Masi – risultati primo semestre 2022

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Un semeste come questo da Masi lo aspettavamo da 5 anni e più. In un momento in cui sono più le preoccupazioni che le speranze a guidare le aspettative degli investitori, Masi è riuscita a “concentrare” in questi sei mesi i risultati di una serie di azioni sul prodotto (Canevel, nuovi prodotti, focus sui vini di prestigio) e sulla distribuzione (nuovi punti vendita diretti, nuovi distributori in diversi mercati chiave come gli USA e la Germania) che si sono uniti alla “riapertura” della ristorazione e alla ripresa del “travel retail”. Per essere chiari, Masi menziona anche un possibile effetto “restocking” in alcuni mercati in previsione degli aumenti di prezzo che verranno.

Il trimestre chiude dunque con 37 milioni di fatturato, +26% su 2021 e +24% sul 2019. Se ci riferiamo ai dati pre-pandemia, Masi ha fatto dei chiari passi in avanti in Italia (+54%) e nel resto del mondo (+55%), mentre ha per ora soltanto recuperato il livello del 2019 in Europa (12.5 milioni) ed è del 27% circa sopra il 2019 in Nord America. Dal punto di vista dei prodotti, sono soprattutto i top wines che fanno la differenza, quindi principalmente Amarone, +57% a 10 milioni, mentre i premium wines (Campofiorin e soci) sono del 20% circa sopra il 2019 e i classical wines (quindi i DOC) sono l’11% sopra il 2019.

Sono anche queste evoluzioni del mix delle vendite che determinano l’andamento dei margini. La crescita dei top wines aiuta i margini in valore assoluto, mentre sono i premium wines quelli dove Masi riesce a generare i margini maggiori in termini relativi. Nel primo semestre 2022 si è poi determinata una felice combinazione di approccio ancora prudente ai costi di sviluppo, di incremento dei contributi europei per la promozione, tale da portare il margine operativo al 17% dal livello 12-15% pre-pandemia (anche se lontano dal 20% e più dei “vecchi tempi”). Ciò nonostante il calo del margine industriale dal 67-68% pre pandemia al 61% del primo semestre 2022. Il bilancio chiudel con un utile netto di 4 milioni, contro il 2 del 2021 e del 2019.

Dal punto di vista finanziario, Masi nel 2022 sta riaccelerando con gli investimenti (5.7 milioni, i più alti di sempre per questo periodo) e ha ricominciato a pagare i dividendi (2.6 milioni, erano 3-4 prima della crisi). L’effetto di queste azioni non si vede ancora grazie a un forte effetto di capitale circolante determinato dall’incremento dei debiti verso fornitori. La posizione finanziaria netta di 4 milioni di euro (6 milioni a fine giugno 2021, 2.7 milioni a fine anno 2021) è su livelli molto contenuti.

Non si dice molto delle prospettive, salvo una serie di direttrici generiche e che “guardando all’apertura del secondo semestre 2022, il Gruppo ha conseguito ordinativi superiori agli ultimi anni anche a luglio”.


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Fondatore e redattore de I numeri del vino. Analista finanziario.

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