Francia


Fatturato, costi e margini dei segmenti di aziende vinicole francesi – studio Francia 2007

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Fonte: Vinifhlor
Viniflhor ha pubblicato uno studio relativamente alla profittabilita’ e alla struttura dei costi delle aziende vinicole relative al 2004 e al 2005. Si tratta di uno studio molto interessante, fatto su un campione di 468 aziende rappresentative delle zone vinicole francesi (esclusa l’Alsazia), con una superficie media vitata di 29ha per la gran parte (19ha) relativi a vini AOC e con una resa media di 67hl/ha (50hl/ha AOC). I francesi hanno diviso il campione in 7 categorie, a seconda della destinazione del prodotto (verso la cooperativa o venduto in proprio), del tipo di prodotto (imbottigliato o no) e della qualita’ della produzione (espressa in euro di fatturato per ettaro). Oggi ci occupiamo di analizzare i risultati, nel prossimo post andiamo a fondo sulla struttura dei costi. Quali le principali conclusioni? (1) i margini delle imprese sono diminuiti nel 2005; (2) questo e’ dovuto a un calo del fatturato, cui non ha fatto seguito una riduzione dei costi; (3) le aziende che vanno bene sono quelle con un fatturato superiore a EUR19,000/ha.


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Viniflhor published a detailed report regarding the profitability and the cost structure of wineries for 2004 and 2005. This is a very interesting study, done on a sample of 468 companies representing all key French wine areas (except Alsace), with an average vineyard of 29ha for the most part (19ha) on AOC wines and with an average yield of 67hl/ha (50hl/ha AOC). The study divided the sample into 7 categories, depending on the destination of the product (towards the cooperative or sold on their own), the type of product (bottled or not) and quality of production (expressed in euros of turnover per hectare). Today we are to analyse the results, while in the next post we will review the cost structure. What are the main conclusions? (1) margins decreased in 2005; (2) this was due to a decline in turnover, that was not followed by a reduction of costs; (3) companies that performed well are those with a turnover exceeding EUR19000/ha.
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La valutazione di borsa delle aziende vinicole – aggiornamento agosto 2008

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Fonte: dati di consenso Reuters
Dopo aver parlato dell’ecatombe di Foster’s (che peraltro si e’ verificata dal punto di vista borsistico a giugno 2008), ho pensato di fare il punto sulla valutazione in borsa delle aziende vinicole, per aggiornare un vecchio post del Giugno 2007 e dare alcune indicazione di che aria tira (non buona, come del resto potete immaginare guardando gli indici di borsa…). Aggiorno poi una piccola tabellina che man mano porto avanti con l’indicazione delle operazioni di M&A nel settore, con il multiplo valore d’impresa su MOL. Conclusione? Comperare un’azienda vinicola a 15 volte il margine operativo lordo sembra molto pericoloso, chiedere a Foster’s o meglio ancora al suo ex (e sottolineo ex) amministratore delegato. Dunque vi mostro due grafici, con i multipli 2008 e 2009, una tabella con dentro tutti i numeri per societa’ e una ultima tabella che rappresenta una piccola storia delle maggiori operazioni degli ultimi anni (non esaustiva).


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Vendemmia 2008 – previsioni produzione vino – settembre 2008

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Fonte: ISMEA-UIV, Agreste
Analizziamo oggi piu’ da vicino le nuove previsioni UIV-ISMEA relativamente alla vendemmia 2008, mettendo anche una piccola annotazione sulla vendemmia in Francia. Entrambe le previsioni (inizialmente rilasciate a luglio) sono state riviste al ribasso. Sara’ delusa la Coldiretti nel sapere che la produzione di vino in Italia nel 2008 e’ attesa a 45.5m/hl, contro 45.6m/hl della Francia [aggiornamento a settembre 2008]. Io invece sono deluso dal fatto che le regioni che produrranno di piu’ nel 2008 saranno quelle che hanno grandi produzioni di vini da tavola e scarse produzioni di vino di qualita’, il che potrebbe aggiungere problemi al commercio estero del vino italiano. La nuova stima di ISMEA-UIV parla di un +5/10% della produzione nazionale, quindi con una forchetta tra 44.7m/hl e 46.8m/hl. Invece, in Francia la stima al 1 Agosto parla di 46.0m/hl, quella al 1 Settembre di 45.6m/hl. Si tratterebbe quindi di una vendemmia sia per l’Italia che per la Francia al di sotto della media storica (-5% e -11% rispettivamente). Il dettaglio regionale parla piuttosto chiaro: i perdenti del 2007 sono i vincenti del 2008, ad eccezione di una regione del nord…

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Cottin Freres – risultati e analisi di bilancio 2007

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Nel 2007 Cottin Freres ha subito un leggero calo del fatturato e una riduzione dell’utile di circa il 10% rispetto al 2006. Il piccolo produttore di Borgogna ha realizzato circa EUR48m di fatturato (-3.3%), con un andamento molto disomogeneo tra le diverse aree geografiche: molto bene in USA ed EU, molto debole nel mercato domestico. I margini hanno tenuto a livello industriale, ma sia il MOL che l’utile operativo hanno subito dei cali superiori a quelli del fatturato. L’aumento delle scorte per supportare i piani di espansione hanno poi determinato una crescita del debito da EUR12m a EUR15m. Tutto sommato possiamo considerare il 2007 come un anno di transizione: il 2008 vedra’ infatti lo sviluppo dei nuovi prodotti: nel corso del primo trimestre le vendite sono cresciute del 3.5% e il MOL e’ salito del 6.6%, un trend esattamente opposto a quello mostrato dai 12 mesi terminati a settembre 2007.


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LVMH divisione vino – risultati primo semestre 2008

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LVMH ha riportato poco piu’ di un mese fa i numeri del primo semestre. La divisione vino del gruppo ha mostrato un leggero calo dei volumi ma un miglioramento dei prezzi tale da piu’ che compensare l’effetto dei cambi. I margini sono cresciuti ancora (dal 30% al 32%) e cosi’ il capitale investito. In un semestre comunque non facile, la crescita organica (quindi prima dell’impatto dei cambi) e’ stata del 3% nel segmento vino e del 9% nel segmento cognac/spirits. Entrambe le divisioni hanno addirittura accelerato nel secondo trimestre, quando la crescita organica (media per entrambe le divisioni) ha raggiunto addirittura il 13% (rispetto al +1% del primo trimestre). Stiamo quindi parlando di risultati molto buoni (riportati anche dalle altre divisioni del gruppo). Le prospettive per la seconda parte dell’anno restano molto incerte (e il secondo semestre vi ricordo che fa il 60-65% degli utili di tutto l’anno): il gruppo ha deciso di reagire continuando a investire e spingendo sul lancio di nuovi prodotti.


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