Mercato e consumi


Russia – importazioni di vino 2019

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Il mercato del vino russo tocca un nuovo picco nel 2019: per la prima volta le importazioni di vino superano quota 1 miliardo di euro (+17%) e, apparentemente, 6.5 milioni di ettolitri (su questo dato sono un po’ meno convinto, ma questo è quanto riportato da UN Comtrade). L’Italia mantiene la sua posizione di leadership assoluta. Il mercato russo è uno dei pochi in cui il vino italiano è andato meglio di quello francese. Ma dietro la Francia sta crescendo molto forte il prodotto spagnolo che è balzato di quasi il 30% e che viene da una serie ininterrotta di anni positivi. Ormai vicino alla Francia, nel 2020 potrebbe anche esserci il sorpasso (COVID permettendo). Sarebbe probabilmente l’unico mercato importante in cui la Spagna supera la Francia. Passiamo ai dati.

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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento aprile 2020

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Le esportazioni sono un osservato speciale di questi tempi. Oggi commentiamo i dati di aprile, il momento peggiore per l’Italia nel lock down, probabilmente spostato di un mese avanti per altri mercati. Il dato di aprile è -7% per il vino, -1% per l’alimentare (ISTAT ha rivisto pesantemente i dati anche dei mesi precedenti…) e -46% per il totale dell’export nazionale. Possiamo dunque dire che le cose non stanno andando così male. Va però considerato che i dati di maggio saranno molto peggio per l’alimentare (-12% il dato preliminare) contro un ammorbidimento del calo delle esportazioni totali (-30% circa) e quindi bisognerebbe aspettarsi un peggioramento anche per il dato relativo al vino in maggio. Ma per ora restiamo su questi dati: i primi 4 mesi dell’anno chiudono a 2 miliardi di euro, +1.8%, con volumi in crescita del 3.4% a 6.9 milioni di ettolitri. Il dato è supportato dalla crescita di quasi il 6% per i due mercati chiave, USA e Germania. Ci sarebbe da immaginarsi un peggioramento soprattutto del mercato americano di qui in avanti. I dati negativi vengono dal Regno Unito, dalla Svizzera e dalla Francia.  Peggiorano i dati del vino in bottiglia, che comunque tiene un +2%, peggiorano anche gli spumanti, che chiudono i 4 mesi con un dato stabile. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Brasile – importazioni di vino 2019

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Nonostante i problemi economici strutturali e la costante svalutazione della moneta degli ultimi anni, il Brasile è un paese promettente per il consumo di vino. Anche nel 2019, le importazioni sono cresciute a doppia cifra in termini di volumi e, se tradotte in Real, del 7% in valore. Il mercato vale circa 330 milioni di euro e 1.3 milioni di ettolitri, che si combinano ai circa 3 prodotti localmente (secondo le statistiche OIV). La combinazione di vicinanza geografica e regole doganali lo rendono un mercato dominato dai cileni e dagli argentini, seguiti dal Portogallo, di cui un tempo il Brasile fu colonia e che ne ha adottato la lingua. Italia e Francia sono sullo stesso livello, nello specifico del 2019 la Francia ha fatto meglio (come in tanti altri mercati), ma se si allarga lo sguardo su periodi più lunghi il nostro prodotto ha avuto uno sviluppo più sostenuto. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

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Australia – esportazioni di vino 2019

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L’export di vino australiano si sta sempre più legando alla Cina. Anche nel 2019, secondo i dati pubblicati da UN Comtrade, a fronte di un valore totale delle esportazioni in crescita del 2%, la Cina ha segnato una crescita del 12% e ha quindi incrementato il suo peso dal 35% al 39% del totale commercio estero del paese (che poi diventano il 43% se mettiamo dentro anche Hong Kong). Questo resta l’unico spunto veramente positivo del commercio estero vinicolo australiano, per il resto caratterizzato da una sfilza di segni meno negli altri mercati importanti come USA, Regno Unito e Canada. La crisi del COVID potrebbe addirittura salvare il vino australiano più di quanto non succederà ai nostri prodotti. Dopotutto la Cina è entrata prima ed uscita prima dalla crisi, apparentemente (ripeto apparentemente) con un prezzo in termini di vite ed economia inferiore al nostro. Resterà da vedere come cambieranno gli equilibri mondiali dopo questa crisi. Se cioè la Cina riuscirà a mantenere il passo del passato in termini di crescita economica. Per adesso concentriamoci su questi 3 miliardi di dollari australiani e 7.5 milioni di ettolitri che l’Australia ha esportato nel 2019.

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Cava – produzione e vendite, aggiornamento 2019

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Il bilancio 2019 dello spumante Cava è leggermente positivo, con un livello di esportazioni stabile e un apparente recupero del mercato spagnolo. Lo chiamo apparente perchè il consorzio Cava considera il mercato spagnolo come la differenza tra quanto viene prodotto e quanto viene esportato, e dunque non è assolutamente detto che il Cava “spagnolo” se lo siano bevuto o sia stato effettivamente spedito agli spagnoli come lo è quello esportato. Detto questo il +2% registrato nel 2019 per circa 250 milioni di bottiglie si compone di un incremento del 6% in Spagna e di un livello di esportazioni stabile. Dal punto di vista dei mercati di sbocco si sta verificando una vera e propria rivoluzione: tutti i mercati storici stanno calando, con una compensazione fatta di andamenti eccezionalmente positivi in alcuni specifici mercati come il Giappone, la Svezia, la Russia e alcuni paesi dell’Est Europa. Un film già visto per noi italiani con l’Asti, che non si è rivelato sostenibile. Passiamo all’analisi dei dati.

 

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