mercato del vino


Il mercato del vino di Hong Kong – aggiornamento 2008

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Fonte: Calwine
Il mercato del vino di Hong Kong e’ passato nel giro di 5 anni da USD50m a oltre 350m di dollari e nei primi mesi del 2009 sta crescendo del 60% a valore e del 40% a volume e ci si aspetta possano superare i 400 milioni di dollari e 35 milioni di litri su tutto l’anno. Certamente gli abitanti di Hong Kong da soli non possono bersi tutto questo ben di dio. Che cosa e’ successo? E’ successo che Hong Kong ha tagliato a zero le accise sul vino (nel 2006 dall’80% al 40% e nel 2007 dal 40% a 0%) e in questo modo si e’ candidato a diventare una sorta di hub per l’esportazione del vino nella regione. Le sue capacita’ logistiche e organizzative lo rendono un porto ideale per poi spedire il vino in altri posti. Con le tasse a zero, questa opzione diventa percorribile. Non che questo taglio di tasse non abbia favorito i consumi interni: noi guardiamo oggi a dei numeri al netto di quello che e’ stato ri-esportato, cioe’ guardiamo al vino che rimane a Hong Kong. Per darvi un’idea dei 367 milioni di dollari di vino importati nel 2008, un valore di circa 89 milioni e’ stato rispedito, mentre circa 279milioni sono rimasti in loco. Si tratta quindi di un mercato in forte crescita. Come siamo messi noi italiani? Malissimo. Il nostro prodotto, che dovrebbe essere numero 2 dietro la Francia, e’ numero 5, ma come vedremo il problema emerge soprattutto quando si guardano i numeri…


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Il mercato del vino in Giappone – aggiornamento 2008

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Fonte: Calwine

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[Mi scuso per i grafici ma non sono alternativamente riproducibili] Affrontiamo oggi il mercato del vino giapponese, utilizzando i dati di Calwine. Oggi parliamo del mercato in genere mentre in un prossimo post ci focalizziamo sui vini importati per vedere le posizioni dei diversi paesi. Conclusioni: (1) il vino e’ una bevanda secondaria in Giappone, viene dopo la birra; (2) il consumo in volume non e’ in crescita significativa, mentre cresce il valore; (3) il 70% del vino di qualita’ si beve a Tokio dove stanno solo il 30% dei giapponesi; (4) bevono piu’ vino le donne degli uomini; (5) il vino italiano e’ quello che ha la % di utilizzo piu’ elevata nei “food service”; (6) il vino locale giapponese copre circa il 40% del consumo totale, di circa 2.5-2.6m/hl annui.


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Il valore del mercato del vino mondiale – stima Calwine 2008

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L’ente americano Calwine (California Wine export program) e’ una fonte di informazioni preziose ma talvolta anche curiose. L’argomento di oggi e’ futile, ma molto curioso. Calwine ha stimato il valore di mercato del vino mondiale al dettaglio. Che numero esce? 224.5 miliardi di dollari. La cosa curiosa e’ come ha fatto, avendo usato un metodo molto ingegnoso.
Vado a spiegare. Calwine ha preso da OIV la statistica di consumo mondiale di vino, poi ha preso la media di prezzo al litro delle esportazioni mondiali di vino e ha assunto che questa media mondiale sia di fatto il valore all’origine del vino. Di tutto il vino del mondo. Quindi ha fatto 24.5 miliardi di litri di vino moltiplicato 3.22 dollari al litro. E ha trovato cosi’ il primo numerone 78.8 miliardi di euro. Poi ha cominciato a ipotizzare i costi di trasporto sia all’export che interni (0.90 dollari al litro), le accise sulle esportazioni, le tasse locali e l’IVA (1.24 dollari al litro), il ricarico del distributore (30%) e quello del dettagliante (30%).


