 2007-08. Il valore delle importazioni cresce decisamente di piu’ dei volumi, che invece restano bloccati intorno a 9.4 milioni di ettolitri (+1%). Le principali osservazioni che svilupperemo sono queste: (1) l’Italia e’ andata molto bene, grazie anche al cambio che ha spinto i volumi a discapito del prezzo; (2) Australia e Cile hanno subito un forte calo di volumi a causa del cambio. Tale calo appare in riassorbimento per l’Australia e in aggravemento per il Cile; (3) l’unico grande esportatore verso gli USA che riesce a crescere in modo deciso sia nei volumi che nel prezzo mix e’ l’Argentina; (4) nel segmento degli spumanti la Francia si e’ ripresa in modo molto deciso riprendendosi la quota di mercato perduta nel 2009.



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Constellation Brands – risultati annuali 2010-11

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Constellation Brands ha pubblicato i risultati 2010 che proseguono sulla falsalinea di quanto riportato nel terzo quarto dell’anno. Gli aspetti chiave sono: (1) rifocalizzazione dei marchi e della strategia distributiva USA; (2) taglio costi aggressivo fuori dagli USA; (3) riduzione del debito e riacquisto di azioni. Il quarto trimestre e’ stato buono cosi’ come era stato annunciato. Non solo le vendite USA sono aumentate del 10% a pari perimetro, ma l’azienda ha anche goduto di un impatto positivo dalle tasse. Alla fine l’utile per azione e’ stato superiore alla fascia 1.8-1.85 dollari annunciata a Gennaio, avendo raggiunto 1.91$. Quali sono le attese e la strategia di CB per il 2011: (1) l’utile e’ atteso stabile a 1.9-2$ per azione, quindi perlomeno stabile; (2) l’azienda ha pianificato un ulteriore riacquisto di azioni proprie per 500m$, che praticamente si mangera’ la maggior parte dei 600-650m$ di generazione di cassa attesa nell’anno (in crescita rispetto ai 530m$ generati nel 2010); (3) continuare la riduzione del debito, che e’ sceso di 600m$ nel 2010, con il debito/MOL sceso a 3.2x. Nel 2011 (anno fiscale 2012), Constellation sara’ impattata dal confronto negativo derivante dagli acquisti obbligati dei distributori americani che non si ripeteranno nel 2010. La generazione di cassa e’ prevista aumentare ancora, probabilmente grazie al capitale circoltante.



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Il successo del vino italiano in USA – PDF dal Corriere Vinicolo

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Ultimo estratto dal mega-numero del Corriere Vinicolo specificamente fatta per il Vinitaly 2011.
Si approfondisce il mercato USA. Ha superato come dice il Wine Institute la Francia? Non e’ certo, ma e’ altrettanto certo che se non l’ha fatto lo fara’ presto. Il prodotto italiano si addice bene a questo mercato: qualita’ giusta al prezzo giusto, radici italiane di molti bevitori locali e strutture distributive elevate.
Ecco il testo integrale dell’articolo.

Esportazioni di vino americano – aggiornamento 2010

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Il Wine Institute ha messo online i dati delle esportazioni americane di vino 2010, che vedono il vino a stelle e strisce toccare un nuovo record: gli introiti dei produttori di vino dalle vendite estere hanno raggiunto USD1.1 miliardi, con un incremento del 25% rispetto all’anno di crisi, il 2009. L’incremento e’ tutto da legare al miglioramento del prezzo mix, dato che in termini di volume l’export e’ rimasto all’incirca stabile a 4.25 milioni di ettolitri (+2%). Da cio’ ne deriva un prezzo-mix in forte miglioramento, da circa 2.18 dollari al litro a 2.69, un livello mai raggiunto prima dal prodotto americano.



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