mercato del vino


Vendite al dettaglio di vino in Italia – aggiornamento 2014

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L’andamento delle vendite di vino nella distribuzione moderna nel 2014 non ha seguito quello delle vendite al dettaglio in generale. Infatti, se è vero che il clima dei consumi in Italia si è gradualmente stabilizzato nel corso dell’anno, nel caso del vino è successo il contrario: dopo una partenza d’anno con il segno positivo, la crescita si è andata gradualmente affievolendo per arrivare a fine anno con un dato stabile (+0.4%), spinto essenzialmente dai consumi di spumante (+5%). Due sono stati i temi che hanno portato al peggioramento: primo, i prezzi hanno smesso di crescere in conseguenza del trend dei prezzi all’origine. Si è partiti con prezzi in crescita del 3-4% e si è arrivati a fine anno al 2% (ma di meno se si considera soltanto l’ultimo trimestre. Secondo, i volumi continuano a calare a un ritmo del 2% circa, un po’ meno che durante i mesi della crisi del 2012-13, ma si conferma un trend “secolare” di calo. Nelle categorie, si conferma la crescita degli spumanti, grazie al metodo Charmat, che ormai rappresenta la metà delle vendite, e la solita dicotomia tra i vini DOC che restano stabili e i vini IGT e da tavola che sono in calo pronunciato. Guardiamo insieme i numeri.

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Brasile – importazioni di vino 2014

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Il mondiale 2014 in Brasile lo avrà vinto la Germania. Però per festeggiare non mi sembra abbiano bevuto ne’ Champagne, ne’ il loro spumante ma bensì vino cileno. Il Cile che già era il leader delle importazioni di vino in Brasile (che vi ricordo nel segmento dei vini fermi fanno circa l’80% del consumo locale, contro il 20% circa del consumo di spumanti). Il 2014 è andato bene, in crescita del 12%  a circa 325 milioni di dollari. Il mercato brasiliano resta molto legato ai paesi limitrofi, quindi Argentina dopo al Cile, e ai legami coloniali, quindi con il Portogallo a rappresentare la prima forza europea, perlomeno nel vino fermo. L’Italia è relegata a un ruolo secondario, numero 4 nei vini fermi e non è riuscita come in altri mercati a raggiungere buoni volumi di export degli spumanti, che per il Brasile restano un prodotto molto locale e, nel segmento delle importazioni, dominato dallo Champagne. Andiamo a vedere qualche numero insieme.

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Australia – esportazioni 2014

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Era da qualche anno (dal 2007) che le esportazioni australiane non rialzavano la testa e difatti gli australiani hanno festeggiato il ritorno del segno più. In realtà, i problemi che per qualche anno hanno avuto all’estero si sono “trasferiti” a casa, dove la loro economia guidata principalmente dal ciclo delle materie prime sta vivendo un momento particolarmente difficile. Ma noi oggi ci focalizziamo sul mercato estero e possiamo dire che l’export è cresciuto in valuta locale del 4% a valore e del 3% a volume, rispettivamente a 1.82 miliardi di dollari australiani e 7 milioni di ettolitri. Lo stesso non si può dire quando espresso nella nostra valuta,  dato che il dollaro australiano si è svalutato in media del 5%, vanificando completamente la crescita quando trasformata in euro. Andiamo a vedere qualche numero in dettaglio.

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Nuova Zelanda – produzione, superfici e settore vino – aggiornamento 2014

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La review 2014 dell’industria vinicola è gloriosa. Grazie al continuo incremento delle esportazioni, il vino è entrato nella top-5 delle esportazioni della Nuova Zelanda e grazie alla abbondante vendemmia 2014 (cresciuta di 0.7 milioni di ettolitri a 3.2 milioni) l’industria locale si attende un altro balzo delle vendite, dal valore corrente di circa 1.3 miliardi di dollari neozelandesi a 1.5 miliardi (in euro circa 1 miliardo). Le parole d’ordine per il futuro sono: reputazione, perché senza quella non si riuscirà a crescere all’infinito, e sostenibilità, con una proporzione di circa il 10% della produzione certificata organica e sostenibile. In conclusione, la Nuova Zelanda ha i mezzi economici e il prodotto per continuare a crescere, ma attenzione: la zona chiave per la nazione, Marlborough, non ha quasi più spazio di crescita dei vigneti e questo a un certo punto limiterà il potenziale di produzione e export… Andiamo a leggere qualche numero insieme.

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Conegliano Valdobbiadene DOCG Prosecco – vendite e esportazioni 2013

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I dati che commentiamo oggi sono relativi al Conegliano Valdobbiadene DOCG, nella sua declinazione “spumante”, che rappresenta il cuore dell’offerta di Prosecco (si chiama in effetti Prosecco Superiore), dato che da questa denominazione è nato il prosecco e dato che questa denominazione ne rappresenta il picco qualitativo. Mi ripeterò, ma il rapporto che viene prodotto annualmente dal Distretto di Conegliano Valdobbiadene è quanto di meglio si possa trovare non soltanto in Italia dal punto di vista dell’analisi della produzione, del mercato e dell’offerta enoturistica. Noi oggi ci occupiamo dei dati produttivi e di vendita relativi al 2013, che evidenziano ancora una volta una crescita del prodotto, del 2% per quanto riguarda lo spumante, del 4% se consideriamo anche le altre sottodenominazioni. Parliamo di circa 72 milioni di bottiglie, con un valore alla produzione di circa 362 milioni di euro e un valore al consumo superiore a 450 milioni di euro. La sorpresa nel leggere questi dati è che la crescita nel 2013 è stata guidata dal mercato italiano, e in particolare dalla GDO, e che così sarà anche nel 2014, a leggere i dati prodotti nel rapporto da IRI. Invece, le esportazioni mostrano per la prima volta dopo il 2008 un calo, dovuto principalmente alla contrazione delle vendite in Germania e Austria. Ma vediamo insieme i dati.

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