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Sud Africa – superfici, mercato e produzione di vino – agg. 2008

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Torniamo oggi sui dati del Sud Africa grazie al rapporto annuale molto dettagliato che viene reso disponibile dal SAWIS, che si occupa espressamente di stilare le statistiche sul mondo del vino. Lo studio di presenta un quadro iper-dettagliato, del quale noi esploreremo soltanto le cose piu’ significative. Che cosa emerge da questi numeri: (1) il Sud Africa ha raggiunto una superficie vitata di circa 100mila ettari e qui si e’ fermata. Sono due anni che la vigna non cresce piu’; (2) la produzione continua invece a crescere in modo moderato grazie a un andamento favorevole delle rese produttive; (3) il mercato del vino Sud Africano, anche a causa delle cattive condizioni economiche, non sta piu’ crescendo in volumi e ormai copre meno del 50% della produzione di vino del paese; (4) le esportazioni continuano a crescere e hanno raggiunto nel 2008 4.1m/hl; (5) l’industria del vino locale mostra segnali molto sani di consolidamento: le piccole aziende sono numericamente in calo e sono sostituite da aziende piu’ grandi: un buon segnale per la sostenibilita’ del settore nei prossimi anni.


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Vendite di vino al dettaglio in Italia – dati primo semestre 2009

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Le vendite al dettaglio di vino del primo semestre cominciano a mostrare gli effetti della recessione. I dati di ISMEA-Nielsen riferiti a gennaio-giugno 2009 ci mostrano un calo delle vendite del 5.5%, piu’ o meno equamente distribuito tra calo dei volumi e dei prezzi. Si tratta del peggior risultato da quando guardiamo queste statistiche. Secondo ISMEA nel 2008 il mercato e’ cresciuto del 3.7%, con un +1.8% per i primi 6 mesi e una accelerazione nella seconda meta’; nel 2007 il mercato era stato stabile. In realta’ i volumi sono sempre stati negativi: -2% nel 2007, -1.5% nel 2008 e -3% nei primi 6 mesi del 2009. Quello che e’ cambiato rispetto al passato e’ il prezzo-mix, che dopo il +2% del 2007 e il +5% del 2007 diminuisce del 2.7% nel corso del primo semestre 2009.


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Che cosa si attende ISMEA per il 2009? Un andamento in ulteriore deterioramento per la seconda parte dell’anno con un -6.3% per tutto l’anno a fronte del -5.5% dei primi sei mesi. In questo contesto, i vini da tavola dovrebbero passare dal -8% al -9.5%, i vini DOC/DOCG passare da -1% a 0% e i vini spumanti da -5% a 0%.

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Nel segmento del vino, il calo e’ del 5.2%, che si divide in -1% per i vini di qualita’ e -8% per i vini comuni. Per i vini DOC/DOCG si tratta della performance peggiore da sempre, dopo una crescita del 3% nel 2007 e del 6% nel 2008. I volumi dei vini DOC/DOCG sono comunque in crescita del 2%, paradossalmente meglio di quanto e’ successo nel 2007-08. Invece, i volumi calano del 3%. ISMEA parla di un incremento dell’acquisto medio per atto con e di una lieve flessione dell’intervallo di acquisto, piu’ che compensato da una minore base di clienti.

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Per i vini comuni la variazione e’ negativa per l’8%. Si tratta di un risultato molto negativo dove si combina una accelerazione del calo dei volumi a -6.4% e un peggioramento del prezzo mix a quasi -2%. Si tratta di una novita’ per i vini comuni che nel corso degli ultimi anni hanno parzialmente compensato l’inesorabile calo dei volumi con dei prezzi piu’ elevati. Il bollettino ISMEA aggiunge che: ” Per i vini da tavola, invece, oltre al calo della base acquirenti, si è aggiunta una contrazione dell’acquisto medio per atto, ciò che ha determinato un calo delle vendite.”

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Infine, i vini spumanti, che calano del 5%, con un calo dei volumi del 10.8% e un incremento del prezzo mix del 6.5%. Ma in questo caso i dati sono molto poco significativi.