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Come ampiamente pubblicizzato, la Francia ha raggiunto l’Italia nella classifica delle esportazioni di vino in USA. Pubblicizzare e sottolineare la parola “superato” quando la differenza tra le due nazioni è 5 milioni di euro su un totale di 1649 milioni mi sembra una inutile e scoraggiante forzatura che danneggia l’orgoglio e il morale di chi tutti i giorni lavora nel settore. Ma ciascuno naturalmente si prende le responsabilità di quello che scrive. Detto questo, mi preme aggiungere un altro tema: l’Italia è strutturalmente e inevitabilmente il numero 2 mondiale nel settore del vino, e con questa considerazione mi spiace danneggiare l’orgoglio e il morale di chi ci lavora, a mia volta. Se negli USA che è il principale mercato mondiale per questo prodotto siamo stati numero 1 per tanti anni, beh, complimenti. Direi che la felice anomalia è stata questa! Aggiungo anche che nell’ultimo grafico potete vedere i dati di lungo termine, dove si vede chiaramente che la Francia era molto davanti all’Italia prima della crisi globale del 2009…
Passando ai dati vi avverto che sono un mix di UN Comtrade e ISMEA. A differenza della Cina, i dati del 2016 non si sono ricongiunti perfettamente e, oltre a questo, sottolineerei che l’analisi della sottocategoria spumanti. Secondo questi dati “in anteprima”, gli USA hanno importato 5.2 miliardi di euro (5.9 miliardi di dollari) di vino per 12 milioni di ettolitri in volume, con una crescita del 5% (che diventa 7% se presentato in dollari) e 8% rispettivamente. Grande balzo della Francia (+13%) che raggiunge l’Italia (stabile) e poco altro. Altrimenti detto, se togliamo la Francia, tutti gli altri sono stati praticamente stabili (+1%) e quindi l’andamento dell’import dall’Italia è certamente meno eclatante. Passiamo ai dati.
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