
Gli spumanti continuano ad essere il principale fattore trainante delle esportazioni di vino, pur se questo periodo non sia stagionalmente rilevante per il prodotto. Anche nel primo semestre, con un incremento del 24% (lo stesso incremento registrato anche nel solo mese di giugno), sono il principale fattore trainante dei vini italiani all’estero. Stanno facendo la differenza soprattutto nei confronti della Spagna, principale vittima (Cava) dell’espansione dei nostri prodotti in mercati come il Regno Unito, e la stanno facendo nonostante il storico spumante, l’Asti, stia vivendo una fase di calo piuttosto preoccupante. Le esportazioni di Asti, infatti, hanno sinora resistito grazie a un forte ricambio geografico dai mercati storici come la Germania all’Est Europa. Oggi, con la crisi di queste economie, alcune come la Russia guidate dal prezzo del petrolio, l’export di Asti sta calando in modo visibile. Ma andiamo a leggere i dati in dettaglio.

- Le esportazioni di spumante sono cresciute del 24% a 406 milioni nel primo semestre, accelerando rispetto al ritmo del secondo semestre 2014. Infatti, in ragione d’anno l’export di 918 milioni di euro è in crescita del 18%. I volumi esportati sono stati 1.15 milioni di ettolitri +20%, lo stesso ritmo di crescita dei 6 mesi precedenti. Ne risulta, nel semestre, un prezzo medio di esportazione in crescita del 3% a circa 3.5 euro al litro. Da un punto di vista geografico, vale la pena di notare (nel grafico) come oltre i due terzi dell’incremento delle esportazioni venga da Regno Unito e Stati Uniti, che con 99 e 93 milioni di euro sono diventati di gran lunga i due principali mercati per gli spumanti.
- Come anticipavamo, l’Asti è andato male. Le esportazioni sono calate del 20% a 40 milioni di euro, il che porta il totale annuo a 148 milioni di euro, -10%. Siamo ormai il 15% sotto il picco storico toccato durante il 2014 di 173 milioni di euro. Come abbiamo avuto modo di sottolineare molte volte, la riduzione delle esportazioni è stata mascherata da un significativo ricambio geografico. In questo primo semestre, la Germania torna a essere il principale mercato, con un incremento del 20%, mentre “scompaiono” le esportazioni in Lettonia (-77%) e sono circa stabili sia Stati Uniti che Russia. Come vedete dalla tabella, la variabilità delle esportazioni è tanto elevata da rendere difficile decidere quali nazioni mettere prima e dopo nelle colonne!
- Gli spumanti DOP continuano a stupire, invece. Nei 6 mesi, i volumi crescono del 38% a 0.8m di ettolitri e gli euro incassati del 32% a 277 milioni. Questo peggioramento del mix (-3%) non è bello a vedersi, soprattutto quando si accoppia all’elevata promozionalità del Prosecco nel mercato inglese della grande distribuzione. Nel caso degli spumanti DOP, Regno Unito e Stati Uniti sono con 88 e 74 milioni di euro fanno il 58% del totale. In questo caso, come vedete dalla tabella, soltanto uno dei 10 mercati principali, l’Austria, mostra segni di evidente deterioramento (-30%) e soltanto altri due o tre sono in crescita di meno del 10%…





